I have a dream

madrefiglio

di Immacolata LEONE

Tutto è cominciato quando, l’altra mattina, mio figlio nel preciso istante in cui stavamo uscendo, sull’uscio di casa, mi ha chiesto:

– Mamma qual è il tuo sogno?

“Cosa?”

–  Qual è il tuo sogno mamma ?

Attimo di smarrimento e sbigottimento, misto ad imbarazzo e confusione. Cosa potevo rispondere ad un’anima candida di 10 anni?

Già cosa rispondere. Panico.

Subito la mia mente è sbarcata a quando lavoravo da piccola donnina in carriera, anni di duro lavoro, ripagati con soddisfazioni personali e uno stipendio. Già. Come raccontare e quali parole scegliere per descrivere l’inizio della fine, la discesa negli inferi, per una sopravvivenza apparentemente dignitosa? Un nuovo limbo, non cercato ma subito.

Un nuovo inizio fatto di incertezze, di approssimazione e sufficienza. Vivere alla giornata insomma. Senza più sogni né speranze, ma subire l’incertezza senza piu obiettivi né programmazione.

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Cuore di pietra

strage

di Immacolata LEONE

Negli ultimi anni non esco quasi più la sera, per svariati motivi di natura economica, per comodità, per stanchezza e altro.

A volte mi sforzo per fare contento mio figlio, amore di mamma.

Ho pensato a quella mamma che era nel locale con i suoi figli , magari per passare un venerdì sera in serenità con la famiglia, un momento di pace, un attimo di svago, dopo una settimana di lavoro o altro.

Posso solo immaginare il terrore puro, agghiacciante, infinito, come un brivido che parte da dietro il collo fino a scendere alla spina dorsale.

Il primo pensiero sono i tuoi figli, li guardi uno ad uno, pensi a come farli stare in silenzio per non far arrabbiare questi esseri immondi , che sono qui per trucidare, ammazzare, seviziare, senti il tuo sudore freddo, la paura può essere glaciale, non può essere vero proprio qui, ora, con i tuoi bambini, speri che non piangano, li prendi per le mani e sussurri loro con occhi imploranti, di stare immobili e in silenzio.

Questi uomini con lo sguardo buio come un pozzo magari sono qui solo per spaventare e magari una volta spaventati tutti e fatti mettere tutti giù per terra se ne andranno, se ne devono andare.

Invece no, cominciano a prendere uno ad uno le persone e sparano loro a sangue freddo.

L’orrore genera altro orrore, è solo un incubo, abbracci i tuoi bambini, loro, i mostri vestiti da umani, ti vedono e ti prendono , urli in silenzio ai tuoi bimbi di non piangere, sì fate quello che volete basta che lasciate vivi i miei figli.

Un colpo due o tre, questo non lo so, ma la mamma è a terra davanti ai suoi bambini.
Non contenti i mostri prendono i bambini e li ammazzano.
Tutto è buio.
E’ finito tutto.