Ma dove andiamo?

ConsumismoD

di Vincenzo G. PALIOTTI

L’argomento del giorno è la norma contenuta nel Jobs Act riguardante il controllo a distanza del lavoratore da parte dell’azienda. Così, sic et simpliciter, sembra che sia una pesante limitazione della libertà dell’individuo, cosa già grave, ma va al di là di tutto questo perché getta le basi su una serie di considerazioni di dove stia andando la società. Perché la cosa oggi riguarda solo il mondo del lavoro, ma domani potrebbe degenerare.

Come ha spiegato efficacemente Alessandro Gilioli, “In altri termini, se ti viene assegnato sul lavoro uno strumento elettronico aziendale (un computer o anche un telefonino, tipicamente) questo può essere usato con funzioni di controllo anche senza alcun accordo sindacale, a pieno arbitrio del datore di lavoro, e senza bisogno di alcuna motivazione. Non c’è molto da aggiungere: è il Grande Fratello aziendale legalizzato. Ed è una norma limpidamente e schiettamente propria della destra economica”.

In una società moderna, pulita, onesta c’è un fattore che si viene a determinare per disciplinare ogni genere di rapporto sia esso lavorativo, amichevole, sentimentale: questo è la fiducia reciproca. Fiducia reciproca che significa anche senso di responsabilità, senso civico, lealtà e quindi onestà.

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Dieci mattonelle, adesso

mattonellerosse

Pubblichiamo e condividiamo l’articolo di Simone Oggionni e Alessandro Gilioli che riassume in dieci passi, il procedimento da realizzare per iniziare a costruire la casa di una nuova sinistra in Italia.

Non ci sono “due sinistre”, come qualcuno furbescamente crede. Ci sono, in Italia, due destre. Quella estrema, promossa da Berlusconi e Salvini e quella in doppiopetto e selfie di Matteo Renzi.

Nell’invitarvi a leggere questo articolo e a promuoverne la condivisione, ci confermiamo pronti, già da ora, a offrire il nostro contributo per attuare questi consigli e costruire insieme le prossime mattonelle. E a rendere unita, salda e accogliente questa nuova casa. Per il nostro paese, per l’Europa, per essere sinistra.

La Redazione


[Pubblicato su Esseblog e Piovono Rane]

Congratulazioni a Pippo Civati che è uscito dal Pd. Il segno che con un po’ di coraggio e coerenza ce la si può fare. Lo sappiamo: il Pd è non solo l’erede del Pci. È stato anche progetto di un grande partito che stesse dalla parte dei più deboli. Per questo è così difficile, per tante persone in ottima fede, accettare l’idea che quel progetto non è andato oltre le intenzioni dichiarate. Non ci è andato prima di Renzi, ancor meno dopo. Ma questa è ormai storia. Adesso, se possiamo, suggeriamo (non richiesti) una decina di cose da fare e da non fare, perché adesso bisogna partire sul serio.

1. Per carità vi preghiamo: non incollate i cocci di tante piccole storie sconfitte. L’unità è una parola bellissima, ma non può essere pensata come la somma di ministrutture finite. Deve essere, piuttosto, l’unità tra persone in carne e ossa, tra pezzi di società. Vi ricordate i contadini e gli operai di un tempo, che erano la parte bassa della piramide sociale? Ecco, sono diventati gli invisibili di oggi: precari, disoccupati, partite iva, insegnanti, “neet”, ricercatori, ex ceto medio impoverito e tante altre cose. È lì la maggioranza. Diamole voce, diamole senso.

2. A proposito: le piccole storie sconfitte sono quelle incarnate da gruppi dirigenti che portano sulle spalle cumuli di fallimenti. Un passo indietro di tutti loro significa farne, insieme, dieci avanti. E significa mettere alla prova una nuova generazione di persone non livorosa e non ortodossa, perché (tra l’altro) non arrugginita da decenni di scontri intestini.

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L’edicola di Essere Sinistra del 22 Marzo 2015

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Le tre sinistre, di Andrea Colasuonno

 

Maso Notarianni

Diseguaglianza sociale e coalizione necessaria, di Maso Notarianni

 

screenshot-gilioli blogautore espresso repubblica it 2015-03-21 22-19-38

Come nasce la coalizione sociale, di Alessandro Gilioli

 

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Le contraddizioni a favore di Tsipras, di Dimitri Deliolanes

 

Lanfranco Turci

Sulla coalizione sociale, di Lanfranco Turci

 

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Workers act vs Jobs act, di Giulio Marcon

 

L’Edicola di Essere Sinistra del 3 agosto 2014

www esseblog it 2014-08-03 17-35-37

Caro compagno Gramsci, di Mattia Milani

 

La boutique degli schiavi, di Paola Mirenda

 

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Gli effetti del pluralismo culturale sulla cittadinanza e sulla politica, di Michael Walzer

 

screenshot-gilioli blogautore espresso repubblica it 2014-08-03 17-39-19

La Diaspora. La classe operaia va in movimento, di Alessandro Gilioli

 

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La Sinistra Europea con la Palestina, di Redazione Giovani Comunisti

 

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Intervista a Enrico Deaglio, di Sergio Telaroli