Un anno di Renzi

primarie

 

di Sil Bi

Il programma di Renzi alle primarie constava di un solo uno slogan: “cambiare verso”.

Dopo un anno, di quel “programma” non si è realizzato proprio niente.

Non ha cambiato verso il Pd, che è rimasto il nido di vipere che ben conoscevamo (sono solo cambiati i rettili protagonisti); che non ha fatto un passo avanti che sia uno, nè nella rivitalizzazione dei circoli, nè nella trasparenza, nè nella “moralizzazione” (come il caso “Mafia Capitale” sta dimostrando). Continua a leggere

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L’elettore e il tifoso di partito

tifosi

di Alessio RICCARDI

L’elettore è un cittadino che ha un suo ideale. Alle elezioni vota il partito che rappresenta il suo ideale. Purtroppo il ventennio berlusconiano ci ha consegnato un’altra categoria umana, figlia dell’appiattimento culturale: il tifoso di partito. Normalmente il tifoso dovrebbe parteggiare per qualcosa inerente allo sport. E’ sfegatato, impulsivo e per niente obiettivo. Il tifoso di partito segue le stesse primitive pulsioni. Alla vigilia del voto, il tifoso di partito insulta pesantemente i suoi avversari politici. Proprio come il tifoso di una squadra di calcio, i suoi avversari sono “merde”, ed altrettanto “merde” sono gli elettori dei partiti a lui avversi.

Quando non fa uso di turpiloquio usa degli slogan che rimangono in mente facilmente. Non sa bene ciò che vuole e non legge mai il programma del partito del quale fa il tifo. Come ogni tifoso si sente al sicuro quando attorno a sé sente tutta la curva urlare, perché l’urlo è liberatorio e scatena istinti primordiali.
Nei giorni che precedono il voto guarda i talk show ed insulta i leader avversari senza nemmeno ascoltare quello che dicono, ed urla manco lo potessero sentire attraverso lo schermo.

Come il tifoso di una squadra di calcio non ammetterà mai che il rigore a favore è inesistente, il tifoso di partito giustifica sempre i suoi. Il suo leader ha sempre ragione, anche quando il tifoso di partito non ha capito proprio nulla di quello che il suo leader fa.

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Il vero errore di Renzi

Matteo, stai sbagliando

Matteo, stai sbagliando

di Nino CHILLEMI

Sono un iscritto di lungo corso del PD, appartengo ai tanti che non hanno votato Matteo Renzi alle primarie del 2012 e ai pochi che non lo hanno sostenuto a quelle del 2013, e, se potessi tornare indietro, gli preferirei di nuovo, rispettivamente, Bersani e Civati.

Non mi considero un anti-renziano per partito preso, ma posso dire in tutta tranquillità che cinque mesi fa le mie aspettative per il nuovo corso che il PD si apprestava a iniziare erano ben diverse: pensavo che Renzi, come aveva promesso nella campagna congressuale, si sarebbe prodigato per far approvare dal parlamento in tempi brevissimi una nuova legge elettorale (necessaria soprattutto dopo la pronuncia della Consulta sul porcellum) sostanzialmente maggioritaria, ma che, in netta discontinuità con quella ideata da Calderoli, si ponesse entro i confini della decenza oltre che dei principi sanciti dalla Costituzione.

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