La politica, le discussioni e laggente

aspettando

di Claudia BALDINI

Parliamo di cronache quotidiane.
Uno sta male, non sta per morire, sta male. Vicino, a 15 Km, c’è un piccolo ospedale di quelli che saranno chiusi e che, intanto sono mobbizzati, perché “privato è bello”.
Vai sul sito dell’ASL e te lo cataloga come un ospedale con vari servizi compreso un Pronto Soccorso. Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20, non di eccellenza, non modernissimo, ma c’è. Uno parte e quando arriva si trova che, essendo domenica, non c’è nessun medico, nessun radiologo, nessun infermiere. Ci sono le ambulanze del 118 disponibili ad accompagnarti all’ospedale cittadino. Va bene: andiamo all’ospedale vero, ancora tanta strada. Poi, sette ore in Pronto Soccorso con dolori crescenti. Da osservare, resta ancora, che tali dolori erano stati provocati durante un esame strumentale per un uso scorretto della macchina, un esame di routine nell’ambito della prevenzione. Delle sette ore, cinque passate fuori su sedie di metallo, e due dentro per la scarsità di personale sia medico che paramedico.

Il paziente, molto paziente, non sa nemmeno di che cosa si discute in politica, perché si discute non di quello che c’è da fare, ma di quello che c’è da dire. E per fortuna che la regione in cui abita è la prima o la seconda nella buona gestione della Sanità.

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