Non una divisa, ma un uomo.

 

RacitiAldrovandi

Per aiutare a comprendere che cos’è l’autorità, e che cosa è l’essere, nel modo più vero, umani.
Una riflessione.
di Elsa Lusso

A Filippo Raciti e Federico Aldrovandi

Ho ascoltato il dibattito di queste ultime settimane su due fatti terribili, così lontani nel tempo e diversi nei meccanismi che li hanno caratterizzati, eppure, non tanto diversi, nella mia percezione. E così sono andata alla ricerca di un filo conduttore alternativo, perché quello che sembrava emergere dai diversi commenti alle cronache mi sembrava debole: come il pezzo sbagliato di un puzzle.
La Divisa e ciò che rappresenta. Gran parte delle riflessioni sembrava ruotare intorno alla Divisa e al suo significato, riflesso nello specchio del bene e del male. Filippo Raciti era un uomo in divisa: gli sputi e gli strappi alla divisa fino all’oltraggio supremo, la morte, hanno significato la totale indifferenza e mancanza di rispetto per la Divisa e quindi per l’Istituzione che rappresenta.
Federico Aldrovandi era un ragazzo la cui morte è stata causata da uomini in Divisa: una divisa con la quale si è aggredito invece che difendere, e che è stata dunque oltraggiata, in maniera diversa, proprio da coloro che la indossavano e il cui comportamento ha gettato disonore sull’Istituzione.

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Cattivi maestri

Manifestazione Tribunale di Milano

 

di Andrea NOBILE

Succede una volta ancora, succede per un fatto scabroso, indecente, imperdonabile.
Succede di veder ridicolizzata una sentenza definitiva, che dovrebbe rendere giustizia a chi ha subito un grave torto.

Vedere, per l’ennesima volta, il volto della madre di un ragazzo ammazzato dalle legnate degli uomini in divisa, mi provoca un dolore vero.
Vedere il viso di quella madre, in ragione dell’applauso ai carnefici di suo figlio, mi provoca sofferenza.

Se alcuni poliziotti abusano del loro potere e picchiano fino ad ammazzare un giovane ragazzo è raccapricciante.
Se i loro colleghi, riuniti in corporazione, li applaudono a scena aperta, è disgustoso. Chi ci dovrebbe difendere ci ammazza di botte e applaude anche a questo orribile abuso.
Se la mano violenta della polizia è, purtroppo, qualcosa già avvenuto in passato, la standing ovation è una pericolosa novità.
Una pericolosa e fascista novità.

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