Riflessioni

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di Elsa LUSSO

Gli amici mi guardano preoccupati, fanno capolino in ufficio, se telefonano mi chiedono sempre la stessa cosa, con tono perplesso: “Ma come. Non dici nulla?”
Già, come ammettere, senza essere scambiata per l’eterna brontolona inconcludente di sinistra, che ho vissuto questi risultati eccezionali con grande distacco?

Per questo provo a spiegare perché il malessere che, strisciante da tempo ed esploso un anno fa, dopo le ultime elezioni politiche, è ancora lì, intatto, nonostante Pippo Civati, e nonostante i risultati di queste elezioni Europee: per questo parlerò delle mia storia di elettrice del PD.
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Il vero errore di Renzi

Matteo, stai sbagliando

Matteo, stai sbagliando

di Nino CHILLEMI

Sono un iscritto di lungo corso del PD, appartengo ai tanti che non hanno votato Matteo Renzi alle primarie del 2012 e ai pochi che non lo hanno sostenuto a quelle del 2013, e, se potessi tornare indietro, gli preferirei di nuovo, rispettivamente, Bersani e Civati.

Non mi considero un anti-renziano per partito preso, ma posso dire in tutta tranquillità che cinque mesi fa le mie aspettative per il nuovo corso che il PD si apprestava a iniziare erano ben diverse: pensavo che Renzi, come aveva promesso nella campagna congressuale, si sarebbe prodigato per far approvare dal parlamento in tempi brevissimi una nuova legge elettorale (necessaria soprattutto dopo la pronuncia della Consulta sul porcellum) sostanzialmente maggioritaria, ma che, in netta discontinuità con quella ideata da Calderoli, si ponesse entro i confini della decenza oltre che dei principi sanciti dalla Costituzione.

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Perchè un siciliano sceglie Renato Soru

(immagine dal Web)

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di Nino CHILLEMI

 

Le elezioni europee del 25 maggio sono ormai alle porte, e per chi, come me, non è entusiasta della linea politica del proprio partito di riferimento né a livello nazionale, né ai livelli territoriali, si pone il problema di scegliere come votare, e di prendere una decisione in tempi brevi.

Mi considero un riformista di sinistra, convinto che la proposta di Martin Schulz sia la più vicina al mio sentire politico e la più credibile per dare alla UE le risposte che servono per uscire dalla crisi di sistema in cui è precipitata negli ultimi anni. Appartengo a quella fetta non trascurabile di militanti ed elettori nel PD che continuano a votare questo partito più per quello che dovrebbe essere che per quello che effettivamente è oggi, e, abitando in Sicilia, non ho la fortuna di poter votare Elly Schlein, Paolo Sinigaglia, Ilaria Bonaccorsi, o altri coi quali, in questi ultimi 12 mesi, a livello nazionale ho condiviso il percorso politico tracciato nella mozione Civati.

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