E’ ora di dire basta. E di guardare in faccia la realtà

sabbia1

di Elena TORALDO

Posso dire che sono stanca?
Stanca dei luoghi comuni e delle leggende metropolitane che diventano vere solo perché ripetute all’infinito. Stanca di un utilizzo della lingua italiana strumentale e mistificatorio. Stanca dell’informazione che crea una realtà parallela nella quale tutti credono ma che nessuno vive. Stanca che questa manipolazione dell’opinione pubblica sia una costante della storia italiana dal dopoguerra in poi.
Come diceva Federico Caffè, già nel lontano 1984, “i mezzi di comunicazione di massa trasmettono continuamente punti di vista che diventano vincenti per il semplice fatto di essere ribaditi”. E la situazione non è cambiata se, a trent’anni di distanza, l’indice di libertà di stampa elaborato da Reporters Sans Frontières, ci vede al 73° posto in una classifica di 180 paesi. Davanti, in Europa, solo a Cipro Nord, Albania, Kosovo, Grecia, Bulgaria, Montenegro e Macedonia. E con buona parte dei paesi europei concentrati tra la 1° e la 21° posizione.

Tutti oggi sanno che è colpa del sindacato se l’economia è bloccata, che è colpa dell’art. 18 se gli imprenditori esteri non investono in Italia, che paghiamo troppe tasse, che l’evasione fiscale è conseguenza dell’alto livello di tassazione, e così via.
Un coacervo di luoghi comuni e di slogan neo-liberisti utili solo a confondere l’opinione pubblica per non far comprendere che la realtà è ben altra: è quella che viviamo tutti i giorni, quella che tocchiamo con mano quando andiamo a fare la spesa o cerchiamo di prenotare una prestazione sanitaria. Quella che nulla ha a che vedere con le teorie – vere e proprie ideologie accettate senza prova alcuna – neo-liberiste del libero mercato che si autoregola (a favore di una crescente accumulazione delle ricchezza in mano a pochi), ma molto ha a che fare con la reale perdita di posti di lavoro ed il crescente numero di disoccupati. Slogan utili anche a ribaltare le responsabilità della situazione odierna su chiunque tranne su chi avrebbe il reale potere di cambiare le cose e non lo fa.
È colpa del sindacato se l’economia è bloccata? Ma certo…è quello che impedisce ai lavoratori di accettare salari da fame e condizioni di lavoro insalubri e, quindi, secondo la teoria della domanda e dell’offerta, crea volontariamente disoccupazione.
Il sistema della propaganda, falsa in ogni suo assunto, si basa su una serie di mistificazioni amplificate dalla propaganda dei media. Assurdità esposte con precisione assiomatica.

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