É unione civile quella di Verdini per il governo Renzi

AARenzi-Verdini

 

di Luca SOLDI

Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha sofferto non poco prima del voto.
Al termine della discussione nell’aula del Senato sul ddl Boschi ha preso la parola per la replica. É rimasto soddisfatto delle sue parole.

Dopo l’intervento le dichiarazioni di voto e quindi la votazione: il disegno di legge è stato approvato in terza lettura con 180 sì, 112 no e un astenuto. Il testo adesso dovrà tornare ora alla Camera, che fra tre mesi potrà votare in via definitiva.

Un margine ampio: 19 voti in più dei 161 richiesti dalla maggioranza assoluta prevista dall’articolo 138 della Costituzione per il secondo voto sulle riforme costituzionali.

Ma hanno un peso politico forte i 17 sì dei verdiniani di Ala, di due forzisti (Villari e Bocca) e delle tre senatrici di Fare, vicine a Flavio Tosi. Anche se i renziani sottolineano: “Mancavano cinque esponenti della maggioranza che avrebbero votato con noi”.

Quota 180 è un ottimo risultato, un vero exploit per Renzi da quando è a palazzo Chigi. Un margine decisamente ampio, considerato che erano assenti cinque esponenti della maggioranza. Questa una giustificazione data dai renziani, ma decisamente un’affermazione azzardata, visto i nomi non propriamente considerati fedelissimi.

Ma questo successo lascia ben trapelare che politicamente l’asse è spostato in una direzione ben diversa da quella del voto popolare che lo aveva insediato.
E se per qualcuno interessa solo il risultato ad altri preoccupa, per quello che sarà il riscontro popolare.
Il soccorso questa volta non arriva solo dalla sua maggioranza: decisivi sono stati i 17 sì del gruppo di Verdini, insieme ai 3 delle senatrici legate all’ex leghista Flavio Tosi e a due dissidenti di Forza Italia, Riccardo Villari (ex Pd) e Bernabò Bocca.

Senza questi 22 voti la riforma Boschi si sarebbe fermata a quota 158, ben tre voti in meno del quorum fissato a 161.
Non a caso Renzi si è fermato subito a parlare cordialmente con Verdini e il ministro Alfano, protagonisti essenziali del successo di quella riforma costituzionale che porta il nome della Ministra Boschi.

Il patto del Nazareno ormai pare lontano ed oggi più di un’affiliazione sembra di assistere ad un’adozione.
O meglio, considerati i tempi, pare un’adozione “poco” civile, poco rispettosa, di quelle radici che all’esecutivo sembrano solo un inutile orpello.

 

(immagine dal web)

 

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