Sono buonista e posso vantarmene

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di Ἀρχιμήδης ὁΠυθαγόρειος

Io sono del ’76 e a scuola mi hanno sempre spiegato come il razzismo e il fascismo siano cose terribili: film sulla Shoah alle superiori, per mostrarci a che cosa porta l’odio razziale (e indipendentemente da chi ne sia vittima), educazione civica alle medie, storia della Seconda Guerra Mondiale e spiegazioni di come la storia deve esserci maestra per non ricadere nel razzismo, e in generale nel fascismo, dalla prima elementare alla quinta superiore. Si cominciava alle elementari ed all’asilo a disegnare bimbi di tutto il mondo in girotondo. Cose da “buonisti”, vero? Dico a chi chiama “buonismo” quelli che sono i valori fondamentali dell’umanità, per i quali vale la pena di vivere e con i quali si riesce a guardarsi allo specchio senza farsi venire la nausea, come solidarietà e fratellanza, aderendo così ad un pensiero in cui è la cattiveria a diventare un valore; infatti la parola “buonista”, visto che è quasi sempre usata proprio in questo senso, è ormai un complimento a tutti gli effetti: dirmi “buonista!” è come dirmi “persona solidale che considera la fratellanza un valore!“, che è poi lo stesso di “persona non spregevole!“.

Da quando ho cominciato ad interessarmi di politica, da ragazzino, molti amici mi cercavano di convincere ad aderire all’ANPI, ma, mentre trovavo utile sostenere il mio partito tesserandomi, trovavo il tesseramento all’ANPI una cosa lodevole, ma ridondante: tutti si era antifascisti, non era necessario lottare contro il fascismo. I Rom e i Sinti erano ancora profondamente discriminati, ma nessuno invocava ruspe contro le baracche della povera gente.

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2 giugno. Un testimone della nascita della Repubblica: le parole di Raimondo Ricci

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Per celebrare il 2 Giugno vi presentiamo la testimonianza, la lezione di civiltà e democrazia di Raimondo Ricci (Roma, 13 aprile 1921 – Genova, 26 novembre 2013), Deputato, Presidente dell’ANPI Nazionale e dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea.
Fu un partigiano incarcerato, consegnato alla Gestapo, deportato nel lager di Mauthausen.

In questa fase storica riteniamo sia importantissimo avere presente di quali valori, idealità e visione della società fossero portatori coloro che hanno vinto la guerra di Liberazione contro il nazifascismo, non soltanto per ricordare e commemorare il loro eroismo, ma per continuare col loro esempio una lotta quotidiana per l’affermazione dei principi della Repubblica parlamentare e rappresentativa, democratici, costituzionali che proprio il 2 Giugno trovarono concretezza nella nascita della Repubblica Italiana.

Ascoltate le parole di Raimondo Ricci.

Sono un invito a vigilare, reagire e lottare contro il tentativo di annullare quelle conquiste di libertà e democrazia. Sempre.

La Redazione

 

 

Ringraziamo Nello Balzano per la ricerca storica e il montaggio video che ci restituisce un documento che ha valore attuale. Non soltanto per il 2 Giugno, ma per ogni giorno.