Il militante e il suo partito

circolo

di Alessio RICCARDI

La mia “formazione” politica è abbastanza limitata: non ho letto le opere dei Grandi Padri della Sinistra.

Vengo dall’ambiente antagonista dei centri sociali, e nella mia scarsa comprensione della politica pensavo che “più di sinistra è, maggiormente sarà a favore della classe operaia”.

Le cose che mi hanno portato alla mia posizione di pensiero attuale sono: una collana di DVD che uscivano con l’Espresso e parlavano di economia, le mie riflessioni e l’episodio dei 101. Continua a leggere

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Il vero errore di Renzi

Matteo, stai sbagliando

Matteo, stai sbagliando

di Nino CHILLEMI

Sono un iscritto di lungo corso del PD, appartengo ai tanti che non hanno votato Matteo Renzi alle primarie del 2012 e ai pochi che non lo hanno sostenuto a quelle del 2013, e, se potessi tornare indietro, gli preferirei di nuovo, rispettivamente, Bersani e Civati.

Non mi considero un anti-renziano per partito preso, ma posso dire in tutta tranquillità che cinque mesi fa le mie aspettative per il nuovo corso che il PD si apprestava a iniziare erano ben diverse: pensavo che Renzi, come aveva promesso nella campagna congressuale, si sarebbe prodigato per far approvare dal parlamento in tempi brevissimi una nuova legge elettorale (necessaria soprattutto dopo la pronuncia della Consulta sul porcellum) sostanzialmente maggioritaria, ma che, in netta discontinuità con quella ideata da Calderoli, si ponesse entro i confini della decenza oltre che dei principi sanciti dalla Costituzione.

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