Sì Livorno a Sinistra – Laboratorio per la Città

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di Franco FREDIANI

Il colpo di start è prossimo. Si parte dal capirne il senso, poi viene tutto il resto.  La sinistra che deve ritrovarsi, una crisi dalla portata epocale, un governo che non fa niente per risolverla.

Nasce un laboratorio politico che partirà con l’evento “Sì Livorno a Sinistra – Laboratorio per la Città“.

L’inizio è per Giovedì 22 continuando nei due giorni seguenti, il 23 e 24 all’Acquarius di Livorno.

L’idea è partita da un comitato promotore nato con l’obiettivo di aggregare intorno a sé tutti coloro che si trovano in sintonia con un progetto di unificazione, di unità d’intenti delle forze di sinistra, delle soggettività, dei movimenti che attualmente popolano la galassia politica della stessa: da Futuro a sinistra fino a SEL, da L’Altra Europa con Tsipras e il Movimento Essere Sinistra fino a Sì Toscana a Sinistra. La spinta e la voce del Territorio si sta levando con forza.

L’obiettivo è quello di portare questa voce più lontano possibile senza aspettare che niente venga calato dall’alto. Il calendario degli eventi di questa tre giorni prevede un primo incontro sui temi Locali e sul ruolo della sinistra all’opposizione nel Comune di Livorno.

Seguirà Venerdì una più approfondita attenzione su quello che “bolle in pentola” nel percorso nazionale che gran parte della sinistra stessa sta facendo. Per concludere con un richiamo all’Europa. Syriza in Grecia, Podemos in Spagna…. e in Italia?

Un confronto imprescindibile tra la realtà italiana e quella degli altri paesi europei che si sono da tempo staccati dai blocchi di partenza con determinazione, e senza paura hanno dimostrato di poter incidere significativamente nel cambiamento.

COPERTINAFB

Livorno chiama la sinistra da una maggiore assunzione di responsabilità. Una sinistra che finora, almeno a livello di forze politiche e movimenti, sta rispondendo compatta.

Basta dare una scorsa al programma per vedere l’impegno attivo di un vasto arco di forze che, come detto,  spaziano da Rifondazione Comunista fino a SEL, dall’Altra Europa con Tsipras, a Movimento Essere Sinistra, fino a Futuro a Sinistra e Sì Toscana a Sinistra.

L’ambizione è quella di rispondere cominciando da questa serie di iniziative che non si fermano al coinvolgimento dei soli nomi più o meno conosciuti, chiamando in causa la partecipazione di chi vorrà esserci per portare un contributo diretto. Il fine, scontato, è quello di cambiare una situazione sociale ed economica ormai divenuta insostenibile e inaccettabile.

 

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Riapre una Casa del Popolo

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di Luca SOLDI

Giovedì prossimo riapre, finalmente, la Casa del Popolo di Cafaggio.
Credo sia doveroso, da semplice iscritto, un riconoscimento all’impegno civile della Casa del Popolo di Cafaggio, al suo Presidente, Giuseppe Marras, al Consiglio del Circolo, a quello dell’Associazione Civile Rinascita, a tutti coloro che nel tempo si sono succeduti nell’impegno della gestione delle attività del circolo.
Non solo per quello che riguarda le attività ricreative.

Un riconoscimento per le attività sociali, culturali, sportive. Per l’impegno e nel sostegno alla Festa del Volontariato che, unica in città, si mostra quale esempio di vera solidarietà.

L’economia #possibile

borsa

di Sil Bi

Uno dei ritornelli più frequenti dell’attuale dirigenza del Pd è: “nel nostro partito si discute, c’è il confronto; poi però si decide a maggioranza e tutti devono attenersi democraticamente alla decisione presa”.

Ho provato qualche volta a seguire il “dibattito” delle Direzioni Nazionali e devo dire che ne sono rimasta quasi sempre delusa: di solito, si tratta di una sequenza di oratori che parlano, ciascuno con un proprio ordine del giorno, senza rispondersi nel merito ma, tutt’al più, con una frecciatina; a volte manca persino la replica finale del Segretario, la cui relazione iniziale viene votata tal quale, con esito scontato che riflette i rapporti di forza tra la maggioranza e l’unica effettiva minoranza (quella dell’area Civati).

Quando ho ascoltato il dibattito su “l’economia possibile” al Politicamp, ho pensato: “ecco un vero dibattito: avrebbe dovuto esserci nel Pd, prima del Congresso; o, perlomeno, prima della campagna per le Europee”.
Sabato 12 luglio, nel pomeriggio, al teatro The Cage di Livorno quattro economisti (Rita Castellani, Stefano Fassina, Roberto Renò e Filippo Taddei) si sono confrontati su “l’economia possibile”.

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La partecipazione #èpossibile

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di Sil Bi

Ho seguito il Politicamp di Livorno in streaming e mi permetto di raccontarvelo dal mio punto di vista. Ecco il racconto della serata di dibattito su “la partecipazione è possibile” con Fabrizio Barca, Vannino Chiti, Maurizio Landini, Elly Schlein e Andrea Pertici, introdotti da Andrea Fabozzi.

I due temi chiave contrapposti, “partecipazione” e “spinta autoritaria”, sono stati declinati dai vari relatori da punti di vista diversi.
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L’edicola di Essere Sinistra del 20 luglio 2014

Articoli, commenti, analisi, sulla Sinistra politica.

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Sinistra? #èpossibile, di Luigi Bruschi

 

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La sfida di Civati: “Una sinistra aperta. Matteo guida da solo”, di Jacopo Jacoboni

 

Unita

Civati:”Andare oltre il renzismo”, di Osvaldo Sabato

 

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Così nasce la sinistra del possibile, di Stefano Iannaccone

 

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Politicamp: Civati, Vendola e Cuperlo lanciano l’associazione “Possibile”, di Alessandro Genovesi

 

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Così Civati, Barca e Vendola non vogliono morire renziani, di Francesco De Palo

 

Oggionni

La riserva e la vita reale, di Simone Oggionni

Un’idea per il prossimo Politicamp

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di Massimo RIBAUDO

Un portatessere (io ci metterò quella dell’Avis e della Coop), un progetto concreto di battaglie trasversali con il contributo di tutte le formazioni politiche di Sinistra – che non si chiudono più in gruppi autoreferenziali e conventicole – per i diritti individuali e per quelli comuni, un’associazione per farlo: “Possibile”.
E quel popolo della Sinistra che esiste, che si comprende, che si abbraccia con tessere ed idee diverse, ma finalità ed orizzonti comuni, così ben descritto da Celeste Ingrao.
Gli abbracci, i saluti, le strette di mano, l’ascoltarsi, il rispondersi con chiarezza e coerenza.
Questo è quello che porto con me tornando da Livorno, ed è ciò che è riuscito a realizzare ed organizzare Giuseppe Civati e tutto il suo gruppo. Gli va detto “grazie”.

In una fase storica come quella che stiamo vivendo, dove si tende solo a legittimare l’autoritarismo delle elités politiche ed economiche decadute,  si sono trovate le parole e gli atti concreti per dire che una Sinistra è possibile.

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L’Edicola di Essere Sinistra del 5 luglio 2014

Articoli, commenti, analisi, sulla Sinistra politica.

 

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Sinistra in Italia: perché è giusto che sia sparita, di Peppino Caldarola

 
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Siamo ancora liberi di solcare il mare, di Cesare Roseti

 
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Podemos: la sfida radicale all’UE, di Giulia Corino

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La sinistra delle possibilità. Parte la tre giorni del PolitiCamp di Pippo Civati, di DAZEBAONEWS

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La Sinistra che non c’è e la Sinistra che ci sarà, di Simone Oggionni

Un consumatore consapevole di politica

Carosello

di Giuseppe CARELLA

L’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani vede crescere la popolarità del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il consenso al PD. Continua la luna di miele, dicono i sondaggisti. Non posso fare a meno di domandarmi se sono uno dei pochi a non aver capito nulla o se invece accade altro.

Mi ritengo un consumatore consapevole, nel senso che faccio i mie acquisti di ogni prodotto compiendo ogni sforzo per essere influenzato il meno possibile dalla pubblicità. Mi informo, sulle caratteristiche, sul prezzo, metto in concorrenza i prodotti della medesima categoria e solo dopo decido quale acquistare.

Soprattutto non faccio mai acquisti definiti dagli esperti d’impulso. Per intenderci, quelli che anche se non ti servono, quando vai al supermercato il loro posizionamento sugli scaffali, studiato con una perfida strategia, ti spingono ad allungare le mani e metterli nel carrello, sospinti in precedenza da un battage pubblicitario infinito.

Questi principi, derivanti anche da una modesta quanto autodidatta conoscenza delle tecniche di vendita, li applico da tempo anche per “consumare” gli accadimenti politici. Finita l’epoca della adesione a prescindere al Partito, usando quel poco di Q.I. che posseggo, mi informo, leggo, approfondisco, metto a confronto le opinioni e poi decido il mio pensiero, soppesando i pro e i contro.

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Sostengo con venti euro il Politicamp. Ecco perchè

sostieni
di Massimo RIBAUDO

Premessa: ognuno dà quel che può.
QUI o con altri mezzi. Ma farlo è fondamentale.

Non si può rubare più in politica. E’ questione di vita o di morte.
Ma i soldi sono importanti. Questa frase, a Sinistra, bisogna cominciare a pronunciarla con responsabilità e convinzione. I soldi, le risorse economiche, sono importanti perchè non si può e non si deve contare soltanto sul tempo libero delle persone, sul loro piacere volontaristico nel compiere attività politica, sull’attività non retribuita.

Va considerato che i partiti, come giustamente affermava Fabrizio Barca nella sua Memoria, non possono più essere datori di lavoro per chi ha fatto volontariato e militanza. Se dovessimo continuare a ritenerli tali, non dovremmo allora più scandalizzarci degli scandali relativi ad episodi di corruzione pubblica ormai diffusi in tutto il Paese. Non ficchiamo la testa sotto la sabbia. I soldi della corruzione comprano voti in cambio di opere pubbliche, di consulenze, di servizi al pubblico spesso inutili, malgestiti e i cui costi sono fatti lievitare con pratiche truffaldine. Questo fa crescere il Paese, offre sviluppo?

No. Permette solo a piccoli e sempre più ristretti potentati locali di avere drappelli di affiliati e di voti sicuri e rispettosi del rapporto di connivenza familistica e clientelare.
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Effetti (e affetti) speciali

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di Ivana FABRIS

 

Il 30 ottobre 2013, scrivevo:

Volevamo stupirci con effetti speciali, ovvero, tutto quello che non avremmo voluto vedere e sapere del PD e della sinistra italiana. E non avremmo nemmeno mai osato immaginare che potesse accadere.
Sono giorni che rifletto su quanto leggo nelle bacheche di Facebook. E non è che un social come quello, non sia la realtà. In Facebook, ormai, reale e virtuale sono sovrapponibili, a mio avviso. ‘Là’ dentro c’è uno spaccato della società.
Tutte le componenti sono proporzionalmente rappresentate e altrettanto lo sono i sentimenti, i pensieri e le idee delle componenti stesse.
Ebbene, delle volte leggere gli stati che appaiono in sequenza sulla mia home o i commenti nelle discussioni, è come stare alla finestra ad osservare la vita di un grande paese. Ed è un paese i cui abitanti mi appaiono alquanto diversificati, per usare un eufemismo, dato che, in realtà, ultimamente è più un guardare un formicaio impazzito e allo sbando. C’è di tutto in questo grande paese che è la sinistra italiana e, ormai, c’è tristemente di tutto nel PD. Continua a leggere