É unione civile quella di Verdini per il governo Renzi

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di Luca SOLDI

Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha sofferto non poco prima del voto.
Al termine della discussione nell’aula del Senato sul ddl Boschi ha preso la parola per la replica. É rimasto soddisfatto delle sue parole.

Dopo l’intervento le dichiarazioni di voto e quindi la votazione: il disegno di legge è stato approvato in terza lettura con 180 sì, 112 no e un astenuto. Il testo adesso dovrà tornare ora alla Camera, che fra tre mesi potrà votare in via definitiva.

Un margine ampio: 19 voti in più dei 161 richiesti dalla maggioranza assoluta prevista dall’articolo 138 della Costituzione per il secondo voto sulle riforme costituzionali. Continua a leggere

Potere esecutivo, legislativo e giurisdizionale: m’impadronisco dei primi due e abbatto il terzo

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di Cosimo D. MATTEUCCI

Questo è l’obiettivo, ed ogni tentativo di farlo comprendere all’italiano medio è vano, se tu italiano medio non ti sforzi di leggere prima e di riflettere poi.

Il Governo Renzi sta semplicemente proseguendo l’opera di quelli che l’hanno preceduto: sta abbattendo una delle tre funzioni fondamentali dello stato, quella di fare giustizia.

Lo strumento è sempre lo stesso: la falce reddituale e la tua ignoranza.
Si aumentano i costi di accesso ad un servizio per dissuaderne la richiesta, e questo vale per la giustizia, come per tutti gli altri servizi pubblici, tutto deve costarti di pù affinche tu possa essere indotto a rinunciarvi.
Capisci adesso, italiano? Continua a leggere

I cortigiani

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di Immacolata LEONE

La si doveva immaginare già da tempo la deriva indecorosa, disdicevole, deplorevole, sconveniente, indecente e inammissibile, mista a mercimonio continuo, in cui stava scivolando il Parlamento italiano.

I fatti ultimi – la modificazione in senso autoritario della Costituzione Repubblicana da parte di un parlamento eletto con legge elettorale incostituzionale –  non lasciano ormai più dubbi sulla qualità gravemente compromessa dell’educazione civile di coloro, che senza neanche una spiccata intelligenza e per arrampicarsi assumono la stessa posizione che si usa per strisciare. E dovrebbero rappresentare il popolo italiano.

Se non c’è più il rispetto reciproco di chi ci rappresenta come può sussistere l’interesse della sopravvivenza del popolo italiano? Nelle stanze del potere, tutti,  chi più chi meno , hanno un seguito di servi e cortigiani, e l’unico loro scopo è di servire bene il padrone. Anche a costo di cancellare decenni di libertà conquistata con morti e stragi.

C’è un solo Dio per il quale ubbidiscono e sgomitano per averne una fetta, il Dio denaro. Ai cortigiani tocca la paura di rimanere fuori e l’ansia della dipendenza, come uniche passioni dominanti.

Non rientra nella loro pianificazione mettere una pezza agli emendamenti che stanno partorendo, cancellando i diritti dei più indifesi. Ormai per loro, la vita umana è un atto di consunzione. Vivere è consumare. Gli ultimi degli esseri umani sono solo una risorsa che poi viene convertita in capitale, e tutta questa impresa è solo una piccola parte di una vasta e sconvolgente macchina definita dall’evoluzione di questo modello capitalista finanziario, progettata per un unico scopo: creare profitto per gli amici industriali.

Ci apprestiamo a vivere una nuova era moderna composta di schiavi. Nessuna civiltà tradizionale ha mai visto masse così grandi condannate ad un lavoro buio, disanimato, alla mercè del nuovo “Capitalismo fondato sul Caporalato”.

Una nuova schiavitù, che non ha nemmeno per controparte l’esistenza di figure di spiccata intelligenza, ma che viene imposta anodinamente attraverso la tirannia del fattore economico e delle strutture di una società più o meno corporativa, distinta per ceti ed entourage. Un fascismo senza orbace. Ma tanto fango.

Siamo passati dal diritto alla salute al dovere di ammalarci

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di Mario GALLINA

Sono state rese note le 208 prestazioni sanitarie che, nel linguaggio burocratico, sono a rischio di erogabilità o a condizioni di adeguatezza prescrittiva. Le parole nascondono la realtà:  saranno a pagamento e quindi passano nella sanità privata, ed i medici che le prescriveranno in regime di mutuabilità saranno sanzionati. 

Ci si avvia alla costruzione di uno Stato in cui il diritto alla salute, costituzionalmente sancita, diventa un optional. Le prestazioni identificate riguardano cure odontoiatriche, esami di ricerca genetica, della fondamentale radiologia diagnostica, Tac e risonanza magnetica, dialisi e medicina nucleare, persino analisi di routine come il controllo del colesterolo, sono da ripetere solo dopo 5 anni: avete capito bene dopo 5 anni! Nonché, ed è un’immensa vergogna, viene anche resa un optional la terapia palliativa del dolore nelle metastasi ossee. 

Si taglia sulla sanità con l’accetta, anzichè avere il coraggio di applicare i costi standard dei quali si fa sempre un gran parlare e sparlare, per intenderci la famosa siringa che costa l’ira di dio da una parte e 3 centesimi dall’altra: ma in quel senso non si muove una piuma, perchè bisognerebbe avere il coraggio di toccare gli interessi delle case farmaceutiche. Molto più semplice, invece, prendersela col pensionato e con la famiglia monoreddito che più che bestemmiargli appresso non può fare!

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Manifesto per niente utopico di una rete della sinistra italiana

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di Francesco GENTILINI GIANNELLI

UNA PROPOSTA COLLETTIVA DI STATUTO

Premessa: il contenuto di questo Manifesto non è proprietà intellettuale di nessuno, quindi è di tutti. Le idee qui presentate sono quelle che corrono tra le bocche e le orecchie di molte donne e uomini di sinistra in tutto il mondo.

Ho deciso di buttare giù un canovaccio, uno scheletro di quello che potrebbe essere un giorno, giusto per dare qualche spunto e riassumere i punti più importanti secondo me, in modo da lasciare spazio ad aggiunte, integrazioni e, perché no, per togliere qualcosa. Tutto ciò verrà fatto col contributo di chiunque abbia voglia di esprimere la sua opinione su questo Manifesto. So che là fuori ci sono molte persone che hanno tante belle cose da suggerire.

Ho scelto il nome “Rete” perché mi piace, ma è un nome come un altro.

Il nome, il logo e tutto il resto lo decideranno gli iscritti. Per me si può chiamare come volete, basta che sia credibile e che vinca, per il popolo.

Penso che ogni partito o coalizione si debba configurare secondo il modello di comunità (quindi anche statale, ma non solo e non per forza) che desidera creare. Per questo qui è riassunto un partito “snello”, dove nessuno può arrogarsi il diritto di essere un “leader” (che più che altro è spesso oggi un “boss”) e dove la saggezza ed il potere stanno nel popolo.

Vorrei che fosse finita l’era di chi, come mestiere, fa il “dirigente”. Per due motivi: il primo è che ormai mi pare chiaro che l’Italia ha i gruppi dirigenti politici meno preparati della sua storia, gente che magari potrebbe tenere corsi accademici (mica sempre) ma che non è allenato a fare il politico, a fiutare la strategia da intraprendere. Il secondo è che, per quanto io ritenga che per fare il rappresentante di una comunità serva molta preparazione e “gavetta”, questo non vuol dire che questa attività non possa essere perpetrata gratuitamente per quella comunità, come servizio e non come mestiere. Se oggi ancora l’Europa (e soprattutto la Grecia) si tengono in piedi è soprattutto grazie a chi ha fatto della sua gratuità e del suo impegno una risorsa per gli altri.
Per finire, so che molti storceranno il naso dicendo che “non è il momento di parlare di contenitori”. So bene che molto più importante e urgente è la discussione sui contenuti e sulle campagne di lotta comune, ma io sono convinto che un contenitore influenzi il suo contenuto e viceversa. Provateci voi a bere dell’acqua con una forchetta.
Mi scuso per la lunghezza. Buona lettura.

ALCUNI IMPRESCINDIBILI VALORI
Antifascismo. Il germe del fascismo, inteso come dominazione del prossimo attraverso violenza fisica e non al fine della supremazia di un gruppo su un altro, è vivo e vegeto nella società in cui viviamo, sia su scala locale (razzismo verso minoranze etniche o migranti, ad esempio) che globale (il controllo della finanza sulla politica a favore delle élites e a sfavore dei popoli). La Rete usa tutte le sue forze per combattere il fascismo, predatore della democrazia, sia riducendone gli spazi di efficacia che promuovendo l’aggregazione e la cultura antifascista, nel segno della comprensione, del rispetto e della convivenza nonviolenta.

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Sandra Bonsanti: difenderemo la Costituzione ad ogni costo

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La Redazione

L’intervento di Sandra Bonsanti: uno dei più appassionati ed intensi tra i tanti contributi ascoltati all’Assemblea della Coalizione Sociale del 6-7 Giugno a Roma.

Quello che dice è la verità. Stiamo per assistere al passaggio dalla nostra democrazia costituzionale, ad una democrazia autoritaria supportata da poteri economici che espressamente ritengono la Costituzione, i suoi principi, il suo orientamento sociale e democratico, un “impiccio” da rimuovere perchè contrastante con i propri interessi finanziari.

Dobbiamo lottare, quindi. Perché dopo aver modificato in senso verticistico e autoritario l’organizzazione e la forma dello Stato, Matteo Renzi e le forze economiche “che lo hanno messo lì”, potranno, in caso di ottenimento della maggioranza nell’unica Camera, addirittura modificare gli articoli della Prima parte della Costituzione.  Potranno modificare l’art. 1 ed eliminare il riferimento al LAVORO!

Vi sembra esagerato? Dopo quello che hanno fatto, potete fidarvi del rispetto della Costituzione da parte del Governo del Patto del Nazareno? Noi non ci siamo mai fidati. E diamo ragione a Sandra Bonsanti. Ecco perché siamo al suo fianco e a quello della Coalizione Sociale.

 

La farsa di Renzi continua. Ed è una tragedia

puntina

Rubrica “IN BREVE”


di Araldo SPAIRANI

Alle Regionali il Partito democratico numericamente ha vinto. Oggi governiamo in 17 Regioni. Non era mai successo nella storia”. Parola di Matteo Renzi che, intervenendo a Genova, sottolinea come l’Italia sia l’unico Paese in Europa in cui il partito della sinistra riesce a vincere. E sulla sconfitta in Liguria precisa: “Mi dispiace per questa regione ma oggi non c’è partita“.

 

Ma Renzi‬, secondo voi, è da TSO, oppure è solo un imbroglione incallito grazie a gonzi che gli credono e che lo votano?

Continua con la sua improponibile vergognosa definizione che il PD (quello reazionario in ogni sua forma, del quale, al momento salvo solo una parte che sta tentennando, però, vergognosamente) sia un partito di sinistra, quando ha vinto, quel che ha vinto, per voti che sono arrivati grazie a De Luca: un indagato e condannato in primo grado. E perso invece due milioni di voti di cittadini onesti che hanno capito che un modello di autoritarismo bieco (leggi fascismo) annebbia la mente di quest’affarista che si finanzia con cene schifose da 1000 euro alla luce non molto chiara del sole: mentre per altre cene schifose (sempre garantisti bisogna essere) chiedo ancora a Poletti: che ci faceva a tavola con i boss di mafia capitale?

Se fare politiche economiche che arricchiscono la destra economica arraffona e disonesta e colpire i diritti di chi lavora, vuol dire essere di sinistra, credo che per Mattarella (come garante della Costituzione) si apra anche per lui un problema di credibilità, quando la sua penna continuerà a porre la firma su leggi che colpiscono la democrazia e la convivenza del Paese, a lui tanto cara, a parole.

Egregio Presidente Mattarella, si ricordi del cognome che porta e non diventi come chi l’ha preceduto e cacci se ne è capace, questo “usurpatore”, pericoloso per la convivenza, la crescita e la lotta alla corruzione: autentiche soluzioni per la crisi italiana che questo omino ridanciano non potrà mai, e sottolineo mai, fare.

2 giugno. Un testimone della nascita della Repubblica: le parole di Raimondo Ricci

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Per celebrare il 2 Giugno vi presentiamo la testimonianza, la lezione di civiltà e democrazia di Raimondo Ricci (Roma, 13 aprile 1921 – Genova, 26 novembre 2013), Deputato, Presidente dell’ANPI Nazionale e dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea.
Fu un partigiano incarcerato, consegnato alla Gestapo, deportato nel lager di Mauthausen.

In questa fase storica riteniamo sia importantissimo avere presente di quali valori, idealità e visione della società fossero portatori coloro che hanno vinto la guerra di Liberazione contro il nazifascismo, non soltanto per ricordare e commemorare il loro eroismo, ma per continuare col loro esempio una lotta quotidiana per l’affermazione dei principi della Repubblica parlamentare e rappresentativa, democratici, costituzionali che proprio il 2 Giugno trovarono concretezza nella nascita della Repubblica Italiana.

Ascoltate le parole di Raimondo Ricci.

Sono un invito a vigilare, reagire e lottare contro il tentativo di annullare quelle conquiste di libertà e democrazia. Sempre.

La Redazione

 

 

Ringraziamo Nello Balzano per la ricerca storica e il montaggio video che ci restituisce un documento che ha valore attuale. Non soltanto per il 2 Giugno, ma per ogni giorno.

Hanno vinto loro, abbiamo perso noi

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di Massimo RIBAUDO

E’ un sette a zero che si poteva prevedere prima delle elezioni, quello di ieri 31 maggio. Certo, se si va a interpretare il “blocco” anticostituzionale che governa in tutte le regioni italiane come composto da più leader, ha vinto Renzi in cinque regioni, Berlusconi e la Lega in una regione per ciascuno. Ma si tratta, questa è la mia idea, di una mera illusione ottica dovuta al fatto che vediamo tre società offrire lo stesso prodotto con marchi e packaging diversi.

Quello di Renzi ha una ricetta più sostenuta dai media, meno indigeribile agli occhi ed al palato di quella degli altri. D’altra parte, non li abbiamo visti uniti, grazie al patto del Nazareno, nell’attaccare il sindacato, eliminare tutele lavorative, irreggimentare la scuola in un modello aziendalistico, cancellare il modello parlamentare?

A parte qualche differenza nei toni e nei curricula dei candidati, cosa distingue Raffaella Paita (votata alle primarie PD dalla destra ligure) da Giovanni Toti, votato dalla stessa destra ligure non più sicura dei patti all’interno del Pd, visto che ancora qualcuno come Luca Pastorino ha mantenuto una sua dignità e non si è prestato a questo gioco delle parti?

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E ora?

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di Vincenzo G. Paliotti

“Ora la nave va”, queste sono parole del premier/segretario all’indomani della prima fiducia sulle tre poste per l’italicum. (le altre stanno arrivando in queste ore).

Specifica però che “ha dovuto forzare”: chissà se si duole un po’ di questo, oppure se ne è orgoglioso come lo è di tutto ciò che sta facendo. Leggo da qualche parte che c’è stata anche, e sarebbe ancora in corso, una “campagna acquisti” : sempre per mettere la “nave” in linea di navigazione. E mi chiedo a quale mercato si è dedicato per questo, visti i risultati, viste le persone che circolano e che si “aggregano” al suo “equipaggio” – non mi pare siano dei “top player” -, per usare un termine in voga e che Renzi apprezzerà.

Infatti, se facciamo un giro d’orizzonte hanno quasi tutti una visita, obbligata, nei vari palazzi di giustizia per regolare i propri “conti in sospeso”. Ma che importa: questo è il nuovo, no?.

Il nuovo che in virtù degli accadimenti all’ordine del giorno, e se diamo retta alle giustificazioni dei renziani ma anche al dileggio che fanno verso chi come noi di sinistra parliamo di politica, o almeno teniamo di farlo, si interroga dicendo: “ma cos’è questa politica?”: roba sorpassata del secolo scorso.

Si deve andare avanti, non c’è tempo per queste “quisquiglie”. Perché il punto, la chiave, sta tutta in questo, la politica in quello che sta accadendo non c’entra più, non se ne fa più, l’Italia è diventata un’azienda condotta con i metodi alla Marchionne ed invischiata con il malaffare e la criminalità organizzata, che non ha tempo di teorizzare, bisogna fare!

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