Cos’è crollato con quel Muro

muroberlino

di Vincenzo PALIOTTI

E se avessimo sbagliato tutto in quel lontano 1989?
E se avessimo preso un abbaglio comune?
Mi riferisco alla caduta del Muro che riunì le due Germanie e che contestualmente vide la fine dell’URSS.

Da come sono andate le cose da quel giorno verrebbe da pensare che sarebbe stato meglio lasciare tutto come stava. In fondo, la Germania fu divisa perché “protagonista” di due guerre a distanza di pochi anni e per quanto male aveva fatto a l’umanità intera.

La fine dell’URSS poi ha sbilanciato nettamente gli equilibri dando agli Stati Uniti quel ruolo di “guida” e di “sceriffo del mondo” che gli USA non solo non meritano, ma che non hanno saputo in nessun modo valorizzare. Comportandosi da potenza imperiale “ignorante” della storia e delle dimensioni culturali dei popoli.

In poche parole chi pensava che il ruolo dell’URSS fosse inutile, anche orribile, dovrebbe riflettere sul fatto che grazie all’equilibrio che c’era tra i due sistemi probabilmente avremmo evitato il caos nell’ Iraq, In Siria, nello Yemen, in Libia, e avremmo uno Stato d’Israele meno aggressivo nei confronti della Palestina.

Insomma, questa “esportazione della democrazia” non sta andando a buon fine. La democrazia, lo vediamo, sta finendo stritolata dalla dittatura del debito anche da noi, e non se ne vede nessun effetto in Medioriente.

Va detto, poi, principalmente, che l’Europa sarebbe potuta crescere senza dover agire sotto dettatura del capitalismo statunitense, come avviene oggi. Con la caduta dell’URSS, gli USA si sono impossessati del mondo, hanno egemonizzato un po’ tutto avendo le mani libere e senza lo spauracchio “oltre cortina”.

Non a caso la crisi finanziaria mondiale, oggi trasformatasi in crisi del debito sovrano, è partita proprio da quelle latitudini, con la caduta di tanti colossi della finanza ai quali l’Europa aveva dato credito e investimenti.
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