Unioni civili = Italia civile

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di Francesco MAZZUCOTELLI

E ora segue il pippone del giorno.
Credo, come ho sempre detto, che sia necessaria una riflessione approfondita relativamente al rischio che il materiale genetico umano (spermatozoi, ovuli, ovociti fecondati) diventi merce che può essere venduta e acquistata secondo logiche di mercato e di profitto.

Non è una questione di precetti religiosi relativi ai comportamenti sessuali, ma di ponderare il rischio che porzioni di acido desossiribonucleico diventino proprietà privata per fini di lucro.
Le pratiche “disinvolte” di alcuni medici che hanno speculato per anni sul desiderio di coppie eterosessuali sposate di avere dei figli tramite la fecondazione assistita dovrebbero suggerirci qualche cautela.

Non conosco sufficientemente l’argomento, ma ho la sensazione che ci sia bisogno di una discussione in cui il principio di precauzione temperi il nostro desiderio comprensibile e legittimo di genitorialità.
La genitorialità può peraltro prendere forme che non sono necessariamente quelle della maternità surrogata, ma anche quelle dell’adozione e dell’affido.

Detto questo, trovo scandaloso e sconfortante che un tema così delicato e vitale sia strumentalizzato selettivamente e manipolato solo per impedire che le persone LGBT e le coppie dello stesso genere possano accedere a forme di riconoscimento giuridico e simbolico delle proprie relazioni affettive. Continua a leggere

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Giubileo. E per chi, per che cosa?

Francesco-e-Bertone

di Vincenzo G. PALIOTTI

E’ iniziato il Giubileo che vedrà impegnato il Vaticano, e l’Italia, fino al 26 Novembre del 2016. Un anno intero per riempire Roma di pellegrini, di credenti che vengono alla casa di Dio. Mi chiedo solo cosa abbiamo da festeggiare e chi dobbiamo giubilare. E perchè avere misericordia di chi ci ha ridotto in questo stato, anche.

Siamo ripiombati in piena guerra fredda che quasi quasi scoppia la terza guerra mondiale, il mondo va sempre più a destra, le disuguaglianze crescono, i poveri pure, il terrorismo sta terrorizzando tre quarti di mondo e noi “giubiliamo”. Ché, poi, viende dall’ebraico Jobel (caprone, in riferimento al corno di montone utilizzato nelle cerimonie sacre).

Non abbiamo risorse sufficienti per venire incontro a chi ha bisogno realmente dei mezzi primari di sostentamento e spendiamo centinaia di milioni di euro, noi, uno stato laico, per finanziare un evento religioso in un momento molto delicato proprio dovuto alla contrapposizione di religioni.

Dice: ci sarà un ritorno economico in tema di presenze di turisti senza contare che forse il “segmento di mercato” è piuttosto sul basso per cui sono i conventi, le foresterie e le case del Vaticano che si sono riempite dichiarando il “fully booked” (tutto esaurito), quindi una certezza di ricavo per il Vaticano mentre i nostri alberghi ci sperano.

Però le spese le abbiamo sostenute noi, ergo noi dobbiamo fare i conti tra costi e ricavi mentre per loro sono solo ricavi.

Io sono credente ma non ho fiducia nelle istituzioni vaticane terrene, quelle gestite dal clero: che predica bene e razzola male, come ha sempre fatto. Quel clero che negli ultimi tempi ne ha fatte di tutti i colori mettendo in mostra il peggio di sé come quello di parlare di umiltà e vivere poi nel lusso sfrenato. Oppure quello di prestare attenzione all’infanzia, solo che non si è capito ancora per quale scopo visto che la pedofilia è una “pratica” che coinvolge molti di loro.

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