Sinistra è amore

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di Antonio DITARANTO

Carissimi compagni,

è un mondo strano quello che stiamo vivendo: alla temuta vigilia di una guerra globale che potrebbe segnare in modo irreversibile il destino di questo nostro straordinario pianeta. E non solo per il disastro e le distruzioni che essa inevitabilmente causerebbe, ma anche per il progressivo imbruttimento, veramente già in atto da tempo, dei rapporti tra i popoli del mondo, tra le differenti culture e il divario sempre più incolmabile tra i ricchi e i poveri della terra.

Sembra quasi che tutti, e con tutti intendo anche noi che crediamo in valori universali di fratellanza e solidarietà, abbiamo perso la bussola della speranza che un mondo migliore possa essere possibile.

Ecco, la speranza, ossia quella grande forza interiore che ha spinto sempre milioni di uomini a guardare oltre i propri confini, verso un infinito dove l’amore per le cose belle della vita possa in qualche modo costituire quell’eden dove sia finalmente possibile una coesistenza armoniosa tra tutti gli esseri viventi, la natura e le infinite cose belle che ci è stato consentito poter ammirare durante questa nostra vita. Il più bel regalo che il destino potesse farci: consentirci di ammirare questo interminabile insieme di cose di straordinaria bellezza.

La speranza appunto, cosa se non la speranza spinge ancora oggi i migranti di terre martoriate dalla fame e dalle distruzioni ad affrontare viaggi senza una meta, viaggi che si perdono nel tempo e che per tanti, per troppi purtroppo, alla fine del viaggio altro premio non c’è se non il crudele destino della morte?

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Voglia di pace

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di Vincenzo G. PALIOTTI

Sono tre giorni che sono bloccato, scioccato, cercando di scrivere qualcosa per esprimere il mio stato d’animo su quanto è accaduto a Parigi.

E’ difficile perché sono tante le emozioni che mi ha provocato quella strage, ma penso anche a quanto è accaduto a Beirut, e sta avvenendo in Siria, e contro il popolo curdo, a quello che ogni giorno avviene in Palestina e mi rendo conto come sia triste fare discriminazione anche in queste circostanze, considerando una più importante dell’altra solo perché una provocata nel cuore della cosiddetta civiltà ed un’altra in posti dove, secondo alcuni, è da considerarsi quasi “normale”, tanto normale da non costituire più nemmeno notizia.

Ma non siamo noi quelli della “Livella” di Totò che spesso tiriamo fuori per ricordare a tutti che la morte rende uguali? Che è l’unico atto di giustizia sul quale possiamo contare perché questa “tratta” alla stessa stregua il potente, il ricco, il prepotente e il povero, il negletto, il diverso? Dove è finito quindi tutto questo?

Io non l’ho trovato in questi due giorni se non da parte di chi ha veramente capito che la tragedia non era solo quella di Parigi, che non appartiene solo ai francesi o a noi perché hanno “violato” la nostra civiltà: quando si tratta di violenza non c’è posto al mondo dove questa può essere giustificata o addirittura considerata “quasi normale”.

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Io non so cos’è l’IS

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di Vincenzo SODDU

Io non so più cosa sia l’IS.
Ne ho scritto tante volte, ma mi sono reso conto di averne sempre parlato soltanto come di una sigla.
L’IS si infiltra in Siria, l’IS schiaccia gli Sciiti in Iraq, l’IS sbarca in Libia…
Ma cos’è di preciso l’IS?
Non lo so più, lo ammetto, e non mi fido più di tanto dei commentatori internazionali, degli esperti di geopolitica, dei proclami dei Capi di Stato.
Arrivati alla mia età dovrebbe bastare la propria capacità critica.

Ecco, allora, forse so cosa non è l’IS.
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Dove inizia la Pace

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di Monica NOBILE

Sono stanca di sentire per la strada, al bar, in ogni dove discorsi chiusi e beceri, battutacce, lagne, offese verso altri cittadini colpevoli soltanto di appartenere a diversi paesi, culture e razze.
Sono stanca, proprio stanca delle intolleranze e dei vuoti discorsi pseudo-politici che addossano colpe a chi colpa non ha. Ho ritirato fuori una lettera, scritta per gli amici dell’associazione genitori si diventa.
La pubblico dedicandola a tutti i genitori che hanno la voglia e la pazienza di accompagnare i propri figli lungo la strada verso la cultura, la pace e la convivenza.

Caro genitore, siamo un’Associazione di famiglie adottive che ha posto al centro della propria attività la responsabilizzazione dei genitori come premessa fondamentale per la tutela dei bambini e delle bambine.

L’esperienza dell’adozione ci ha portati a riflettere profondamente sul ruolo genitoriale, non solo in relazione all’adozione ma più in generale rispetto al compito educativo ed alle ricadute che l’agire educativo ha nella società. In questi ultimi tempi ci sentiamo preoccupati e spaventati dal moltiplicarsi di episodi di razzismo nel nostro paese.

Pensiamo che tacere, alla lunga, significhi diventare responsabili o quantomeno complici di una società violenta e intollerante.
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Non ho confini

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di Giuseppe CARELLA

Vera o falsa che sia la notizia che i capi di Hamas siano milionari e vivano nel lusso, non sposta di un millimetro l’idea che ogni guerra è voluta ed è funzionale solo all’interesse di pochi, e si basa sempre su interessi economici o per la conservazione di posizioni dominanti. Non vi è e non vi può essere alcuna altra ragione. Sono false, ipocrite le motivazioni ufficiali basate sulla difesa di identità culturali, religiose, territoriali e altro ancora.

Ho da tempo maturato l’idea che questo nostro piccolo mondo, suddiviso in centinaia di stati, in realtà gli unici confini che ha all’interno di esso sono quelli naturali , dei fiumi, dei monti, dei mari. E all’esterno, l’unico confine è quello della atmosfera terrestre. Negli infiniti universi che non conosciamo, la Terra è un pallino piccolissimo, insignificante, sia pur splendida, che l’avidità umana sta inesorabilmente distruggendo.

In questi giorni dell’estate 2014 assistiamo con un senso di impotenza che ossessiona il cervello, al massacro di vite umane, non importa se civili o meno. Sono esseri umani, adulti, vecchi, bambini. Uccisi mentre giocano o sono in ospedale a curarsi, mentre volano ignari nel cielo per lavoro, svago o per affari.

Quasi 600 morti ad oggi 22 luglio, nell’indifferenza generale.

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Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti…

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di Ivana FABRIS

“Che li ammazzino tutti, sono tutti terroristi”
“Il medio-oriente è sempre stato così”
“Gli arabi sono crudeli”
“Laggiù è sempre stato un ginepraio, è nella loro natura”
“Ma ti preoccupi per i palestinesi con tutti i problemi che abbiamo qui?”
“Se anche sparissero dalla faccia della terra non si accorgerebbe nessuno”
“Mandare soldi perchè non hanno fondi per i soccorsi? E a noi chi li dà i soldi quando abbiamo bisogno?”

∼∼∼

Ormai non hanno nemmeno più gli ospedali, a Gaza.
Lo hanno bombardato l’ospedale.
Chi è ancora vivo ha solo gli occhi per piangere, chi è ferito deve solo morire.

E oltre a quelli che addirittura quasi sostengono e parteggiano per questo vergognoso attacco contro la popolazione inerme, di fatto, all’occidente e alla massa del popolo italiano, importa se muoiono uomini, donne, vecchi e bambini?
In fondo loro sono là, distanti da noi e dalle nostre quotidianità così preziose. Continua a leggere

Pensieri di Sinistra (a pugno chiuso)

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di Giuseppe CARELLA

Non si fa alcuna fatica a riconosce l’autore di queste riflessioni, scritte oltre un trentennio fa. Ho
solo cambiato la parola “comunista” con “Sinistra”. E sembrano scritte oggi.
Ma allora, se sono ancora valide, perché sono cadute nell’oblio?

Da ragazzo c’era in me un sentimento di ribellione. Contestavo,se vogliamo usare una parola di moda, tutto. La religione, lo Stato,le frasi fatte e le usanze sociali [..] Penso che la mia migliore qualità sia quella di non aver abbandonato gli ideali della mia gioventù e di essere
ancora oggi di sinistra, smentendo il percorso per cui si è rivoluzionari a 20 anni, socialdemocratici a 30, moderati a 40 anni, fino ad arrivare con l’età ad essere reazionari e rinnegare gli ideali della propria gioventù
”. Continua a leggere

Torniamo a scuola

(immagine dal sito civati.it)

(immagine dal sito civati.it)

 

di Massimo RIBAUDO

Il 17 maggio scorso per l’iniziativa “La traversata della Sardegna” si è tenuto un seminario su “Giovani e formazione politica“. Queste brevi note sono indirizzate a tutti i partecipanti e a coloro che ritengono che la formazione, in un partito politico, sia il primo, il necessario, tra gli elementi fondamentali della sua attività.

Oristano è una città che mi è molto cara. Lì ho compreso che i cittadini vogliono lealtà, progetti, prosperità.
E ho capito che una componente tenace, ma minoritaria, della classe politica ed amministrativa locale persegue il tentativo di sfruttarli, raggirarli, impedirgli di partecipare attivamente e di costruire il proprio futuro. Il futuro per i piccoli clan locali deve essere solo per pochi privilegiati. Il più possibile incapaci ed ignoranti, ma uniti fra loro da patti di potere. A Oristano, così come in altre parti d’Italia, ho avuto modo di constatare quello che ha poi enunciato Fabrizio Barca in modo mirabile: la cittadinanza sa molte più cose di quella che si chiama classe dirigente, e, presto o tardi, il modello sociale ed economico, e quindi politico, cambierà. Inevitabilmente. Senza rivoluzioni.

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