Matrimonio all’italiana, bollito di famiglia naturale con contorno di unioni infedeli

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di Ivana FABRIS

Tolto l’obbligo di fedeltà all’unione civile perchè nessuno si confonda scambiandola per matrimonio naturale, punto di partenza dell’italica sacra famiglia naturale.
Bisogna riconoscere che questo è un governo profondamente attento alle tematiche ecologiste.
Dove c’è natura, c’è la Trimurti Renzi-Alfano-Verdini. Ed hanno un senso dell’umorismo mai visto prima.

Quindi, invece di togliere l’obbligo di fedeltà nel matrimonio, come sarebbe giusto per un paese che vuole definirsi evoluto e maturo, si toglie alle unioni civili.
Davvero, queste scelte scatenano un’ilarità incontenibile perchè se non sono paradossali sono proprio solo grottesche.

Il bello è che, secondo chi ci governa, così facendo la famiglia è protetta. E’ il festival della farsa, altro che Sanremo.
Trionfa l’amore, come ha dichiarato Renzi e siamo tutti felici dell’happy-end.
Perchè la cosa disperante è che c’è pure chi ci crede.

Eh sì, perchè le unioni omosessuali, l’adozione omogenitoriale sono contronatura e pertanto minacciano la naturalità della famiglia.
Quindi la famiglia è salva, la famiglia naturale è salva (poco importa se proprio questo concetto è contronatura, considerato che la famiglia così come la conosciamo è un’istanza sociale, determinata da modelli e bisogni sociali, NON naturali), con tutta l’ipocrisia che è contenuta nel modo di essere famiglia in Italia. Continua a leggere

In risposta a Giorgia Meloni. Apologia sociale della famiglia 2.0

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di Andrea CASARANO

Quello delle unioni civili è un argomento tanto abusato quanto poco ascoltato ma il cui sviluppo, nella produzione legislativa e nella tabella dei valori civili di questa nostra nazione, non appare adeguatamente proporzionale all’intensità e alla veemenza con la quale di tanto in tanto esplode nella discussione pubblica.

L’ultima occasione che ha portato all’attenzione un argomento che non dovrebbe nel 2015 neanche più fare notizia, se non per la ritrosia di qualcuno a riconoscerne la giustezza etica e morale, è stata la consultazione referendaria tenutasi in Irlanda lo scorso fine settimana, ed accolta anche da noi come un grande successo di democrazia nonché di metodo di produzione legislativa.

Un semplice quesito: “Volete che sia emendato l’articolo 41 della Costituzione del 1937, con l’inserimento di una nuova clausola nella sezione Famiglia?“. Clausola che recita: “Il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso“. Semplice semplice, senza doppi sensi.
Il referendum irlandese, dice molto su come l’argomento possa essere affrontato e su quanti diritti, di secolare importanza, siano al suo interno contenuti: principio di uguaglianza, sovranità popolare in fatto legislativo, principio personalistico che si antepone a qualsiasi classificazione sociale. Perché prima che uomini o donne, lavoratori o disoccupati, ricchi o poveri, siamo persone. E persona, nel vocabolario giuridico, è quel termine che si adopera per indicare chi è capace di essere titolare di diritti e di doveri.

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