Non fidatevi del “pacificatore” Enrico Rossi

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di Riccardo ACHILLI

Il ciclo di Renzi si avvia, inevitabilmente, verso la sua involuzione.

Quando avrà riformato, nel senso militare del termine, ovvero dichiarati inabili ed inutili, i sindacati, quando avrà fatto la riforma fiscale per tagliare detrazioni e deduzioni ai redditi bassi, quando si sarà fatto incensare da un referendum sulle riforme che potrebbe vincere, in un Paese esausto, Renzi perderà la sua ragion d’essere politica.

Senza l’azione frenetica, senza l’attivismo manicomiale, senza una cultura politica ed una visione a sorreggerlo, Renzi non può trasformarsi nel grigio amministratore dell’Italia da lui “riformata”.

Servirà, per il dopo, un “pacificatore”, cioè una figura che impedisca che sorga una reazione alle riforme renziane, quando esse inizieranno a produrre i loro effetti tangibili, ed il popolo italiano potrebbe uscire dal bovino torpore in cui tende a crogiolarsi per lunghi periodi della sua storia.

Il pacificatore non dovrà rimettere in discussione la ristrutturazione – o distruzione – renziana del Paese.

Dovrà dare un canale di gestione del malcontento sociale, dichiarando una tregua, amministrando le riforme fatte, limandone magari alcuni aspetti secondari, e spacciando queste innocue limature come conquiste sociali.

Dovrà cioè, al contempo, imbrigliare la rabbia sociale che sfocia nel voto ai grillini o a Salvini, ed impedire che nasca una sinistra di classe, che rimetta in discussione il sistema, iniziando dall’euroidiotismo.

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Enrico Rossi e Matteo Renzi: una vergogna per la Toscana e per la sinistra

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di Tommaso FATTORI

Né con la Merkel né con Tzipras (con la “z”, poi l’ha corretto ndr)”, scrive il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, echeggiando un triste slogan del secolo scorso.

Poi, aggiunge che Syriza sarebbe “populista” e invoca una terza via: una sinistra europea svincolata dalla subordinazione al capitalismo finanziario. Ecco, vorrei ricordargli che questa sinistra esiste ed è proprio quella di Syriza, in prima linea nella battaglia per il superamento delle politiche di austerità. Una sinistra che Rossi e il PD stanno lasciando completamente sola.

Proprio mentre Enrico Rossi, nel suo programma di governo regionale, si lamenta dei vincoli del pareggio di bilancio (peraltro votati dal PD in parlamento), ecco che attacca l’unico governo europeo che coraggiosamente fa quello che lui, a parole, afferma altrove di voler fare. Ritirando poi la mano.

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Toscana: il mistero di Villa Ragionieri

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di Luca SOLDI

Resta davvero difficile comprendere il motivo per il quale si susseguano di continuo le notizie secondo le quali la Regione Toscana intenda acquistare Villa Ragionieri. La struttura di proprietà Unipol, secondo quanto si legge da notizie di stampa e dichiarazioni autorevoli sarebbe in completa contraddizione rispetto alle strategie del Presidente Enrico Rossi.  Strategie che, a suo dire,  mirano ad accorpare, tagliare rami secchi, rendere efficiente, pratico e snello il servizio sanitario regionale. Per renderlo, come si dice “sostenibile” al bilancio regionale. Peccato che i segni vadano in senso contrario.

Che tutto sembri ridursi ad uno smantellamento della sanità toscana, accorpando e cancellando servizi essenziali per il cittadino. Allungando a dismisura liste di attesa per gli esami ed accorciando così tanto i tempi di degenza da mettere in difficoltà malati e famiglie. Mentre avviene tutto questo ecco un’operazione spiazzante, del tutto in controtendenza, con l’acquisto di un centro oncologico privato, appunto quello di proprietà di Unipol che ogni anno registra un deficit di 13 milioni di euro. Un affare, si dice, per la sanità toscana e per i cittadini che assistono increduli a questa deroga. In un momento in cui di Sanità si parla solo per tagli di personale ed accorpamenti di Asl.

Però, qualcuno dice “forse l’affare è per il Pd e Unipol (proprietaria dell’area ex Ligresti di Castello): ci viene il sospetto infatti – conclude Tommaso Fattori, candidato Governatore per la lista della Sinistra “Sì Toscana”- che la Regione acquisti da Unipol una struttura in perdita e in dismissione come Villa Ragionieri come forma di ‘risarcimento’ per gli interessi lesi e i diritti edificatori mancati di cui il gruppo assicurativo non potrà beneficiare a causa della nuova pista dell’aeroporto di Peretola”.

Un altro modo per continuare a socializzare le perdite e privatizzare i profitti, come da anni il settore pubblico si incarica da fare a danno della comunità, e a beneficio di pochi.

Uno scambio che resta difficile da accettare a cuor leggero, che sembrerebbe una sfacciata offesa all’intelligenza dei cittadini toscani. E che se fosse realtà segnerebbe davvero una grave colpa in chi sogna di tornare a governare la Regione senza colpo ferire. Con lo spirito “puro” di chi si sente autorizzato solo dalla propria convinzione. E perde, per “mestiere” politico,  ciò che tanto tempo aveva scelto per spirito di servizio agli altri.