Renzi e il dialogo sulla scuola che non c’è

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di Vincenzo SODDU

Insomma, Renzi una cosa finalmente l’ha fatta, dopo lo sciopero degli insegnanti, anzi due…
Ha mandato una mail a tutti gli insegnanti e ha scritto alla lavagna, sì, avete capito bene, ha scritto alla lavagna, mica una lavagna multimediale, una LIM, uno di quei mostri tecnologici di cui ci hanno dotato senza insegnarci come usarle… ma una vecchia lavagna d’ardesia… una lavagna a righe con dei gessetti colorati.

I politici, si sa, ormai sono uomini di spettacolo, e Renzi non poteva certo perdere un’occasione come questa.

Parlare agli insegnanti sostituendosi a loro, però facendo loro da maestro, perché come diceva il “suo” maestro Berlusconi bisogna parlare all’elettorato come a degli ipotetici bambini di 11 anni, magari anche scemi…

Dare lezioni e darle su un supporto vecchio, per lui che è solito usare mezzi all’avanguardia tecnologica, significa in realtà scendere al loro livello… magari gli insegnanti non capiranno, ma gli altri, quelli che la scuola l’identificano con le lavagne in ardesia, genitori in prima fila, sì, e infatti il gradimento, assoluto, allo show del Presidente del Consiglio, c’è stato. Insomma, alla fine niente di nuovo.

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La scuola vera. Il libro di lettura

SchoolReading

di Vincenzo SODDU

Un giorno, non ricordo più nemmeno quando, ho deciso: niente più classici.
Non che sia stata una decisione improvvisa, intendiamoci E’ stato un processo lungo e graduale.
Sono diventato insegnante nell’epoca in cui I Promessi Sposi erano considerati, assieme, il primo testo della nostra letteratura e l’unico libro di lettura adottabile a scuola.
Per anni ho sottostato alla tirannia delle schede e degli approfondimenti sui brani vari tratti dalle sventurate avventure dei due contadini lombardi, finché un giorno, appunto, ho deciso, e ho interrotto piuttosto bruscamente la tradizionale lettura del sacro testo manzoniano; è stato, credo, nel momento in cui un’alunna mi ha detto, con aria piuttosto annoiata, che la storia della monaca di Monza l’aveva già vista in streaming, anche se la mamma le aveva spento il pc sul più bello… sic!

Passi per la versione dissacratoria del Trio Solenghi-Lopez-Marchesini, ma quello era troppo.
Ho scelto allora La coscienza di Zeno, pensando che un classico più vicino a noi potesse stimolare un dibattito serio e coinvolgente, ed invece, arrivato al Capitolo sul Fumo, mi sono subito arenato fatalmente sui personalismi degli alunni, sulle loro quotidianità personali.
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Tutto in una notte

Dietro-la-lavagna

di Vincenzo SODDU

“chi è fuori è fuori, ciao ciao” (Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana)

Lo scorso mercoledì notte, una settimana fa, è stato perpetrato uno strappo grave alla democrazia.
Per diversi motivi. Vediamo quali.

Nel DDL Scuola presentato il 12 marzo scorso al Consiglio dei Ministri, infatti, rimane poco o niente dei contenuti di quella bozza programmatica o documento progettuale, come preferisce che si chiami il Nostro Presidente (parliamo della Buona Scuola), su cui siamo stati chiamati appena sei mesi fa a dare un parere, e di cui avevo già delineato le criticità a Dicembre dello scorso anno.

Paradossalmente, anzi, proprio l’unico aspetto soddisfacente, benché scontato, di questa sorta di carta costituzionale della scuola è stato eliminato. Con un colpo di mano, poche ore prima della presentazione del disegno di legge. Per oscuri motivi che in quanto tali lasciano attoniti chi da quella decisione si aspettava una garanzia, addirittura, sulla sua futura esistenza.
Parliamo dell’assunzione degli idonei al Concorso del 2012 che, insieme ai supplenti di ultima fascia che avessero lavorato per 36 mesi continuativi e ai cosiddetti precari storici (in questo rigoroso ordine, giacché, nessuno me ne voglia, il merito, per asserzione stessa di Renzi sarebbe dovuto venire prima del calcolo dell’anzianità), sarebbe dovuta scattare con decreto legge già una settimana prima.

Ora, all’atto del mancato decreto che avrebbe dovuto seguire questa bozza, secondo la volontà originaria dello stesso Leader, poi misteriosamente rinnegata (non possiamo credere che un filibustiere della politica come Renzi si possa essere spaventato di fronte al monito del Presidente Mattarella a non abusare dell’ufficio dei decreti legge), di questa categoria di assunti, nel disegno di legge presentato al Parlamento non troviamo appunto più traccia.

E così, gli idonei di un Concorso, al termine del quale si contavano un numero impressionante di prove selettive, dopo aver visto i loro compagni di viaggio, solo qualche posto avanti, entrare nella scuola, sono stati improvvisamente cancellati.

Perché?
Nelle parole degli idonei intervistati che abbiano trovato la forza di esprimere questo sconcerto di fronte a un’inspiegabile esclusione nelle ultime ore della notte prima della conversione in disegno di legge del Provvedimento, c’è soltanto, come abbiamo visto, disperazione.

E allora perché? E a vantaggio di chi, eventualmente, questo provvedimento è stato cassato?
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La scuola vera è anche un videogioco.

videogioco

di Vincenzo SODDU

Voglio scrivere sulla scuola di oggi, quella vera, quella che incontro domani mattina, in aula. Non “La Buona Scuola” patinata, ancora in fieri, di Renzi, ma quella vissuta tutti i giorni, sulle barricate, piena di difetti, certo, ma forse proprio per questo vera e capace di essere migliorata per davvero.
Userò naturalmente per i ragazzi, come al solito, dei nomi fittizi.

L’altro giorno, alla radio, ho sentito che in Olanda la storia viene insegnata con i fumetti.
Una buona idea, se non fosse che gli unici fumetti che questi ragazzi leggono sono delle improponibili storie post futuriste di disperata sopravvivenza… va a finire che questi mi scambiano Cleopatra per una mummia post-industriale…
Far lezione non è facile, non è da tutti, e soprattutto non è improvvisabile.
Te lo devi guadagnare il DIRITTO di far lezione.
Giorno per giorno.
Davanti a te non hai più quegli antichi alunni disciplinati e compunti che si alzavano in piedi quando tu entravi in aula, ma piccoli geni informatici convinti di sapere tutto ciò che possa servir loro su questo pianeta.
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Io non so cos’è l’IS

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di Vincenzo SODDU

Io non so più cosa sia l’IS.
Ne ho scritto tante volte, ma mi sono reso conto di averne sempre parlato soltanto come di una sigla.
L’IS si infiltra in Siria, l’IS schiaccia gli Sciiti in Iraq, l’IS sbarca in Libia…
Ma cos’è di preciso l’IS?
Non lo so più, lo ammetto, e non mi fido più di tanto dei commentatori internazionali, degli esperti di geopolitica, dei proclami dei Capi di Stato.
Arrivati alla mia età dovrebbe bastare la propria capacità critica.

Ecco, allora, forse so cosa non è l’IS.
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Un progetto: scuola oggi. I percorsi della poesia.

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di Vincenzo SODDU

Sono tempi complessi, che privilegiano il calcolo, la valutazione, la programmazione e si dice che gli studenti non amino la poesia a scuola: tranne poche eccezioni, è un fatto.

C’è una poetessa e scrittrice straordinaria, oggi, e si chiama Elena Mearini, ma è difficile da proporre, nonostante i suoi versi siano splendidi, arrivino direttamente all’animo; sulle antologie non c’è e le LIM – le lavagne attive multimediali – non sono state ancora collaudate.

Elena ha scritto un bellissimo racconto in forma di versi su: “Siria. Scatti e parole“, che quest’anno ho scelto come sfrontato libro di testo, un racconto che parla di tre bambini prigionieri di uno scantinato durante uno dei tanti bombardamenti in Siria. Amir, il fratello più grande, esce allo scoperto a cercare l’acqua, ma rimane incantato di fronte al crollo del negozio di falafel di Omar. Ricorda i loro momenti felici in quel luogo, dinanzi ai vassoi colmi di falafel, e allora decide di cercarne almeno uno, superstite, che possa fare la felicità della sorellina, incurante degli spari che gli piovono accanto…

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Caro Renzi, la Sua Buona Scuola merita 3 (osservazioni)

per conoscenza al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini

Caro Renzi (si fa per dire, tra persone civili),
Le scrivo in prossimità di uno Sciopero Generale che Lei, ne sono certo, non aspetta con ansia, e le scrivo per porLe alcune questioni di merito, soprattutto a proposito del mondo della scuola, dove io lavoro come insegnante da oltre 25 anni.
Dal momento che, ne sono certo, Lei in questo periodo ha tanti altri problemi da risolvere, anche più importanti dei nostri, sarò breve e, soprattutto, e lo farò in tre punti che credo fondamentali del Suo documento dal titolo così poetico, La Buona Scuola, ma soprattutto esiziali per le sorti di migliaia di persone umane che lavorano in questo comparto. Continua a leggere

Renzi e il mare nostrum

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di Vincenzo SODDU

Ormai è deciso.
La Missione Mare Nostrum, iniziata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare l’emergenza umanitaria nello Stretto di Sicilia, dovuta all’enorme afflusso in quelle acque di migranti dall’Africa, sarà presto sostituita da una nuova operazione finanziata con i fondi dell’agenzia europea Frontex.

Finora l’operazione Mare Nostrum, voluta dall’Italia e precisamente dal governo Letta, ha salvato centomila profughi dall’annegamento, arrestato ben 728 scafisti e sequestrato 8 imbarcazioni. Certo, non ha risolto il problema del traffico crescente dei profughi, però ha ridotto ampiamente il numero dei morti in quello stesso mare che ha rischiato di diventare un’unica tomba a cielo aperto. Continua a leggere

Non ci sono più parole

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di Vincenzo SODDU

Quando si parte per andar via, per abbandonare le proprie case condannate alla minaccia di una bomba che le possa in qualsiasi momento distruggere, in un istante, quando per anni si è sudato per costruirle, per viverci, non per morirci, non ci sono più parole.

Quando si parte per non tornare più, c’è soltanto tristezza, una sottile, inossidabile tristezza.
Non era mai successo. Almeno a Gaza.

Le chiamano barche della morte.

Di già. Come se la morte non avesse già messo da troppo tempo radici in quel luogo della terra degli aranci tristi.
Le barche della morte. Come se fuggire dalla morte significasse ficcarsi in un’altra morte.

Assurdo.
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La variante turca

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di Vincenzo SODDU

Il post sulla necessità di trattare con l’IS? Ma io pensavo ad Hamas…
Queste le parole di Di Battista, dopo il polverone causato dal suo articolo sulla questione del Jihadismo radicale e dunque, se un parlamentare stimato come Di Battista può fare dietrofront dopo un simile inciampo, beh, allora posso tornare anch’io a parlare di Medio Oriente, che i giornali, almeno, li leggo con regolarità.

Così registriamo che, in questi due mesi, gli Stati Uniti hanno avviato l’organizzazione di una forza di intervento che possa limitare l’avanzata delle forze del Califfato in Siria, mentre le milizie curde hanno incassato l’indifferenza del presidente islamico-conservatore turco Erdogan nei confronti dell’altro fronte di avanzata dell’Isis, quello che porta alla Turchia, appunto, cittadina di Kobane, siriana a maggioranza curda, a ridosso della frontiera anatolica… qui, mentre l’Isis controlla ormai metà della città, i guerriglieri curdi non hanno più la possibilità di rifornirsi, dato che la Turchia ha chiuso loro il passaggio alla frontiera.

Quali siano i timori di Erdogan è facile da capire (impedire che le forze curdo-siriane si uniscano al fuorilegge PKK), ma di fronte a un possibile genocidio è difficile condividerne le scelte e rimanere fermi.

Così, mentre l’Isis si appresta a controllare la vasta provincia irachena di al-Anbar ai confini di Siria, Giordania e Arabia e il Jihadismo radicale raccolgono l’adesione di gruppi ormai isolati come i talebani pakistani, da parte loro, gli Stati Uniti chiedono un chiaro intervento a favore dei guerriglieri contro le truppe del Califfato, pur essendo allo stesso tempo coscienti che il gioco della politica internazionale, a maggior ragione in quello scacchiere, non può essere così lineare.

Ankara infatti non farà alcun passo concreto se non otterrà ciò che chiede, e cioè una zona cuscinetto e una no-fly zone in territorio siriano, mossa che le permetterebbe di raggiungere senza grossi sforzi le sue mire nazionalistiche.
Erdogan ancora una volta si è giocato bene le sue carte e d’altronde la posizione strategica della Turchia mai come in questo momento è favorevole a questo scopo.

Così lo fa costringendo gli Stati Uniti ancora una volta a cambiare obiettivo nel complicato conflitto siriano.
Pur consentendo agli aerei statunitensi l’utilizzazione delle basi turche, Erdogan vuole infatti ottenere due obiettivi: la ripresa dell’azione armata contro Assad e la normalizzazione del problema curdo.

Giovedì prossimo le richieste di Ankara saranno al centro del vertice tra l’inviato statunitense e i Turchi. E probabilmente gli Stati Uniti, ancora una volta d’accordo con l’Europa, cambieranno strategia nel difficile scacchiere Medio-Orientale.
Naturalmente il piano sarà descritto in termini umanitari (la protezione dei rifugiati e il respingimento dell’ISIS oltre i confini) ma tutti sanno che la creazione della zona cuscinetto sarà il preambolo dell’organizzazione di un’area dove saranno addestrati I ribelli pronti a rovesciare il governo di Damasco.

E l’Isis?
Beh, a loro ci si penserà dopo, il che significherebbe mai, perché tutto sommato il loro ruolo, quello voluto dagli Arabi e in fondo anche dalla Turchia, se lo sono giocati alla perfezione.
E se ci aggiungiamo che, secondo il quotidiano turco Milliyet, Ankara ha proposto al partito curdo-siriano, alleato del PKK, un aiuto militare concreto contro lo Stato Islamico se il partito rinuncerà all’autonomia del Kurdistan e interromperà i rapporti con Damasco, allora il quadro è completo.
E’ la conferma, triste purtroppo, che il Medio Oriente sia ormai nelle mani, ugualmente pericolose, quanto quelle dell’Isis, dei paesi islamici conservatori o apparentemente tali.