Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti…

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di Ivana FABRIS

“Che li ammazzino tutti, sono tutti terroristi”
“Il medio-oriente è sempre stato così”
“Gli arabi sono crudeli”
“Laggiù è sempre stato un ginepraio, è nella loro natura”
“Ma ti preoccupi per i palestinesi con tutti i problemi che abbiamo qui?”
“Se anche sparissero dalla faccia della terra non si accorgerebbe nessuno”
“Mandare soldi perchè non hanno fondi per i soccorsi? E a noi chi li dà i soldi quando abbiamo bisogno?”

∼∼∼

Ormai non hanno nemmeno più gli ospedali, a Gaza.
Lo hanno bombardato l’ospedale.
Chi è ancora vivo ha solo gli occhi per piangere, chi è ferito deve solo morire.

E oltre a quelli che addirittura quasi sostengono e parteggiano per questo vergognoso attacco contro la popolazione inerme, di fatto, all’occidente e alla massa del popolo italiano, importa se muoiono uomini, donne, vecchi e bambini?
In fondo loro sono là, distanti da noi e dalle nostre quotidianità così preziose. Continua a leggere

La ferita del mare

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di Ivana FABRIS

Ci sono viaggi che intraprendiamo con entusiasmo per la voglia di andare ‘al di là del mare’ a scoprire nuove terre e nuovi mondi, a scoprire nuove culture, per riempirci gli occhi e la mente di nuove esperienze.
Ci sono viaggi che, invece, nemmeno ci sfiorano i pensieri, che non faremmo mai.

Sono i viaggi ‘della speranza’ in cui, per tutta un’Umanità dolente, i nuovi mondi rappresentano la possibilità di sfamarsi, di trovare una casa per ripararsi e far crescere i propri figli lontani dalle atrocità delle guerre, quelli in cui le nuove terre assumono il significato di maggiori possibilità di sopravvivenza.

Ma non c’è essere umano che salga su quelle imbarcazioni senza sapere che stia per solcare immense mareggiate di dolore.

Un dolore assoluto, universale, quello che il Mediterraneo racconta con l’urlo che sale dalle sue profondità in cui sono sepolti migliaia di cadaveri.
Poche ore fa un’altra immane tragedia di cui il mare custodirà il ricordo, serberà il dolore per centinaia di vite spezzate.
Poche ore fa, quell’urlo ha squarciato nuovamente il silenzio, nel silenzio delle coscienze di tanti, troppi italiani.
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