Il destino di stare con i perdenti

oxibank

di Giuseppe CARELLA

Era il 1974 quando presi la tessera del PCI. C’era Berlinguer e quel partito lì non l’ho mai visto vincere un’elezione nazionale e andare al governo. Tranne che quella alle europee del 1984 sull’onda della morte di Enrico. Ma fu una vittoria che non contava granchè. Le vittorie e i governi degli eredi del PCI sono un’altra storia.

Un paio di anni fa, l’emozione di guardare la faccia pulita di Civati e poi la condivisione dei contenuti della sua proposta: scelsi di sostenerlo impegnandomi nel mio piccolo, rimettendoci anche qualche quattrino come è giusto che sia. E sappiamo come è finita.

Poi la speranza si riaffaccia di nuovo grazie a Tsipras e a Pablo Iglesias, Spagna e Grecia. Finalmente assisto alla vittoria, e non potevo che assistere non essendo greco, alla vittoria di Syriza, alla formazione del suo governo inequivocabilmente schierato dalla parte dei più deboli, alle speranze enormi che ha suscitato questo fatto in molta parte dell’opinione pubblica europea, orfana da anni di una vera sinistra moderna. Syriza si schiera nettamente, senza se e senza ma, dalla parte delle vittime della spoliazione della Grecia effettuata dalla famosa Troika. Forma un governo e parte per la crociata delle trattative infinite contro la parte più conservatrice dell’Europa plasticamente rappresentata dalla faccia un po’ truce della Merkel, ma peggio ancora, come si rivelerà nella fase cruciale, da quella ancora più truce (così truce da farci ricordare la peggiore Germania) del proprio ministro dell’economia.

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La mia lettera a Ciwati

saluti

di Giuseppe CARELLA

Caro Civati sei uscito dal PD dopo una lunga sofferenza, perché da quel partito non ti senti più rappresentato e non vuoi più rappresentare. Potevi farlo un anno fa e forse sarebbe stato diverso. O forse anche no, come dice qualcuno: poteva sembrare come il capriccio dello sconfitto che non si rassegna al successo del vincitore, che oltre che capo del partito diventa anche capo del governo. Punti di vista. Non sapremo mai se era meglio prima o adesso.

Ora ci chiedi di scriverti sul tuo blog, per dirti come la pensiamo e aiutarti a fare le scelte migliori per il futuro.
Io scelgo di scriverti da qui, da un altro blog e provo a spiegarti anche il perché, in modo semplice: non dobbiamo solo essere noi a leggere te, ma anche tu a leggere noi. E questo significa cercare, sulla rete e nella realtà, quanto di meglio esiste, perché tu possa unirti ad esso nella nuova avventura. C’è una bella differenza, sai.

Insieme ad altri ti ho sostenuto nelle primarie nazionali perché eri portatore di una proposta bella, interessante, praticabile. Ti ho sostenuto e seguito anche dopo le primarie perché mi ispiravi fiducia. Ti seguo anche ora, un po’ di meno, ma ti seguo.

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Voglia di sinistra. A Matera, Landini conquista tutti

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di Giuseppe CARELLA

In questo inizio di Marzo, la città di Matera, capitale della cultura nel 2019, ha ospitato due eventi che hanno fatto assaporare aria di primavera e non certo riferita al clima meteorologico. Due incontri, con Erri De Luca prima e con Maurizio Landini, ieri, 11 marzo. Due location diverse, entrambe capienti e capaci di ospitare centinaia di persone. Due incontri preparati dal “basso”, da associazioni e gruppi di persone che non si rifanno a sigle nazionali.

E’ solo un caso, una coincidenza, che entrambi gli incontri abbiano visto la partecipazione straordinaria di centinaia di persone? E’ solo un caso che ben prima dell’orario programmato le sale erano piene, con gente seduta sugli scalini ed altri in piedi e che non si sono svuotate fino alla fine, dopo due ore e oltre di discussione? E’ solo un caso che eventi promossi solo sulla rete raccolgono un consenso cosi ampio?
La novità, almeno per me, è rappresentata dalla partecipazione massiccia di giovani.
Maurizio Landini, in un auditorium capace di ospitare oltre 400 persone, ha entusiasmato la platea che si è letteralmente spellata le mani.

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Lo confesso. Ho un’amante, ma la lascerò.

finally

di Giuseppe CARELLA

Ebbene si, da circa due anni ho anche io l’amante: si chiama PIDDI’. Vezzeggiativo con il quale ama farsi chiamare (in realtà, qualche tempo fa, quando era titolare di due attività separate si faceva chiamare con altri nomi, uno che si rifaceva a quello di un fiore e l’altro che richiamava antichi quarti di nobiltà).
Mi scuso per il linguaggio criptico ed evocativo. Ma, lo sapete. E’ quello che si usa quando si parla di un’amante.

Piddì – e forse è il suo più grande errore – decise di unificare le due attività e si scelse il nuovo nome con il quale farsi riconoscere. Sono entrato nelle sue grazie un paio di anni fa, grazie a un comune amico di nome Pippo, che mi convinse a frequentare i salotti ove potevo incontrare PIDDI’. Il suo scopo (quello del mio amico) era dimostrare che egli aveva un largo seguito e che confidando in questo sarebbe riuscito a conquistare il cuore della sua amata. Le cose purtroppo non andarono in questo modo per le eterni indecisioni di Pippo che finì’ per scontentare molte delle persone che lo incoraggiavano.
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Fermiamoli!

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di Giuseppe CARELLA

Sì, fermiamoli davvero.
I nuovi criminali di guerra, gli Obama, i Putin, le Merkel e anche i Renzi. Per quel poco che conta lui nello scenario internazionale.
E fermiamo tutti gli altri, che in zone diverse del pianeta, inscenano guerre ad uso e consumo di pochi, non certo delle migliaia di vittime, uomini, donne, bambini, bianchi, negri, gialli, cristiani, musulmani, sciiti, atei che ci rimettono la loro unica esistenza.

Fermiamo gli imbecilli. Fermiamo gli imbecilli che sostengono anche solo con un commento le azioni criminali. Non importa se a favore degli uni o degli altri, qualunque posizione assuma a favore della guerra rimane un imbecille. Perché non ha ancora compreso l’unica verità: ogni guerra, da sempre, nasconde solo l’avidità di pochi. Continua a leggere

Se Mattarella fa il Presidente

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di Giuseppe CARELLA

Oggi è il gran giorno dell’insediamento di Sergio Mattarella.
In questi tre giorni si sono scatenati commenti di ogni tipo e in ogni dove sul significato della sua elezione: c’è chi vede in essa la grande maestria del premier Renzi per aver messo in ginocchio tutti, da Forza Italia a NCD alla minoranza interna PD fino all’aver dimostrato la irrilevanza del M5S e c’è chi immagina che il tutto era ben orchestrato da tempo e che l’elezione del PDR facesse parte del patto del Nazareno, al di là del nome dell’eletto. Acqua passata.

Un fatto è certo e va riconosciuto: Sergio Mattarella, democristiano mai pentito, è preferibile a parere mio a qualche ex comunista che ha rinnegato il proprio passato o che addirittura afferma di non esser mai stato comunista. E’ una persona che per quel che se ne sa, non dovrebbe avere scheletri negli armadi e che ha prontamente risposto ad un subdolo articolo del Fatto Quotidiano nel quale si è cercato di gettare ombre sulla sua persona. E che abbia risposto, prontamente, è un buon segno. Continua a leggere

Social Politik

social politik

 

di Giuseppe CARELLA

Partito Comunista Internazionalista, Gruppi Comunisti Rivoluzionari, Lotta Comunista, Partito Comunista d’Italia (marxista-leninista), Avanguardia Operaia, Movimento Studentesco, Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), Potere Operaio, Lotta Continua, Movimento Politico dei Lavoratori, Partito di Unità Proletaria, Autonomia Operaia, Cristiani per il Socialismo, Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, Movimento Lavoratori per il Socialismo, Democrazia Proletaria.

Sono solo una parte, quelle piu note, delle tante sigle di gruppetti extraparlamentari della sinistra nati sul finire degli anni ’60 e negli anni ’70 del secolo scorso. Continua a leggere

Uagliù, nun sapit che vi sit pers! (Ragazzi non sapete cosa vi siete persi)

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di Giuseppe CARELLA

Questa frase, a caratteri cubitali, la scrissero sul muro di un cimitero di Napoli quando la squadra di calcio di quella città vinse il suo primo scudetto con Maradona.

Mi e’ tornata in mente dopo la lettura dei dati di affluenza alle urne alle regionali dell’Emilia Romagna, domenica scorsa, e anche della Calabria.
Se aggiungiamo anche quello delle recenti Europee, quando ha votato solo il 50% degli aventi diritto, non ci si può non interrogare sul perché accade. Continua a leggere

Un uomo di altri tempi. Per questo tempo e per il nostro futuro

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di Giuseppe CARELLA

Ho avuto la fortuna di conoscere Walter Tocci personalmente, nel Marzo scorso, alla presentazione del suo libro.
Mi sono bastate poche ore insieme e poi la lettura del suo “Sulle orme del gambero” per poter affermare che è il compagno giusto per continuare una battaglia importante.
Chi non ha militato nel PCI ha difficoltà a comprendere il gesto di Tocci, quello di votare la fiducia e poi sbattere la porta: sono leale fino in fondo con il partito, ma non considerandolo più mio, lo abbandono e abbandono anche la carica che il partito mi ha permesso di avere.

Si, lo so, purtroppo questi venti anni e passa, hanno cambiato il concetto comune di “partito”.

Oggi è quella cosa dal quale si entra e si esce con facilità, si cambiano casacche restando sullo scranno di qualsivoglia assemble elettiva senza pudore alcuno.
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C’è chi vive in un videogioco. E chi preferisce la vita.

virtual

di Giuseppe CARELLA

Mi sto convincendo ogni giorno di più che a me toccherà la stessa sorte di mio nonno, comunista, deceduto nel 1976, di mio padre , comunista, ancora vivente, 90 anni: lasciare questa terra, il più tardi possibile, spero, senza poter affermare di aver visto almeno l’inizio della costruzione di uno stato sia pur vagamente socialista.

Ho letto pochi giorni fa da qualche parte che in un centro di ricerca americano, corrispondente al nostro CERN, la vita che crediamo di vivere sarebbe una sorta di illusione bi-dimensionale e che nulla di quanto crediamo accada in realtà accade. Speriamo sia veramente così, almeno avremo la possibilità che in altre dimensioni la realizzazione di una società veramente più giusta sia ancora possibile.

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