Il talento del dolore

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di Monica NOBILE

Giorgio, lo chiamerò così, ha tredici anni. E’ stato adottato all’età di quattro anni. E’ in perenne tumulto, fisico ed emotivo. Con la scuola fa fatica. O meglio, gli insegnanti fanno fatica con lui. Disturba, ha improvvisi attacchi di aggressività verso i compagni, interviene a sproposito.
Gli insegnanti, in questi anni, hanno sovente telefonato ai genitori, chiedendo di venire a riprenderselo perché non sapevano come tenerlo.
In quinta elementare tanta era la difficoltà che la famiglia è stata caldamente invitata a ritirarlo da scuola, così Giorgio ha seguito un percorso di educazione parentale e ha fatto gli esami da privatista. Quando è arrabbiato vede rosso, spacca, alza la voce, cerca lo scontro fisico.
Sta meglio con gli adulti, forse perché i coetanei sono spaventati dalle sue modalità irruente e bizzarre.
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Dove inizia la Pace

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di Monica NOBILE

Sono stanca di sentire per la strada, al bar, in ogni dove discorsi chiusi e beceri, battutacce, lagne, offese verso altri cittadini colpevoli soltanto di appartenere a diversi paesi, culture e razze.
Sono stanca, proprio stanca delle intolleranze e dei vuoti discorsi pseudo-politici che addossano colpe a chi colpa non ha. Ho ritirato fuori una lettera, scritta per gli amici dell’associazione genitori si diventa.
La pubblico dedicandola a tutti i genitori che hanno la voglia e la pazienza di accompagnare i propri figli lungo la strada verso la cultura, la pace e la convivenza.

Caro genitore, siamo un’Associazione di famiglie adottive che ha posto al centro della propria attività la responsabilizzazione dei genitori come premessa fondamentale per la tutela dei bambini e delle bambine.

L’esperienza dell’adozione ci ha portati a riflettere profondamente sul ruolo genitoriale, non solo in relazione all’adozione ma più in generale rispetto al compito educativo ed alle ricadute che l’agire educativo ha nella società. In questi ultimi tempi ci sentiamo preoccupati e spaventati dal moltiplicarsi di episodi di razzismo nel nostro paese.

Pensiamo che tacere, alla lunga, significhi diventare responsabili o quantomeno complici di una società violenta e intollerante.
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CIFA: dalla parte dei bambini. Tutti i bambini del mondo

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Con questa riflessione e questo invito che ci sono stati inviati da Monica Nobile, collaboratrice del CIFA che ringraziamo, Essere Sinistra sceglie di sostenere un’importantissima iniziativa invitando tutti i suoi lettori a donare e a donarsi.

Perchè donarsi? Perchè quando inviamo il nostro click in favore di una campagna come questa, doniamo un pezzettino di noi stessi, della nostra voglia di ritrovare un valore imprenscindibile come la solidarietà.
Perchè impegnamo un piccolissimo ma fondamentale frammento del nostro essere umani in favore di chi ogni giorno si spende e si prodiga per fare di questo mondo così difficile, un posto migliore per i bambini. E ritornare umani è un dovere di ciascuno di noi.

Leggiamo le belle e significative riflessioni di Monica e DONIAMO QUI il nostro click!

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Una riflessione sull’adozione internazionale da dove nasce il progetto Cifa In viaggio.
Per un bambino adottato sentirsi accolto nella sua interezza significa sentirsi accettato. E’ la base per poter lavorare serenamente alla strutturazione della propria identità di persona.

I bambini adottati NON SONO MAI paragonabili ai bambini biologici, la loro storia ne fa persone profondamente diverse. Per questo i piccoli hanno diritto a godersi le proprie diversità senza suscitare stupore. Questa è la chiave per comprendere la necessità dell’informazione sull’adozione. Continua a leggere