I diritti dei cittadini non sono negoziabili. Una storia tra Basilicata e petrolio

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di Mobilitazione Generale degli Avvocati

Ci sono questioni a fronte delle quali gli interessi di categoria dovrebbero cedere il passo: l’insieme dei principi, delle istituzioni, delle risorse, dei mezzi e delle pratiche che consentono ai cittadini di costituire una comunità umana capace di assicurare a tutti il diritto ad una vita degna, tenendo conto delle future generazioni e avendo cura della sostenibilità globale del pianeta.

La difesa di questi beni comuni secondo noi di MGA (Mobilitazione Generale degli Avvocati) è compito precipuo dell’Avvocatura per quella funzione sociale che essa dovrebbe considerare propria per natura.

Purtroppo sempre più di rado gli avvocati si ricordano di ciò che dovrebbero essere, ponendosi non come argine allo sfruttamento, ma come suo strumento.

E’ Il caso della Val d’Agri un tempo ricchissima di biodiversità che invece oggi, a causa del business dell’estrazione del petrolio, produce soltanto danni alla salute e all’ambiente, e pericolo sismico, come ormai innumerevoli studi scientifici hanno denunciato: le imprese italiane ed europee che detengono le concessioni operano senza alcuna considerazione della salvaguardia del territorio e della salute dei residenti.

Beni che sembrano interessare poco anche alla sezione di Potenza dell’AIGA, Associazione Italiana Giovani Avvocati. Lo scorso 12 novembre, nel corso di un convegno presso l’università della Basilicata in tema di ambiente, sviluppo e petrolio, gli interventi dei rappresentanti locali AIGA si sono incentrati quasi esclusivamente sulla scarsa redditività per i legali lucani del “sacco” del territorio perpetrato dalle majors dell’oro nero. Non una parola invece su come coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo.

Sfruttamento del territorio sta bene, purché ci si guadagni: questa è parsa essere la posizione assunta in nome della giovane avvocatura dai due relatori, i quali si sono limitati a dolersi da un lato dei mancati incarichi per gli avvocati locali da parte delle compagnie, e dall’altro dell’insufficienza degli sgravi fiscali a compensare i cittadini per inquinamento, sismicità indotta e quant’altro essi sono costretti a tollerare: come se il diritto alla salute e ad un ambiente integro e vivibile fossero bilanciabili con vantaggi economici.

Pare di risentire, forse in proporzioni ridotte, la storia di Taranto e dell’Ilva, che doveva arricchire il territorio e i cittadini, e invece li sta uccidendo, stretti nel feroce ricatto fra il posto di lavoro e la salute.

Ci sono valori non negoziabili: questo avremmo voluto sentire da coloro che appartengono alla categoria che per antonomasia difende (o dovrebbe difendere) i diritti.
Ci sono diritti che “non sono merce”, che sono estranei e superiori alle logiche del mercato e del capitale: questo avremmo detto noi della Mobilitazione Generale degli Avvocati

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Trivelle nello Ionio? Fermatevi!

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di Mario GALLINA

Dalla Magna Grecia ad oggi non è cambiato niente!
La Calabria è sempre terra da colonizzare e da rapinare anche in modo violento.

Ecco i fatti:

1) Con il decreto «Sblocca Italia-Italia Fos­sile» Il governo Renzi ha di fatto san­cito la libera­liz­za­zione di estrazione del petrolio sul territorio italiano saltando i pareri delle amministrazioni locali di qualsiasi livello compresa la V.I.A. (valutazione dell’impatto Ambientale);

2) La zona interessata è un’area dell’Alto Ionio Cosentino, riconosciuta universalmente come bacino di beni naturalistici e culturali e quindi con vocazione turistica di alto valore.
Al fine di inquadrare il territorio, stiamo parlando della zona degli scavi di “”Sibari” e all’interno del golfo di Corigliano, della “secca di Amendolara” conosciuta come il “banco di Amendolara”, patri­mo­nio di mito­lo­gica bio­di­ver­sità marina, indi­vi­duato anche come Sito di importanza comunita­ria, con un alto grado di vul­ne­ra­bi­lità per le praterie di posidonia ivi presenti.
La fascia costiera interessata va da Rocca Imperiale, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Amendolara, Trebisacce, Villapiana, Cassano allo Ionio, Corigliano, Rossano, Crosia, Calopezzati. Tutti Comuni di altissimo valore per le caratteristiche storiche e paesaggistiche.

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Fuori dalla porta, dentro dalla finestra

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di Simona GHINASSI STROCCHI

Trovo curioso che la stampa in questi giorni si agiti tanto per l’immobilità del Governo Renzi in merito alle vicende che riguardano l’inizio delle trivellazioni in Adriatico da parte della Croazia, cito testualmente: “I termini per la consultazione dei piani Croati sono scaduti il 16 febbraio e il Governo Renzi sta a guardare”. Il presunto ‘ furto Croato ’ di risorse italiane solleva gli animi di chi confondendosi alle voci degli ambientalisti in allarme per le ricadute ambientali e paesaggistiche, non vuol vedersi soffiare l’opportunità della tanto sospirata autosufficienza energetica.
Lo trovo curioso semplicemente perché, mi pare del tutto ovvio che se la Presidenza del Consiglio tace nel merito, significa che nessuno minaccia la sua tranquillità.

Ancora gas e ancora petrolio, ad attenderci.
Siamo capaci di pensare solo a quello, come se mancassero gli strumenti per pensare ad altre risorse, per far funzionare una macchina qualsiasi, per cucinare, scaldarci o alimentare la nostra economia.

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L’Edicola di Essere Sinistra del 5 luglio 2014

Articoli, commenti, analisi, sulla Sinistra politica.

 

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Sinistra in Italia: perché è giusto che sia sparita, di Peppino Caldarola

 
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Siamo ancora liberi di solcare il mare, di Cesare Roseti

 
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Podemos: la sfida radicale all’UE, di Giulia Corino

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La sinistra delle possibilità. Parte la tre giorni del PolitiCamp di Pippo Civati, di DAZEBAONEWS

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La Sinistra che non c’è e la Sinistra che ci sarà, di Simone Oggionni

Torniamo a scuola

(immagine dal sito civati.it)

(immagine dal sito civati.it)

 

di Massimo RIBAUDO

Il 17 maggio scorso per l’iniziativa “La traversata della Sardegna” si è tenuto un seminario su “Giovani e formazione politica“. Queste brevi note sono indirizzate a tutti i partecipanti e a coloro che ritengono che la formazione, in un partito politico, sia il primo, il necessario, tra gli elementi fondamentali della sua attività.

Oristano è una città che mi è molto cara. Lì ho compreso che i cittadini vogliono lealtà, progetti, prosperità.
E ho capito che una componente tenace, ma minoritaria, della classe politica ed amministrativa locale persegue il tentativo di sfruttarli, raggirarli, impedirgli di partecipare attivamente e di costruire il proprio futuro. Il futuro per i piccoli clan locali deve essere solo per pochi privilegiati. Il più possibile incapaci ed ignoranti, ma uniti fra loro da patti di potere. A Oristano, così come in altre parti d’Italia, ho avuto modo di constatare quello che ha poi enunciato Fabrizio Barca in modo mirabile: la cittadinanza sa molte più cose di quella che si chiama classe dirigente, e, presto o tardi, il modello sociale ed economico, e quindi politico, cambierà. Inevitabilmente. Senza rivoluzioni.

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La buona occupazione, solida e sostenibile

L’intervento di Carlo Petrini, presidente di Slow Food, alla Conferenza internazionale ‘Il valore dell’Europa’ che si è tenuta alla Camera dei deputati il 13 e 14 marzo 2014.

 

(proposto da Andrea Nobile)