Un mondo di sponsor. Ma è questo il mondo che vogliamo?

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di Claudio BAZZOCCHI

Se Renzi dice che le scuole potranno avvalersi di sponsor si solleva un polverone gigantesco di proteste, scioperi, manifestazioni ecc… Se lo dice a proposito dei musei non si scandalizza nessuno, o quasi.

La cosa è interessante perché ci dice quale sia la nostra percezione del valore dell’arte. L’arte è ormai un divertimento, un piacere estetico fra gli altri, un insieme di immagini da gustare assieme alle tantissime altre che provengono a noi dai più svariati player di cui ormai disponiamo. Quindi, non c’è niente di scandaloso se qualche privato decide di sponsorizzare musei, mostre o restauri.

Insomma, ormai noi non pensiamo più che l’arte sia il deposito del secolare sforzo per interpretare il mistero della presenza al mondo degli esseri umani, sia la continua sfida per rappresentare il sublime, ciò che non ha volto ma segnala la nostra aspirazione all’infinito, il tentativo inesauribile di trovare un equilibrio tra sfrenatezza pulsionale e libertà fondata sulla cultura.

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E’ ora di dire basta. E di guardare in faccia la realtà

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di Elena TORALDO

Posso dire che sono stanca?
Stanca dei luoghi comuni e delle leggende metropolitane che diventano vere solo perché ripetute all’infinito. Stanca di un utilizzo della lingua italiana strumentale e mistificatorio. Stanca dell’informazione che crea una realtà parallela nella quale tutti credono ma che nessuno vive. Stanca che questa manipolazione dell’opinione pubblica sia una costante della storia italiana dal dopoguerra in poi.
Come diceva Federico Caffè, già nel lontano 1984, “i mezzi di comunicazione di massa trasmettono continuamente punti di vista che diventano vincenti per il semplice fatto di essere ribaditi”. E la situazione non è cambiata se, a trent’anni di distanza, l’indice di libertà di stampa elaborato da Reporters Sans Frontières, ci vede al 73° posto in una classifica di 180 paesi. Davanti, in Europa, solo a Cipro Nord, Albania, Kosovo, Grecia, Bulgaria, Montenegro e Macedonia. E con buona parte dei paesi europei concentrati tra la 1° e la 21° posizione.

Tutti oggi sanno che è colpa del sindacato se l’economia è bloccata, che è colpa dell’art. 18 se gli imprenditori esteri non investono in Italia, che paghiamo troppe tasse, che l’evasione fiscale è conseguenza dell’alto livello di tassazione, e così via.
Un coacervo di luoghi comuni e di slogan neo-liberisti utili solo a confondere l’opinione pubblica per non far comprendere che la realtà è ben altra: è quella che viviamo tutti i giorni, quella che tocchiamo con mano quando andiamo a fare la spesa o cerchiamo di prenotare una prestazione sanitaria. Quella che nulla ha a che vedere con le teorie – vere e proprie ideologie accettate senza prova alcuna – neo-liberiste del libero mercato che si autoregola (a favore di una crescente accumulazione delle ricchezza in mano a pochi), ma molto ha a che fare con la reale perdita di posti di lavoro ed il crescente numero di disoccupati. Slogan utili anche a ribaltare le responsabilità della situazione odierna su chiunque tranne su chi avrebbe il reale potere di cambiare le cose e non lo fa.
È colpa del sindacato se l’economia è bloccata? Ma certo…è quello che impedisce ai lavoratori di accettare salari da fame e condizioni di lavoro insalubri e, quindi, secondo la teoria della domanda e dell’offerta, crea volontariamente disoccupazione.
Il sistema della propaganda, falsa in ogni suo assunto, si basa su una serie di mistificazioni amplificate dalla propaganda dei media. Assurdità esposte con precisione assiomatica.

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Il folle allarme di Frontex e i diritti dei profughi

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di Luca SOLDI

Ancora una volta l’Agenzia Frontex ci fa rimpiangere il tentativo di umanità che caratterizzò l’operazione Mare Nostrum.
Lo fa con del vero e proprio terrorismo mediatico, preannunciando orde di barbari pronte a salpare dalle coste libiche alla conquista della terra degli infedeli.
Milioni di persone pronte ad invadere, da quei barconi malridotti, le coste italiane e subito di seguito decise a risalire verso i Paesi più opulenti.
Interi carichi di esistenze disperate pronte a stravolgere ancora di più gli equilibri già precari e fragili del mondo occidentale.

Il Direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, in un’intervista che in queste ore, sta facendo il giro degli organi d’informazione, dichiara:
Nel 2015 dobbiamo essere preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno”. A seconda delle fonti – spiega – ci viene segnalato che ci sono tra i 500mila ed un milione di migranti pronti a partire dalla Libia“.
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Nulla è più anarchico del potere

Pasolini

 

Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economica, che sfugge alle logiche razionali. Io detesto soprattutto il potere di oggi.
Ognuno oggi ha il potere che subisce, è un potere che manipola i corpi in una maniera orribile e che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o Hitler. Manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore istituendo dei nuovi valori che sono valori alienanti e falsi.
I valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama: “un genocidio delle culture viventi”.

Sono caduti dei valori e sono stati sostituiti con altri valori sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti con altri modelli di comportamento. Questa sostituzione, non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dagli illustri del sistema nazionale. Volevano che gli italiani consumassero in un certo modo e un certo tipo di merce e per consumarlo dovevano realizzare un altro modello umano.

Il regime, è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente a ottenere, il potere di oggi, il potere della società di consumi è riuscito a ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari.

E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. È stata una specie di incubo in cui abbiam visto l’italia intorno a noi distruggersi, sparire e adesso risvegliandoci forse da quest’incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare.
L’uomo è sempre stato conformista. La caratteristica principale dell’uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse più principalmente l’uomo è narciso, ribelle e ama molto la propria identità ma è la società che lo rende conformista e lui ha chinato la testa una volta per tutte agli obblighi della società.

Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così l’uomo si meccanizzerà talmente tanto, diventerà così antipatico e odioso, che, queste libertà qui, se ne andranno completamente perdute.

Pier Paolo Pasolini

 

(proposto da Andrea Nobile)