Canto di Natale

senzatetto

di Francesco MAZZUCOTELLI

Giorgio era lì che ciondolava alla rotatoria con una mela in bocca. Le poche macchine tirano diritto, pensando che sia un tossico o un ubriacone. Gli zero gradi pungono il viso ed entrano nelle ossa.

Mi fermo a chiedere se ha bisogno di aiuto. Mi chiede un passaggio verso una struttura di prima accoglienza in un paese a sette minuti di macchina.
Giorgio racconta che ha cinquant’anni e che è stato un perito chimico fino a un anno e mezzo fa.

Una vita relativamente normale. Poi i tagli al personale e qualche scelta sbagliata gli hanno fatto perdere tutto quello che aveva, e si è trovato nel giro di pochi mesi in mezzo a una strada.

Giorgio racconta l’umiliazione, il senso di vergogna, le botte nei parcheggi, il disorientamento e la rabbia di non sapere più dove andare a sbattere la testa. Dice di aver pagato trent’anni di contributi e “sempre l’otto per mille alla Chiesa cattolica” e oggi di ricevere un euro e venti centesimi al giorno per mangiare e dover elemosinare un posto al riparo dove dormire la notte.

Chissà se quello che mi racconta è tutto vero, ma in fondo che differenza fa?

Mi domanda di me e decido di raccontargli anche i miei fallimenti e le mie paure.

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Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti…

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di Ivana FABRIS

“Che li ammazzino tutti, sono tutti terroristi”
“Il medio-oriente è sempre stato così”
“Gli arabi sono crudeli”
“Laggiù è sempre stato un ginepraio, è nella loro natura”
“Ma ti preoccupi per i palestinesi con tutti i problemi che abbiamo qui?”
“Se anche sparissero dalla faccia della terra non si accorgerebbe nessuno”
“Mandare soldi perchè non hanno fondi per i soccorsi? E a noi chi li dà i soldi quando abbiamo bisogno?”

∼∼∼

Ormai non hanno nemmeno più gli ospedali, a Gaza.
Lo hanno bombardato l’ospedale.
Chi è ancora vivo ha solo gli occhi per piangere, chi è ferito deve solo morire.

E oltre a quelli che addirittura quasi sostengono e parteggiano per questo vergognoso attacco contro la popolazione inerme, di fatto, all’occidente e alla massa del popolo italiano, importa se muoiono uomini, donne, vecchi e bambini?
In fondo loro sono là, distanti da noi e dalle nostre quotidianità così preziose. Continua a leggere