Se Mattarella fa il Presidente

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di Giuseppe CARELLA

Oggi è il gran giorno dell’insediamento di Sergio Mattarella.
In questi tre giorni si sono scatenati commenti di ogni tipo e in ogni dove sul significato della sua elezione: c’è chi vede in essa la grande maestria del premier Renzi per aver messo in ginocchio tutti, da Forza Italia a NCD alla minoranza interna PD fino all’aver dimostrato la irrilevanza del M5S e c’è chi immagina che il tutto era ben orchestrato da tempo e che l’elezione del PDR facesse parte del patto del Nazareno, al di là del nome dell’eletto. Acqua passata.

Un fatto è certo e va riconosciuto: Sergio Mattarella, democristiano mai pentito, è preferibile a parere mio a qualche ex comunista che ha rinnegato il proprio passato o che addirittura afferma di non esser mai stato comunista. E’ una persona che per quel che se ne sa, non dovrebbe avere scheletri negli armadi e che ha prontamente risposto ad un subdolo articolo del Fatto Quotidiano nel quale si è cercato di gettare ombre sulla sua persona. E che abbia risposto, prontamente, è un buon segno. Continua a leggere

Abbiamo eletto un Presidente

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di Celeste INGRAO

Ricordo a tutti che non è successo niente di straordinario. E’ stato eletto il Presidente della Repubblica.

A questa elezione ha contribuito con i loro voti anche quel che resta in Parlamento della sinistra, cioè SEL. Lascio a ciascuno di giudicare secondo i suoi criteri se nel concetto di sinistra ci va messa anche tutta o parte la minoranza PD (io almeno una parte ce la metto, ma il dibattito è aperto).

Anche questo non è un fatto straordinario dato che molti presidenti in passato sono stati eletti con il voto dell’opposizione di sinistra, cioè del PCI (e poi del PDS). Non solo Pertini, ma Gronchi, Saragat, Cossiga e Scalfaro. Ciò corrisponde a una cultura istituzionale che ha sempre distinto tra governo e massime cariche dello Stato e che è stata parte integrante della sinistra italiana.

Sinistra italiana che ha sempre aborrito la teoria del “tanto peggio tanto meglio”. Può darsi che i tempi siano cambiati e che sia ora di rivedere questa cultura politica, che ha certamente portato con sé anche elementi deteriori, come la spinta ripetuta ad accettare tutto per “salvare l’Italia” (Napolitano è stato il massimo rappresentante di questa tendenza). Continua a leggere

Camping a cinque stelle

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di Sil Bi

Oggi, per la seconda volta in due anni, il Presidente della Repubblica verrà eletto senza che il Movimento Cinque Stelle si sia reso determinante nella scelta del candidato.

Certo, la manovra in extremis di includere Prodi nella lista delle “quirinarie” – promettendo di votarlo sin dal primo scrutinio se così avesse decretato la consultazione on line degli iscritti – ha probabilmente contribuito ad affrettare la decisione di Renzi per Mattarella, l’unico tra i nomi in campo nelle varie trattative che fosse alla pari con Prodi. Nonostante ciò, però, le esitazioni e le contraddizioni hanno impedito al Movimento di attuare una strategia – quella di sostenere il Professore insieme a Sel fin dal primo momento – che avrebbe potuto davvero sparigliare le carte; in tal modo, i Cinque Stelle si sono condannati, una volta di più, ad una sostanziale irrilevanza. Continua a leggere

Storie di uomini e Presidenti

In questi giorni è materia di discussione un po’ ovunque, l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, e sui social dilaga il parlarne.
Cogliamo l’occasione per fare un po’ di storia dei Presidenti anche nel nostro blog anche a beneficio di chi, per questioni anagrafiche, non ha conosciuto tutte queste figure di cui ormai non parla nemmeno più nessuno, neanche la scuola italiana, anche se solo per un breve ripasso e per un minimo di conoscenza.

La Redazione di ESSERE SINISTRA


ENRICO DE NICOLA 1874 -1961

La guerra è finita, il Re e la Monarchia lasciano il Paese. E’ il 1946 L’Italia ha scelto, diventa una Repubblica Democratica Costituzionale. Enrico De Nicola è il Primo Presidente della Repubblica Italiana.
Il 9 gennaio 1948 il Presidente dell’Assemblea Costituente Enrico De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana.

 


LUIGI EINAUDI 1874 – 1961

E’ il 15 maggio del 1948 Luigi Einaudi, Liberale, diventa il secondo Presidente della Repubblica Italiana, resterà in carica fino al 1955.
“Voce del Parlamento, voce del Popolo…voce del Popolo, voce di Dio”

 


GIOVANNI GRONCHI 1887 – 1978

Giovanni Gronchi viene eletto Presidente della Repubblica Italiana il 3 maggio 1955, resterà in carica fino al 1962.
Soprannominato ‘il Peron di Pontedera’, fu il primo Presidente Democristiano della Repubblica, colui che iniziò la marcia di avvicinamento e apertura agli ideali socialisti. Si spese nella ricerca continua di una equidistanza politica fra i due blocchi continentali assumendo talvolta posizioni molto criticate dal suo partito.
“Lavora per vivere in un’industria di colori” questo il testamento del Presidente Gronchi.

 


ANTONIO SEGNI 1891 – 1964

Antonio Segni, Democristiano, viene eletto presidente della Repubblica Italiana il 10 maggio 1962 e resterà in carica solo fino al 1964 per gravi problemi di salute che gli impediscono di proseguire il suo mandato.
Fu un conservatore, insensibile alle esigenze di quella parte più progressista, anche del suo stesso partito, che si spingeva nella ricerca di riforme sociali e strutturali per la rinascita del Paese.
Rimase affascinato dalla personalità del Generale De Lorenzo, principale autore del ‘Piano Solo’ che prevedeva l’individuazione di 731 uomini politici e sindacalisti di sinistra e il loro trasferimento in Sardegna in una base militare NATO, il presidio della RAI-TV, l’occupazione delle sedi dei giornali di sinistra e l’intervento dell’Arma in caso di manifestazioni filo-comuniste, con il bene placito dell’allora Presidente che forse non intendeva appoggiare il Golpe, ma voleva servirsene per ridimensionare l’apertura a sinistra delle alleanze di Governo tanto auspicate da Aldo Moro.
Le trattative politiche posero un ridimensionamento dell’ala Socialista, e la situazione si riequilibrò, anche se non senza strascichi. Il 7 agosto 1974, fu colpito da trombosi cerebrale e pochi mesi dopo si dimise volontariamente.

Storia di un golpe tutto italiano – Il ‘Piano Solo’ del Generale De Lorenzo

 


GIUSEPPE SARAGAT 1898 – 1988

Il 28 dicembre del 1964, Giuseppe Saragat viene eletto Presidente della Repubblica Italiana, resterà in carica fino al 1971.
E’ il primo Presidente Socialista della Repubblica.

La sua storia.

 


GIOVANNI LEONE 1908 – 2001

Giovanni Leone venne eletto Presidente della Repubblica Italiana il 24 dicembre del 1971 e restò in carica fino al 1978. Si dimise 14 giorni prima dell’inizio del semestre bianco in seguito alle rivelazioni giornalistiche del giornale L’Espresso sul suo presunto coinvolgimento nello scandalo Lockheed e alle pressioni del PCI.

 


 

 

(continua…)

 

Identikit di un Presidente

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di Simona GHINASSI STROCCHI

(Ringraziamo Ilda Marino per averci permesso di pubblicare questo articolo riprendendolo dal suo blog, Il Crocevia delle Idee)


 

Leggere la Costituzione non è sufficiente per definire le qualità e le caratteristiche di un Presidente.

“ Tutta colpa” dei nostri Padri Costituenti, che concessero ‘maglie larghe’, perché forse troppo fiduciosi che gli italiani , e soprattutto la loro politica, mantenessero le promesse e le aspettative formulate in quel momento d’oro che fu la fase Costituente del 1948, così piena di speranze. La realtà di questi ultimi anni ci conferma invece quanto il decadimento generale della politica abbia inficiato il loro lascito così importante e fondamentale per la democrazia.
A scanso di ogni ironia legata all’attualità, se la politica fosse stata ciò che i Padri Costituenti immaginavano, la loro scelta lungimirante lasciava ampia libertà alle leggi future di adeguarsi mano a mano con nuovi sviluppi normativi, legati alla mutevolezza della società nel suo divenire.

Il Titolo Secondo della Carta Costituzionale inizia con gli articoli – dal numero 83 al numero 91- che regolano le modalità di elezione del Presidente della Repubblica, i compiti, le deleghe e le tutele che la sua figura assume durante il settennato, ma nulla spiegano nel merito del ruolo specifico se si esclude il suo giuramento di fedeltà al dettato Costituzionale dal quale consegue la sua figura di garante e osservatore imparziale dell’approccio alle regole democratiche espresse dai legislatori.

La figura del Presidente come Capo dello Stato, rappresenta una delle novità più rilevanti all’interno della Carta, perché egli, viene non designato per asse ereditario o successione divina, ma eletto democraticamente dall’assemblea Parlamentare a Camere congiunte con la partecipazione dei grandi elettori – Presidenti delle Regioni Italiane- tramite voto segreto. La durata settennale dell’incarico presidenziale, assume contemporaneamente l’aspetto di provvisorietà e di continuità, atte a garantire democrazia e stabilità istituzionale, fatti salvi quei casi in cui per motivi indipendenti dalla volontà o a causa di gravi impedimenti – si pensi alla durata di soli due anni dell’incarico al Presidente Mario Segni, colpito da ictus e quindi impossibilitato a proseguire – il mandato si conclude prima o si protrae oltre i sette anni, ma mai per più di nove anni complessivi – cosa accaduta ad esempio nel 2013 con la rielezione di Napolitano e ancor prima a De Nicola, primo Presidente della Repubblica Italiana –. Continua a leggere

Il Presidente travicello

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di Sil Bi

Dopo aver tanto promesso di “condividere con tutti” la scelta del prossimo Capo dello Stato, l’altroieri Renzi ha scoperto il suo gioco, che è quello di giocare a carte coperte: il Pd voterà scheda bianca durante i primi tre voti (così, sarà facile individuare i “disertori” che si attardano a scrivere un nome nella cabina…) e poi inizierà a votare un “nome secco” dalla quarta, salvo poi cambiare ancora verso quest’oggi apparentemente minando anche il patto del Nazareno.

In ogni caso, niente dibattito pubblico, dunque; niente “rose di nomi”. Il Segretario del Pd si giocherà tutto su una proposta unica, da rivelare all’ultimo momento utile, persino ai “suoi” parlamentari. Continua a leggere