Pensiamo alla famiglia. Ma davvero.

Naturalmente infertile

Naturalmente infertile

dalla Redazione

In questi ultimi trenta anni abbiamo vissuto in una società occidentale governata da un pensiero egemone di destra. L’individuo, il desiderio narcisistico senza limiti, l’eliminazione delle tasse e della burocrazia, la vittoria a tutti i costi, il correre, correre, correre.
L’eliminazione del tempo libero. L’eliminazione della sfera comunitaria, affettiva, famigliare. L’eliminazione del tempo lento e denso dell’educazione, del dialogo, della comprensione.
La destra, si dice, è “Dio, Patria e Famiglia”. Questi tre totem sono stati infangati e vilipesi da legislazioni oscurantiste che hanno privato le famiglie dei contributi statali, che le hanno indebitate, che hanno impedito una genitorialità responsabile e consapevole. E l’hanno chiamata “bioetica”.
La Scienza è amica della famiglia, dell’umanità. La Scienza permette di avere una famiglia a chi è infertile.
E tutta la legislazione della destra su questioni biologiche cerca soltanto di bloccarne le possibilità di eliminare il dolore, e di dare speranza.
Per questo noi vogliamo parlare di un libro. Un libro bello e delicato. “Naturalmente infertile“, di Stefania Tosca e Lucia Musto. Perchè il diritto di scelta è la natura dell’essere umano.
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Non una divisa, ma un uomo.

 

RacitiAldrovandi

Per aiutare a comprendere che cos’è l’autorità, e che cosa è l’essere, nel modo più vero, umani.
Una riflessione.
di Elsa Lusso

A Filippo Raciti e Federico Aldrovandi

Ho ascoltato il dibattito di queste ultime settimane su due fatti terribili, così lontani nel tempo e diversi nei meccanismi che li hanno caratterizzati, eppure, non tanto diversi, nella mia percezione. E così sono andata alla ricerca di un filo conduttore alternativo, perché quello che sembrava emergere dai diversi commenti alle cronache mi sembrava debole: come il pezzo sbagliato di un puzzle.
La Divisa e ciò che rappresenta. Gran parte delle riflessioni sembrava ruotare intorno alla Divisa e al suo significato, riflesso nello specchio del bene e del male. Filippo Raciti era un uomo in divisa: gli sputi e gli strappi alla divisa fino all’oltraggio supremo, la morte, hanno significato la totale indifferenza e mancanza di rispetto per la Divisa e quindi per l’Istituzione che rappresenta.
Federico Aldrovandi era un ragazzo la cui morte è stata causata da uomini in Divisa: una divisa con la quale si è aggredito invece che difendere, e che è stata dunque oltraggiata, in maniera diversa, proprio da coloro che la indossavano e il cui comportamento ha gettato disonore sull’Istituzione.

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