Tagliano la sanità utile per finanziare un ponte inutile. Ecco i faraonici programmi del Governo

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di Vincenzo G. PALIOTTI

E’ ritornato in ballo il ponte sullo Stretto, me lo aspettavo e ad annunciarlo è il ministro Alfano, nemmeno quello delle infrastrutture. Si cominciano a regolare i conti in casa del governo. Così, si potranno sprecare i soldi pubblici per celebrare la grandezza dell’attuale premier/segretario. Rispettando naturalmente tutto quello che ci sarà dietro: mazzette, tangenti, appalti concessi a peso d’oro, costi gonfiati naturalmente per i vari passaggi di mano. Oltre al fatto che questo era il “piatto forte” che Berlusconi voleva servire agli italiani e non ci è riuscito anche per l’opposizione di quelli che oggi invece, cambiando di nuovo idea, appoggiano il progetto (perché ci sono loro a grufolare nel trogolo).

Al solito però si è guardato al fatto in superficie, senza però curare quelli che saranno “gli effetti collaterali” sicuramente negativi, che poi è una costante delle riforme e dei provvedimenti che il premier/segretario sta mettendo in atto.

In un paese dove uno dei problemi principali è l’occupazione non si è pensato che semmai sarà messo in opera questo “monumento” alla grandezza del premier/segretario, che già se ne bea, tutta quella piccola economia che ruota intorno alle due sponde morirà creando un deserto, senza contare i posti di lavoro che si perderanno perchè immancabilmente le compagnie di navigazione adibite al passaggio dello stretto saranno costrette a chiudere o al massimo ridurre notevolmente l’attività, e qui altri posti di lavoro che si perderanno e tante famiglie andranno ad incrementare le percentuali, già cospicue, di povertà. Oltre ai danni ambientali che sicuramente ci saranno. Senza calcolare il costo che come tutte le opere pubbliche parte con un costo iniziale per poi farlo crescere “miracolosamente” nel corso dei lavori.

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Generazione di schiavi

servo e padrone

di Immacolata LEONE

Il nostro è proprio un sistema marcio alla base, mancano le fondamenta del rispetto delle leggi e delle persone.
Tempo fa mi sono trovata, per conto terzi, ad una di quelle visite con la Commissione di accertamento delle invalidità, là dove simpatici doctors, competenti e non, facevano le verifiche, appunto, delle invalidità.

Hanno attirato la mia attenzione alcuni soggetti. C’era un giovane, chiaramente e inequivocabilmente, non vedente; tre o quattro anziani in carrozzina con patologie a mio avviso irreversibili, un giovane chiaramente con disturbi mentali e una ragazza apparentemente normale. A tutti erano state sospese le mensilità di invalidità previo accertamento delle stesse e successiva visita annuale di controllo.

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Far leggere Pirandello ad un palestinese

gazabombing

Signora Ponza: Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede.
(Guarderà attraverso il velo, tutti, per un istante; e si ritirerà. In silenzio).

Laudisi: Ed ecco, o signori, come parla la verità
(Volgerà attorno uno sguardo di sfida derisoria).
Siete contenti?
(Scoppierà a ridere).
Ah! ah! ah! ah!
(Così è, se vi pare. L. Pirandello 1925)

di Massimo RIBAUDO

Non so come potremo giustificarci, questa volta. Il titolo dei giornali – se usassimo le categorie del 1440, quasi 1500 -, dovrebbe essere “cattolici ed ebrei impediscono ogni processo di pace coi Mori”. Ma noi crediamo – ci pare – di non vivere più quei tempi lì.

Si trattava di prendere un impegno formale e simbolico. Riconoscere lo Stato palestinese per rendere il processo di pace con Israele un elemento non più prorogabile e porre le due entità statali sullo stesso piano giuridico, con una pressione verso il governo israeliano ad ammettere il riconoscimento ed eliminando uno dei maggiori impedimenti – certo, non il solo – ad una neutralizzazione del conflitto.

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Il vero errore di Renzi

Matteo, stai sbagliando

Matteo, stai sbagliando

di Nino CHILLEMI

Sono un iscritto di lungo corso del PD, appartengo ai tanti che non hanno votato Matteo Renzi alle primarie del 2012 e ai pochi che non lo hanno sostenuto a quelle del 2013, e, se potessi tornare indietro, gli preferirei di nuovo, rispettivamente, Bersani e Civati.

Non mi considero un anti-renziano per partito preso, ma posso dire in tutta tranquillità che cinque mesi fa le mie aspettative per il nuovo corso che il PD si apprestava a iniziare erano ben diverse: pensavo che Renzi, come aveva promesso nella campagna congressuale, si sarebbe prodigato per far approvare dal parlamento in tempi brevissimi una nuova legge elettorale (necessaria soprattutto dopo la pronuncia della Consulta sul porcellum) sostanzialmente maggioritaria, ma che, in netta discontinuità con quella ideata da Calderoli, si ponesse entro i confini della decenza oltre che dei principi sanciti dalla Costituzione.

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