Potere esecutivo, legislativo e giurisdizionale: m’impadronisco dei primi due e abbatto il terzo

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di Cosimo D. MATTEUCCI

Questo è l’obiettivo, ed ogni tentativo di farlo comprendere all’italiano medio è vano, se tu italiano medio non ti sforzi di leggere prima e di riflettere poi.

Il Governo Renzi sta semplicemente proseguendo l’opera di quelli che l’hanno preceduto: sta abbattendo una delle tre funzioni fondamentali dello stato, quella di fare giustizia.

Lo strumento è sempre lo stesso: la falce reddituale e la tua ignoranza.
Si aumentano i costi di accesso ad un servizio per dissuaderne la richiesta, e questo vale per la giustizia, come per tutti gli altri servizi pubblici, tutto deve costarti di pù affinche tu possa essere indotto a rinunciarvi.
Capisci adesso, italiano? Continua a leggere

Il diritto di difesa e il patrocinio a carico dello Stato. Un welfare giuridico che è stato completamente distrutto

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[Pubblichiamo due comunicati dell’associazione forense M.G.A. – Mobilitazione Generale degli Avvocati che illustrano il gravissimo stato dell’istituto del gratuito patrocinio, sia per gli assistiti che per gli avvocati.

Si parla spesso dell’eliminazione del welfare sanitario, di quello pensionistico. Ma quello giuridico è di primaria importanza per un paese che vuol dirsi civile. E non lo è più da tempo]

 

MOBILITAZIONE GENERALE DEGLI AVVOCATI – M.G.A.

IL TETTO PER L’AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO VA INNALZATO ALMENO A EURO 20.000, PER RENDERE EFFETTIVO IL DIRITTO DI DIFESA

Immaginiamo un nucleo familiare di tre persone. Due genitori e un figlio: quanto di più normale.
Immaginiamo poi che a lavorare sia uno solo dei genitori.
15.000 euro l’anno: quanto di più normale.
Pagano un affitto di 500 euro al mese: una casa piccola, in periferia.
Se ne vanno 6000 euro: ne restano 9.000. Per tre persone.
Povertà, ma si può fare.
Ebbene, immaginiamo che a qualcuno dei tre capiti di essere indagato in un processo penale. Oppure persona offesa.
Si deve pagare l’avvocato. Nel ménage usuale, già ristrettissimo, sorge un problema.
Con quel reddito, lo Stato italiano, ipocrita, ti ritiene abbiente.
E l’avvocato te lo devi pagare da solo.
L’avvocato chiede 5000 euro per tutto il processo. Magari è un processo serio, che dura a lungo. Parcella normale.
Ma la famiglia non può.
Ok, si va da un altro. Ne chiede 3000.
Ne resterebbero 6000.
La famiglia non può.
Andrà benone il difensore d’ufficio, magari nominato di volta in volta ex 97 comma 4.

Un difensore immediatamente reperibile che ignori il processo.

E quando arriverà la parcella prima, il pignoramento poi, Dio pensa. Ci si porrà il problema allora.
Belle parole, il diritto di difesa.
Ma per difendersi ci vogliono soldi.

Alla luce delle condizioni economiche degli italiani;
alla luce del peso fiscale che grava sul cittadino medio-piccolo;
alla luce dell’aumento costante di tutti i servizi essenziali, dall’elettricità al riscaldamento;
alla luce della povertà misconosciuta conseguente alla crisi e alle politiche del governo

oggi non tutti possono difendersi o veder riconosciuti i propri diritti.

MGA ritiene che il tetto di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato vada assolutamente innalzato fino a 20.000 euro.
A meno che non si voglia procedere con le belle enunciazioni che poi restano vuote di ogni significato, come l’art. 24 della Costituzione. 

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La mano invisibile ora la vediamo. E’ un artiglio

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di Cosimo D. MATTEUCCI

C’è crisi, vero?
Una crisi amarissima, devastante, globalizzata, che sta erodendo non solo i patrimoni e i salari, ma anche credenze, dogmi, privilegi, idee radicate, tante speranze, e tanti diritti, specialmente quelli delle persone che stanno là, in fondo alla scala sociale.

E’ una crisi che ha investito gli Stati, che ha investito l’Italia e tutti i suoi comparti economici: dall’industria al commercio, dal lavoro dipendente al lavoro autonomo, sia manuale che intellettuale, colpendo innanzitutto i più deboli di ciascuna di esse; tuti gli altri infatti hanno sicuramente un reddito sufficiente per resistere ed attendere congiunture economiche più favorevoli, salvo non stiamo traendo profitto proprio da quelle attuali..

Ma perchè? Quali sono le sue cause di questa crisi? Ci avete mai pensato?
La risposta viene da sé: basti pensare che di fatto stiamo vivendo in una società modellata in base alle esigenze del mercato.

Quella “MANO INVISIBILE” E’ DIVENTATA VISIBILE e governa la politica, la morale, ed anche il diritto.

Quella mano opera in quello Stato, e poi in quell’altro, si inframmette in quel rapporto e in quell’altra relazione perchè deve prendere, deve prendere sempre, deve prendere il tuo lavoro, deve prendere i tuoi soldi, deve prendere la tua energia, deve prendere la tua vita, e deve prenderla per alimentare la sua.

Quelle che noi stiamo vivendo sono le conseguenze del liberismo, del libero mercato, delle libertà economica, che è solo arbitrio del più forte, in cui tutto è subordinato al profitto, a cominciare dai diritti delle persone.
E’ un sistema che non dovrebbe far stare tranquillli nemmeno i capitalisti, perche c’è sempre un capitale più grande di un altro.

E adesso prova ad alzare la testa: la vedi quella mano?

24 Giugno. Tutti alla Manifestazione Nazionale sotto il Ministero del Lavoro e del Welfare

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Aderiamo alla Manifestazione Nazionale del 24 Giugno promossa dalla Coalizione 27 Febbraio, ne promuoviamo le rivendicazioni e diffondiamo il loro comunicato, augurandoci che le adesioni e la partecipazione sia la più numerosa possibile.

La Redazione


di COALIZIONE 27 FEBBRAIO #27F

Continua la mobilitazione della “Coalizione 27 febbraio” per l’equità previdenziale, la sostenibilità fiscale, il welfare universale.

Dopo la riuscita mobilitazione dello scorso 24 aprile, l’incontro con Boeri che di essa è stato importante completamento, la “Carovana dei diritti” non si ferma. Lo ha deciso la partecipata assemblea della “Coalizione 27 febbraio” che si è svolta sabato 9 maggio presso l’atelier autogestito Esc.

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La “Carovana dei diritti” tornerà a far sentire la sua voce mercoledì 24 giugno, sotto il ministero del Lavoro e del Welfare (via Veneto).
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Nel futuro non si deve sperare, per il futuro si deve lottare

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La Redazione

Aderiamo e invitiamo a partecipare alla Manifestazione del 24 Aprile della Coalizione 27 Febbraio (#27F). Ecco il loro comunicato e la lettera che consegneranno al Presidente dell’Inps Tito Boeri.

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La Coalizione 27 Febbraio (‪#‎27F‬) ha pubblicato il testo della lettera* che verrà consegnata al Presidente dell’INPS Tito Boeri, in occasione della manifestazione che si terrà il prossimo venerdi 24/04 alle ore 9.30, a Roma, presso la sede dell’Eur, in via Ciro il Grande.

Invitiamo tutti gli avvocati, i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi e professionali, invitiamo gli studenti e tutte le partite iva a partecipare alla mobilitazione del ‪#‎24A‬
IL MOMENTO DI AGIRE è ADESSO.

*Egregio Dott. Boeri,
siamo lavoratori, professionisti autonomi, atipici e ordinisti, parasubordinati, precari della ricerca, studenti, iscritti al programma ‘Garanzia giovani’; Le scriviamo perché venerdì 24 aprile saremo sotto il suo ufficio, con un’intenzione chiara: poterLa incontrare, presentarLe le nostre istanze.

In queste settimane abbiamo letto con attenzione le Sue dichiarazioni: una vera e propria proposta di riforma del sistema previdenziale, che presenterà al governo entro giugno. Abbiamo notato la Sua insistenza sull’estensione in senso universalistico delle protezioni sociali, così come l’indisponibilità di Palazzo Chigi a prestarLe ascolto. Ci è chiaro: Lei ha in mente un nuovo INPS capace, riprendiamo le Sue parole, di combinare previdenza e assistenza. Non sono casuali, dunque, i Suoi espliciti riferimenti ad un reddito minimo di cittadinanza per gli over 55 che perdono il posto di lavoro e non possono accedere alla pensione; all’idea di ricalcolare le pensioni alte con il metodo contributivo per una redistribuzione delle risorse verso il basso (così auspichiamo e abbiamo capito); all’unificazione dei trattamenti previdenziali. Al centro l’«operazione trasparenza», in netta controtendenza rispetto alle politiche del suo predecessore.

Tutto molto importante, indubbiamente; ma se la direzione è quella di estendere in senso universalistico le protezioni sociali, ancora insufficiente. Oltre agli ‘esodati’ ‒ da tutelare a ogni costo intendiamoci ‒ c’è un mondo, il nostro, che in questo stato di cose non accederà mai ad una pensione dignitosa. Un mondo del lavoro che non dispone di ammortizzatori sociali, che è sottoposto a una pressione fiscale insostenibile, che non dispone di welfare né diritti.

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Il Mercato, il Capitale e l’inganno del luminoso destino

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di Cosimo D. MATTEUCCI

Il luminoso destino a cui avrebbe dovuto condurci il mercato ed il capitale non c’è, e questo non può essere ridotto ad una opinione personale, perché è un fatto.
Abbiamo invece di fronte una profonda crisi economica, e come sempre accade nelle situazioni di difficoltà, sono sempre i più deboli a pagarne il prezzo maggiore, e sono sempre i più ricchi ad avvantaggiarsene.

Ed infatti la riduzione del lavoro e dei redditi sta determinando l’aggravamento di tutte quelle situazioni di sfruttamento che già esistevano all’interno di ogni comparto economico, all’interno di ogni categoria professionale, facendo progressivamente aumentare il divario tra portatori di reddito alto e medio alto, e tutti gli altri, compresi quelli che di reddito non ne hanno nessuno.

La soluzione è riformare e rinegoziare tutto, dai rapporti di lavoro, al fisco, alla previdenza ed alla distribuzione della ricchezza, ed è straordinario come a tal fine si stiano sviluppando processi di aggregazione sociale, politica e sindacale.

Ovunque nascono e si rafforzano coalizioni tra i lavoratori; si stanno aggregando e solidarizzano lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, lavoratori professionali e partite iva, basti pensare in Italia alla Coalizione 27 Febbraio, basti pensare a tutti i movimenti europei, e basti pensare al movimento statunitense #FightFor15, un movimento nato dall’aggregazione di associazioni di categoria che in molte città degli Stati Uniti hanno portato in piazza i lavoratori ed in particolare quelli dei fast food, che da anni chiedono l’aumento della paga oraria minima – il cosiddetto ‘minimum wage’ – a 15 dollari.
Una campagna, quella di #FightFor15, che si sta imponendo a livello nazionale a partire dalla straordinaria capacità d’autorganizzazione di migliaia di lavoratori e lavoratrici delle catene di fast-food, delle grande distribuzione e commercio, delle lavoratrici dell’assistenza sanitaria e domestica.
fightfor15

L’unione, la solidarietà, la condivisione sono forza.

Per questo la Mobilitazione Generale Avvocati e la Coalizione #27F auspicano e contribuiscono alla creazione di una grande Coalizione Sociale.

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