Nient’altro che bestie

aabormioli

 

di Antonio DITARANTO

Ma che razza di bestie stiamo diventando; possibile che nostri concittadini protestano da giorni per il mantenimento del posto di lavoro e dei propri diritti di lavoratori che non vogliono sottostare alla mercificazione del lavoro e del salario, prendono le botte, manifestano in solitudine per le vie del centro alla ricerca di un minimo di solidarietà e noi, noi tutti benpensanti, noi che fregiamo del titolo di persone civili, attenti alle problematiche della società, lasciamo che il tutto avvenga sotto i nostri occhi nella più totale indifferenza? Possibile?

Ancora ieri sera i facchini della Bormioli sono stati sgomberati dal presidio davanti ai magazzini della Bormioli dalla polizia in tenuta antisommossa e inseguiti fin’anche in tangenziale, si perché non basta allontanarli dal picchetto, li si deve inseguire per centinaia di metri perché devono capire chi comanda, chi è il vero padrone. Continua a leggere

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Il nemico numero 1

ITALY-TRADE UNIONS

 

di Nello BALZANO

JOBS ACT. La legge magica che esalta il Governo, Confindustria ed il fuoriuscito Marchionne, la panacea di tutti i mali, lo strumento che ha convinto l’imprenditore (di non so quale ramo) Velardi, ad assumere prima che fosse pienamente operativo. E ora aspettiamo Taddei (no, l’ha già detto la Madia) che ci dirà che i 130.000 lavoratori in più del 2014, sono arrivati grazie al mitico, fantasmagorico JOBS ACT.

Nelle sue pieghe è nascosto il suo obiettivo specifico: l’annichilimento definitivo dell’unico strumento di lotta del Sindacato, lo SCIOPERO nell’ambito del lavoro privato.

Forse qualcuno riterrà esagerata questa affermazione, altri forse penseranno (a ragione), che da anni l’astensione dal lavoro, quale forma di lotta, ha già subito notevoli attacchi, si pensi, ad esempio, alla legge 83 del 2000, (ex 146/90), che regolamenta i servizi minimi essenziali, le sanzioni, l’obbligo di rispetto di tempi estremamente dilatati per espletare uno sciopero, il rispetto di periodi di franchigia, che non oso immaginare come saranno formalizzati durante l’EXPO; senza escludere altre forme di ricatto per i lavoratori a tempo determinato o esclusioni per determinate forme di precariato. Continua a leggere