La notte della Turchia

Olocausto-armeno

di Luca SOLDI

«Chi parla ancora oggi della strage degli armeni?» – avrebbe detto Hitler nel 1939 ai suoi comandanti militari alla vigilia dell’invasione della Polonia.

Ed infatti, si tenta di dimenticare o negare.

La pulizia etnica nei confronti del popolo Armeno inizia durante gli ultimi anni dell’Impero ottomano, con una prima ondata di persecuzioni tra il 1894 e il 1896 e che culminò con quello che poi la storia ci ha consegnato come Il Genocidio Armeno.
Il pretesto arrivò mentre era ormai in corso la prima guerra Mondiale
I Turchi accusarono i cristiani Armeni di essere alleati della Russia Imperiale e quindi di essere dei nemici interni.
Ma era evidente che l’odio religioso e razziale covavano da sempre e quello che si aspettava era solo un’occasione per cominciare una delle vergogne della storia.

Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 vennero eseguiti i primi arresti tra gli armeni di Costantinopoli.
L’operazione continuò l’indomani e nei giorni seguenti. In un solo mese, più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati lungo la strada.
Tagliata la “testa” , il destino del popolo era segnato. Da questa notte inizia la fine del popolo Armeno.
I massacri della popolazione cristiana (armeni, siro cattolici, siro ortodossi, assiri, caldei e greci) avvenuti in Turchia tra il 1915 e il 1916 saranno poi ricordati dagli armeni come il Medz yeghern, “il grande crimine”.

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Lettera aperta al Presidente del Pd Matteo Orfini

question

 

di Andrea NOBILE, Ivana FABRIS, Massimo RIBAUDO

 

Onorevole Orfini,

leggiamo in questi giorni la sua opinione rispetto all’ impossibilità di riaprire una discussione con il Movimento 5 Stelle a proposito della riforma elettorale e, di conseguenza, la riforma della struttura del parlamento.

Lei dice, prima ancora di entrare nel merito della loro proposta, che non si può “ricominciare da capo”.

E’ un’affermazione che abbiamo sentito anche da altri esponenti del PD e sinceramente questo ci lascia allibiti. Che cosa vuol dire “non si può ricominciare da capo”? Stiamo parlando di una riforma epocale che vuole ridisegnare le regole della rappresentanza in Italia, non stiamo parlando dell’organizzazione di una sagra di paese. Non ci conforta, peraltro, il segretario che incontra i cinque stelle in streaming dopo che Boschi, Verdini e Romani hanno chiuso altrove le trattative per assicurarsi i voti necessari all’approvazione dell’Italicum. Ci pare lecito pensare che si sia voluta sbrigare una formalità più che affrontare una discussione con una parte politica rilevante.

Fu lei stesso che criticò queste modalità il 23 ottobre scorso ad una trasmissione televisiva (Omnibus) : “Se noi questa discussione la facessimo con meno fuffa di quella che ha messo in campo Renzi ieri, cercando di discutere nel merito sarebbe meglio“… “Intanto in questo paese il bipolarismo non c’è più, poi mi può anche piacere l’idea di ripristinarlo, ma dato che abbiamo preso gli stessi voti di Pdl e M5S e non possiamo mettere fuori legge uno dei tre poli, stiamo facendo una discussione surreale. E poi non si può parlare così della Germania, il paese che ha retto meglio la crisi…Se ragionassimo di queste cose con meno slogan e con più serietà sarebbe meglio“.

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