Buon Natale?

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di Vincenzo G. PALIOTTI

Sinceramente per quello che è diventata la festa di Natale non ne volevo parlare, ma dopo il fatto accaduto a Rozzano con tutte le chiacchiere, le considerazioni, anche fuori luogo, penso che sia doveroso spendere un po’ di tempo per commentare l’accaduto.

Anzitutto dobbiamo tutti darci una calmata e prima di gridare “al lupo” accertiamoci della reale presenza e minaccia del pericolo (e sopratutto, “pericolo di che”?): ci sono in giro personaggi che ad arte stanno cercando di metterci l’uno contro l’altro per poi raccattare voti e consensi per cause che si distanziano dai principi fondamentali di qualsiasi fede e/o religione: il razzismo, la guerra.

Sarebbe bene quindi per non creare vittime come il Preside Marco Parma di Rozzano, e seminare odio accertarsi di come realmente stanno le cose e poi commentare, dico commentare non emettere sentenze: quelle vengono sempre dopo un processo.

In questo caso anche se fosse stato tutto vero, noi che ci professiamo garantisti, almeno quando conviene, processo non c’è stato ed il Preside Marco Parma è stato condannato senza appello e senza sentire la sua versione che era completamente diversa da quanto pubblicato e condannato da certi “ambienti” che si professano “cattolici apostolici romani” a parole perché a fatti incarnano solo la parte peggiore del cattolicesimo: quello dei roghi per gli eretici e le streghe, quello delle ghigliottine dei Papa re, quello dei figli poveri dati al clero per farne “voci bianche”, quelli che nascondono pedofili per accusare poi omosessuali di fare danni all’umanità, e quelli che predicano umiltà vivendo invece nel lusso e negli agi.

Nessuno vuole arrivare ad uno scontro di religioni, almeno chi conserva ancora un pizzico di buon senso e chi, soprattutto, non cova nessuna sorta di rancore verso popoli che scappano dai propri paesi flagellati dalle guerre, dalle distruzioni e dalla morte. Anche perché l’informazione giusta, quella che non dipende da interessi di parte, ci sta dando una visione delle cose che non può essere ignorata: il coinvolgimento dell’occidente negli attentati di Parigi, nella formazione e nella sovvenzione dell’IS che di fatto ci dice come il jahd sia solo un alibi per mascherare i veri motivi degli attentati chi li pilota ed il perché.

Detto questo e tornando al Natale è una bugia colossale dire che chi vive sul nostro territorio si sente offeso dalle nostre celebrazioni.

Piuttosto siamo noi stessi, forse, che ne offendiamo lo spirito facendo di questa festa un prodotto “esasperato” della società dei consumi che poco ha da vedere con il vero spirito della Natività che non può essere legato alla visibilità degli addobbi, allo sfarzo ostentato con impiego di risorse economiche per illuminare a giorno tante città sprecando soldi che potrebbero essere utilizzati per esempio per dare a chi non ha niente, un po’ di sollievo economico almeno in quei giorni.

Lo spirito del Natale che dura per propaganda un mese e più, realmente 24 ore, dovrebbe invece essere il vero regalo da fare all’umanità ripromettendosi di estendere a tutto l’anno i principi fondamentali di ogni religione: amore, solidarietà, tolleranza, aiuti materiali per i bisognosi.

Un regalo in meno, ma più solidarietà, un regalo in meno ma dare a chi non ha niente, un regalo in meno e un po’ d’amore in più non solo il tempo lungo un giorno. Questo è lo spirito di Natale.

Ho avuto la fortuna di lavorare con catene alberghiere internazionali e mai mi è capitato di dover accogliere lamentele di chi, professando una religione diversa dalla mia si sia sentito offeso dai simboli del Natale.

Da questi ho ricevuto invece puntualmente gli auguri di Buon Natale.

Fra tutti, ricordo una coppia di egiziani, musulmani, che non dimenticavano mai di partecipare al brindisi di auguri che tutti gli anni organizzavo per il personale con la consegna dei simboli del Natale per tutti, e mai questi sono mancati o hanno rifiutato il “pensiero” che l’azienda offriva loro portando addirittura nel giorno stabilito anche i loro bambini, qualcuno la fidanzata o il fidanzato, la moglie o il marito per santificare questa occasione.

Questa balla colossale è cresciuta forse negli ultimi due anni ad uso e consumo di chi vuole inasprire un conflitto che non esiste, in pratica. Sono anni che il nostro Paese accoglie immigrati di altra fede ma guarda caso solo da poco ci troviamo di fronte a certi problemi che per anni si sono ignorati tranquillamente. La notizia falsa quindi del Preside Marco Parma di Rozzano deve farci meditare su chi, seminando odio, vuole solo creare un clima di conflitto che, ripeto, per anni è stato ignorato, ignorato perché non reale, perché posticcio e creato ad arte metterci l’uno contro l’altro.

Riportiamo infine il Natale nella sua giusta dimensione: amore, solidarietà, fratellanza e che sia solo motivo di unione e non di divisione, di pace e non di guerra.

Per quelli che credono il Redentore, è nato per portare amore sulla terra, per mondare gli uomini dal peccato originale, dall’odio, dalle guerre e non deve quindi diventare strumento per odiare, per dividere. Se non si crede in queste cose non ci si può considerare cristiani veri e per essere tali non c’è bisogno necessariamente di simboli, quelli vanno stampati dentro di chi crede.

Buon Natale a tutti quindi festeggiandolo come sempre si è fatto, con le famiglie, gli amici di ogni razza e di ogni orientamento, di ogni genere e religione.

Ho sempre nei miei occhi il Natale vissuto da bambino con la famiglia che si riuniva, eravamo una folla. Sorelle, fratelli, nipoti, nonni, genitori ed era occasione solo di stare uniti, i più fortunati aprivano i regali ricevuti e dati ma lo spirito natalizio di quel tempo era per lo più il piacere di vedere parenti e amici che non si potevano incontrare durante l’anno perché emigrati (!) in altre città o nazioni o perché troppo impegnati a sbarcare il lunario per portare a casa il necessario per vivere.

Ritorniamo quindi ad essere quelli che siamo sempre stati: esseri umani, non c’è bisogno di altro per vivere gomito a gomito con tutti indipendentemente dalla etnia, dalla pigmentazione della pelle, dagli orientamenti sessuali, questo per me significa essere cristiani.

E se veramente ci sentiamo tali ed abbiamo colto veramente lo spirito del Natale chiediamo tutti scusa al Preside Parma di Rozzano: sarebbe forse il regalo più bello che questi possa ricevere.

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