L’analisi di Barca sul PD romano: quando la medicina è identica alla malattia

barcadeluca

di Riccardo ACHILLI

Mah, io davvero non capisco perché Fabrizio Barca presti la sua intelligenza a studi sui circoli del Pd a Roma, con il suo #mappailPd.

Quello che sta succedendo nel Pd romano è semplicemente pazzesco, e testimonia che siamo arrivati ai titoli di coda di una tragicommedia di guitti, dilettanti allo sbaraglio e rubagalline.

Un commissario politico, nominato per ristrutturare e restituire senso politico al partito, quindi per fare una operazione squisitamente politica, abdica alla sua funzione e si affida ad una sorta di consultancy  aziendale che, con tecniche di ricerca organizzativa e di business process reengeneering tipiche di realtà aziendali e non politiche, fa uno screening dell’organizzazione territoriale del partito.

Una della grandi differenze fra una realtà aziendale ed una realtà politica è che la prima ha un obiettivo fisso, imprescindibile e indipendente dalle ricadute che genera sul suo contesto esterno: questo obiettivo si chiama”redditività”.

Pertanto, i metodi di reengeneering aziendali sono facilitati dal fatto di non dover individuare un obiettivo generale da raggiungere. Quello è già dato in partenza. Si tratta di riorganizzare i processi e l’assetto organizzativo aziendale dalla situazione attuale a quella”to be”,  al fine di massimizzare l’obiettivo nelle condizioni date. Di conseguenza, anche i principi che guidano tale riorganizzazione sono dati, e sono condensabili, ad esempio nei famosi otto principi della qualità totale (orientamento al cliente, leadership, coinvolgimento del personale, approccio per processi, approccio gestionale sistemico, ecc.).

Tutto lo sforzo è quindi quello di adeguare le strutture organizzative dell’azienda, i singoli centri di costo, a partire di punti di produzione più elementari (ad es. le singole concessionarie sul territorio di una grande compagnia che vende automobili) agli otto principi di cui sopra. E come si fa? Si fa uno studio, una mappatura della situazione attuale, e si ricavano i punti di criticità da cambiare per arrivare alla situazione ideale.

Una organizzazione politica, invece, non ha un obiettivo generale prefissato. Poiché nasce e vive per cambiare il mondo, il suo obiettivo generale risiede nella sua piattaforma ideologica, cioè nel suo modo di vedere il mondo.

Continua a leggere

Vado a fare coalizione

Images From A Coal Wholesaler As Modi Seeks To End 40 Year Gover

di Massimo RIBAUDO

Ancora sento nelle orecchie il ronzio delle fantasie e delle speranze degli oppositori di Matteo Renzi. Poveracci, li capivo. Avevano perso non solo un congresso, ma una scalata aziendale a suon di azioni comprate al mercato delle vacche, e, come si dice a Roma:”nun ce volevano sta“. Così si inventavano narrazioni personali autoassolutorie completamente svincolate dal benché minimo senso della realtà.

“Vedrai che Renzi cade”, “Adesso la bolla si sgonfia”: lo stesso Fabrizio Barca parlò a proposito del governo Renzi – credendo ad una falsa telefonata di Vendola – di operazione avventurista e sconclusionata, senza strategia. Si sbagliava di grosso.

Infatti Renzi è ancora lì, con la sua aria di “dopo di me, il diluvio“, e ha spaccato Forza Italia, inglobato Scelta Civica e molti del Nuovo Centro Destra oramai avrebbero voglia solo di entrare nel PD. Cosa che, a livello locale, stanno già facendo. Esattamente quello che voleva.

Continua a leggere

Mineo, la responsabilità e lo Sblocca Italia

ROMA - PRESENTAZIONE DELL ARRIVO DEL DIGITALE TERRESTRE NEL LAZIO

 

di Celeste INGRAO

Scrive oggi Mineo:

“Ieri ho votato la fiducia, perché i numeri al Senato sono risicati e non si può rischiare far cadere un governo senza avere almeno un’idea di come sostituirlo. Ma, con la fiducia, ho detto sì a un decreto, lo “sblocca Italia”, che non condivido nel merito e che è stato imposto al Senato, nella sua versione finale, senza alcuna possibilità di emendare né di discutere.”

Non si tratta più, quindi, di disciplina di partito ma di una sorta di responsabilità nazionale: il governo fa cose orrende ma non c’è alternativa e quindi mi tocca votarlo.
Continua a leggere

La partecipazione #èpossibile

politicamplandini

di Sil Bi

Ho seguito il Politicamp di Livorno in streaming e mi permetto di raccontarvelo dal mio punto di vista. Ecco il racconto della serata di dibattito su “la partecipazione è possibile” con Fabrizio Barca, Vannino Chiti, Maurizio Landini, Elly Schlein e Andrea Pertici, introdotti da Andrea Fabozzi.

I due temi chiave contrapposti, “partecipazione” e “spinta autoritaria”, sono stati declinati dai vari relatori da punti di vista diversi.
Continua a leggere

L’edicola di Essere Sinistra del 20 luglio 2014

Articoli, commenti, analisi, sulla Sinistra politica.

screenshot-bruschi blogautore espresso repubblica it 2014-07-19 22-23-01

Sinistra? #èpossibile, di Luigi Bruschi

 

screenshot-www lastampa it 2014-07-19 22-00-48

La sfida di Civati: “Una sinistra aperta. Matteo guida da solo”, di Jacopo Jacoboni

 

Unita

Civati:”Andare oltre il renzismo”, di Osvaldo Sabato

 

screenshot-www sferapubblica it 2014-07-19 21-54-38

Così nasce la sinistra del possibile, di Stefano Iannaccone

 

screenshot-www termometropolitico it 2014-07-19 21-55-54

Politicamp: Civati, Vendola e Cuperlo lanciano l’associazione “Possibile”, di Alessandro Genovesi

 

screenshot-www formiche net 2014-07-19 22-04-49

Così Civati, Barca e Vendola non vogliono morire renziani, di Francesco De Palo

 

Oggionni

La riserva e la vita reale, di Simone Oggionni

Torniamo a scuola

(immagine dal sito civati.it)

(immagine dal sito civati.it)

 

di Massimo RIBAUDO

Il 17 maggio scorso per l’iniziativa “La traversata della Sardegna” si è tenuto un seminario su “Giovani e formazione politica“. Queste brevi note sono indirizzate a tutti i partecipanti e a coloro che ritengono che la formazione, in un partito politico, sia il primo, il necessario, tra gli elementi fondamentali della sua attività.

Oristano è una città che mi è molto cara. Lì ho compreso che i cittadini vogliono lealtà, progetti, prosperità.
E ho capito che una componente tenace, ma minoritaria, della classe politica ed amministrativa locale persegue il tentativo di sfruttarli, raggirarli, impedirgli di partecipare attivamente e di costruire il proprio futuro. Il futuro per i piccoli clan locali deve essere solo per pochi privilegiati. Il più possibile incapaci ed ignoranti, ma uniti fra loro da patti di potere. A Oristano, così come in altre parti d’Italia, ho avuto modo di constatare quello che ha poi enunciato Fabrizio Barca in modo mirabile: la cittadinanza sa molte più cose di quella che si chiama classe dirigente, e, presto o tardi, il modello sociale ed economico, e quindi politico, cambierà. Inevitabilmente. Senza rivoluzioni.

Continua a leggere

I magnifici sette

I candidati alle elezioni europee. La vera Sinistra Italiana

I candidati alle elezioni europee. La vera Sinistra

(immagine di Veronica Gianfaldoni)

 

di Massimo RIBAUDO

 

Non mi piace l’attuale ritorno al clima politico del 1994, ai proclami, alle prove di forza – forza Italia, forza Renzi -, alla politica dell’ One Man Show, di quel falso leaderismo che è fallito in tutta Europa. E tralascio i giudizi personali. Non funziona, non porta nulla di buono.
Si continua a parlare dei vestiti dei ministri, delle occasioni mondane, dello show televisivo, sempre più noioso, di quella parte d’Italia, marginale e inutile che non è LA SPERANZA: è il Palazzo. Molto decadente, diroccato. Gli illusi che, con una narrazione falsamente giovanile e rampante, si riesca a prendere in giro gli italiani e a fargli credere in tempi nuovi.

Quali tempi nuovi? Siete sempre gli stessi. Fate le stesse cose: nulla, se non autoconservarvi attraverso il balletto delle riforme istituzionali, senza uno straccio di programma industriale che non sia svendere tutto.
Dall’altra parte non ci sono paludi, e non c’è LA RABBIA, come invece vi racconta il Presidente del Consiglio. C’è un uomo molto narciso ed inconcludente, Beppe Grillo, e c’è un Paese stremato che non crede più alla politica e tenterà in ogni modo di fare a meno della stessa. Ne consumerà di meno, come di ogni altra cosa.
E c’è anche la rabbia. Legittima.
«La fascia dai 25 sino ai 40 anni è arrabbiata. Le sue condizioni economiche non sono delle migliori. Vive con uno stipendio basso e rivolge il risentimento nei confronti dei privilegiati, che ai loro occhi sono innanzitutto i politici, i banchieri, i grandi manager»
Continua a leggere

Una politica per l’Italia. E per l’Europa.

 

campi di grano

 

di Massimo RIBAUDO

Aprile è il più crudele dei mesi, e se lo diceva Thomas Stearns Eliot dobbiamo crederci. Soprattutto noi italiani, che in Aprile abbiamo vissuto pagine di speranza e di cocente delusione politica da più di sessanta anni.
Non parlo di speranza di vincere una lotta, una guerra che si era chiusa con la proclamazione della Repubblica italiana, ma di una naturale e feconda alternanza di governo che permettesse all’Italia di essere un Paese di civiltà democratica come il resto dell’Europa occidentale.
Per me il problema italiano viene da questo. Dal non aver mai potuto esprimere una Sinistra di governo se non per brevissimo tempo e senza la possibilità – si pensi alla crisi profonda successiva al 2001 – di constatarne visione strategica e risultati.
Il conservatorismo oppressivo della dirigenza politica ispirata ai valori cattolici della Democrazia Cristiana ha oscurato ogni possibilità di tentare esperimenti, di provocare salti di qualità civili. Una storia bloccata che ha imbalsamato il socialismo democratico ed il comunismo europeo, senza dargli alcuna chance di far crescere classi dirigenti che non fossero interessate alla cogestione del potere per il potere.
Io non credo siano morti i partiti, in Italia, o le ideologie. Sono morte, per asfissia, le idee.

Continua a leggere