Ieri, anche il cielo è sceso in piazza

AARCOB

 

di Luca SOLDI

Ieri, anche il cielo e’ sceso in piazza. Si è fatto aiutare da un arcobaleno di colori che solo lui riesce a fare. Ed insieme a lui, un milione di persone.
Insieme, in tutte quelle piazze d’Italia. Con la gioia, con il sorriso sulle labbra. Senza paura.

A dirlo, subito, Gabriele Piazzoni, per Arcigay: “Un milione di persone nelle piazze italiane a favore della legge sulle unioni civili.
Una giornata storica per questo Paese, una mobilitazione vastissima che si è nutrita del desiderio e dell’entusiasmo di tante e tanti che hanno a cuore il valore dell’uguaglianza”.

Il mondo arcobaleno è sceso in piazza a favore del ddl Cirinnà e non proprio contro quel Family Day che si terrà a Roma sabato prossimo.
In migliaia, in centinaia di migliaia hanno sfilato, cantato non certo per una battaglia a a distanza.

Hanno chiesto libertà di amare, di portare l’Italia ancora una volta, da ultima della classe, nel consesso degli altri paesi europei che già credono nel valore dell’uguaglianza nei diritti della persona.

Un appuntamento in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, insieme ad una miriade di associazioni, sindacati, partiti, famiglie e singoli cittadini e cittadine “che hanno colto l’importanza di schierarsi, in questo momento particolare, dalla parte giusta della Storia”.
Insieme a quella società civile responsabile dei grandi cambiamenti nel nostro Paese.

Manifestazioni a Roma, in piazza del Pantheon, a Parma, a Genova, a Milano, a Firenze.
Anche la “Sicilia arcobaleno” e’ scesa in piazza. E Napoli ha manifestato in piazza Carità, “È ora di essere civili”.

A Milano la manifestazione era stata preceduta dalle polemiche per la decisione della Regione Lombardia guidata dal leghista Roberto Maroni di illuminare il Pirellone accendendo le luci degli uffici in modo di creare la scritta “Family Day”.

Gli hanno risposto sbeffeggiandolo, addirittura riempiendo i social di selfie, di baci appassionati con sfondo proprio il palazzo della Regione.
A Roma, l’appuntamento era in piazza Pantheon.

Due i simboli, insieme alle bandiere multicolore, il primo un cuore con l’uguale, perché ogni amore debba avere gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Il secondo simbolo, una sveglia. “La mostriamo per far suonare nello stesso momento tutto quello che abbiamo, battendo il tempo con le dita sulle lancette per far capire a chi ci governa che il tempo è davvero scaduto”.
Hanno detto sorridendo. Con la forza di chi ha ragione.

 

AARCOB1

 

 

(immagini di Luca Soldi)

 

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