A Milano stanno arrivando i cowboy

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di Luca SOLDI

I delinquenti a Milano possono cominciare a tremare. Stanno arrivando i nuovi cowboy.

Il tema della legalità, di come affrontare le fragilità di fronte ad una recrudescenza generalizzata della paura (non confermata dalle statistiche sulla criminalità, ma solo da una percezione sapientemente alimentata dai media) sale prepotente come la principale fra tutte le istanze (e ce ne sarebbero di molto più importanti) che dovranno essere affrontate dai partiti, al prossimo turno elettorale, per le amministrative del 2016.
E la destra si prepara al confronto proponendo dei candidati alle comunali che faranno “missione” (impossible?) della loro scesa in campo anche nel nome del contrasto ad ogni “mollezza” del passato.
Il loro motto sarà guerra senza quartiere, armi in pugno, contro il disordine e l’illegalità.
In puro spirito da far west.

Tanti sceriffi che, proclamata in modo plebiscitario l’incapacità dello Stato, a loro volta, investiranno un popolo di loro vice.
Ed uno dei candidati più chiacchierati e ricercati degli ultimi tempi che aveva già deciso di scendere in campo con le idee chiare è quel signor Francesco Sicignano, il pensionato 65enne, indagato per omicidio volontario per aver sparato, uccidendolo, all’interno della sua proprietà il 22enne albanese Gjergj Gjoni.

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