É unione civile quella di Verdini per il governo Renzi

AARenzi-Verdini

 

di Luca SOLDI

Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha sofferto non poco prima del voto.
Al termine della discussione nell’aula del Senato sul ddl Boschi ha preso la parola per la replica. É rimasto soddisfatto delle sue parole.

Dopo l’intervento le dichiarazioni di voto e quindi la votazione: il disegno di legge è stato approvato in terza lettura con 180 sì, 112 no e un astenuto. Il testo adesso dovrà tornare ora alla Camera, che fra tre mesi potrà votare in via definitiva.

Un margine ampio: 19 voti in più dei 161 richiesti dalla maggioranza assoluta prevista dall’articolo 138 della Costituzione per il secondo voto sulle riforme costituzionali. Continua a leggere

Felice Besostri: la revisione costituzionale del Senato è tutta da modificare

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di Felice BESOSTRI

[da una nota di  Nadia Urbinati]

Una revisione costituzionale ampia, come quella di cui si discute, fatta da un Parlamento, la cui composizione è stata dichiarata incostituzionale, avrebbe dovuto richiedere un confronto ampio per trovare un consenso almeno superiore ai 2/3. Non per evitare il referendum confermativo, poiché una delle norme da cambiare era proprio quello che lo escludeva in presenza di questo quorum.

Il Patto del Nazzareno non bastava. In ogni caso è nella discussione pubblica che si assumono gli impegni e non in segrete stanze e senza un testo scritto da mostrare urbi et orbi. Ora i nodi stanno giungendo al pettine e chi vuole la riforma ad ogni costo non può contare, per ragioni di dignità politica propria, su profughi o transfughi per ottenere una risicata maggioranza.

L’accordo sul superamento del bicameralismo paritario è vasto e quindi la revisione, non chiamiamola riforma per rispetto di questa parola, poteva procedere spedita.

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Il Catasto: una riforma che non arriva mai

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di  Marzia BERNARDINI

Rinviata la Riforma del Catasto: il Governo dice: «Troppo alto il rischio di far aumentare le tasse», ma per chi di preciso?

Sulla decisione del Governo di rimandare la discussione della tanto attesa riforma del Catasto, sembra abbia pesato l’osservazione fatta da Daniele Capezzone (già radicale, adesso PDL).

Capezzone, in qualità di relatore della legge in Parlamento, pare infatti che abbia messo in guardia il Governo circa il rischio di un aumento generalizzato delle tasse sulla casa, provocando nuovi ed ulteriori salassi per le tasche degli italiani, in un momento già così difficile. E così il nostro Premier Renzi, ha deciso di togliere il relativo decreto dall’ordine del giorno del consiglio dei ministri, fino a data da destinarsi.

Ma davvero sarebbe un salasso a tappeto per le nostre tasche, oppure sarebbe un salasso solo per le tasche di qualcuno ed in particolare per chi le tasche ce l’ha già belle piene da un pezzo?

Vediamo qual è il succo di questa riforma, ma proprio in forma scarnificata, tralasciando categorie catastali e sigle e attenendoci semplicemente ai concetti fondamentali sui quali si fonda.

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Sandra Bonsanti: difenderemo la Costituzione ad ogni costo

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La Redazione

L’intervento di Sandra Bonsanti: uno dei più appassionati ed intensi tra i tanti contributi ascoltati all’Assemblea della Coalizione Sociale del 6-7 Giugno a Roma.

Quello che dice è la verità. Stiamo per assistere al passaggio dalla nostra democrazia costituzionale, ad una democrazia autoritaria supportata da poteri economici che espressamente ritengono la Costituzione, i suoi principi, il suo orientamento sociale e democratico, un “impiccio” da rimuovere perchè contrastante con i propri interessi finanziari.

Dobbiamo lottare, quindi. Perché dopo aver modificato in senso verticistico e autoritario l’organizzazione e la forma dello Stato, Matteo Renzi e le forze economiche “che lo hanno messo lì”, potranno, in caso di ottenimento della maggioranza nell’unica Camera, addirittura modificare gli articoli della Prima parte della Costituzione.  Potranno modificare l’art. 1 ed eliminare il riferimento al LAVORO!

Vi sembra esagerato? Dopo quello che hanno fatto, potete fidarvi del rispetto della Costituzione da parte del Governo del Patto del Nazareno? Noi non ci siamo mai fidati. E diamo ragione a Sandra Bonsanti. Ecco perché siamo al suo fianco e a quello della Coalizione Sociale.

 

Hanno vinto loro, abbiamo perso noi

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di Massimo RIBAUDO

E’ un sette a zero che si poteva prevedere prima delle elezioni, quello di ieri 31 maggio. Certo, se si va a interpretare il “blocco” anticostituzionale che governa in tutte le regioni italiane come composto da più leader, ha vinto Renzi in cinque regioni, Berlusconi e la Lega in una regione per ciascuno. Ma si tratta, questa è la mia idea, di una mera illusione ottica dovuta al fatto che vediamo tre società offrire lo stesso prodotto con marchi e packaging diversi.

Quello di Renzi ha una ricetta più sostenuta dai media, meno indigeribile agli occhi ed al palato di quella degli altri. D’altra parte, non li abbiamo visti uniti, grazie al patto del Nazareno, nell’attaccare il sindacato, eliminare tutele lavorative, irreggimentare la scuola in un modello aziendalistico, cancellare il modello parlamentare?

A parte qualche differenza nei toni e nei curricula dei candidati, cosa distingue Raffaella Paita (votata alle primarie PD dalla destra ligure) da Giovanni Toti, votato dalla stessa destra ligure non più sicura dei patti all’interno del Pd, visto che ancora qualcuno come Luca Pastorino ha mantenuto una sua dignità e non si è prestato a questo gioco delle parti?

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Che fare?

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di Michele CASALUCCI

Non penso minimamente che queste brevi note possano essere paragonate al peso, al valore e al ruolo avuto dallo storico e fondamentale scritto di Lenin. Né penso di potermi neppur lontanamente paragonare al grande ed illustre “piccolo padre”. La coincidenza, anzi il titolo adottato di questo scritto, deve essere considerata una mera “copiatura lessicale”.

Tenterò di individuare alcune questioni che a mio modestissimo parere, potrebbero essere una traccia di una difficile ma necessaria, iniziativa politica sul territorio.

Il quadro istituzionale.

La prima questione credo sia quella relativa all’ordine e all’assetto democratico del paese che il novello (ormai non più tale) capo del partito della nazione ha preteso e pretende di realizzare, utilizzando metodi di flagrante offesa alle istituzioni parlamentari, forzando i tempi, inventando o interpretando nel modo più antidemocratico procedure che sono passate alla cronaca con i termini più strani (“canguro”, “tagliole”, oltre alle più consuete “sedute fiume”, ecc.), forzando il dibattito dentro il suo partito, con gli altri partiti, stabilendo e modificando per strada alleanze ed affiancamenti (“patto del Nazareno” in primis), mobilitando seguaci e mainstream prezzolati nella propaganda della vulgata che non si può perdere tempo, che bisogna fare in fretta, che da queste scelte dipendono i futuri destini della nazione in senso progressivo e risolutorio.
Che da queste scelte, ormai giunte purtroppo ai suoi capitoli finali senza aver trovato i necessari oppositori ad un disegno che si tinteggia di eversione della carta costituzionale, rischiano di trasformare il futuro della nazione, mi pare purtroppo vero. Ma non in senso positivo, anzi in senso fortemente negativo. E le preoccupazioni sono molto giustificate.

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E’ cosa ‘e niente

Eduardo-De-Filippo

di Vincenzo PALIOTTI

E’ cosa ‘e niente”, cioè è cosa che conta poco e di scarsa importanza. Prima di leggere il post vi invito a guardare la clip di Eduardo De Filippo che per noi napoletani non è solo un grande commediografo ed attore ma è un filosofo, un maestro di vita.

Qualunque cosa succede “è cosa ‘e niente“, e così dalle piccole cose sbagliate, che dovrebbero essere condannate, si arriva a quelle importanti, ma oramai tanti si sono abituati a tollerare, a contestualizzare, a valutare se un reato è meno importante, ai fini della morale, di un altro. E così siamo passati sopra a tanti abusi, basti pensare alle frequenze di Rete4 che a memoria doveva essere oscurata da anni e che è ancora lì, ma la gente pensava “E’ cosa e niente” in fondo quella TV occupa tante persone, senza pensare che però chi aveva già tutto pronto – ed in modo legittimo e concorrenziale – per prendersi quelle frequenze ha dovuto licenziare, quindi creando disoccupazione oltre al danno economico e alle mancate entrate.
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Il battito d’ali di una farfalla in Grecia…

Yanis+Varoufakis+Alexis+Tsipras+Attends+New+haBtpJDAhtol

 

di Massimo RIBAUDO

La boxe mi piace solo sul ring, quindi non vorrei parlare della situazione del Parlamento italiano, istigato dai modi da bullo di Renzi a prove muscolari – nel vero senso del termine – tra maggioranze ed opposizioni continuamente variabili.

C’è sicuramente un forte nervosismo in tutti i partiti, e provo a darne una motivazione.
Il modello di organizzazione costituzionale creato dalle riforme promosse dalla Troika e dal Patto del Nazareno – noti organismi democratici – elimina la rappresentanza politica in parlamento e crea una sola camera al servizio del Presidente del Consiglio.

Si, succede anche in Inghilterra, ma lì tutti i partiti – tranne adesso l’UKIP, rispettano le convenzioni liberali e costituzionali della democrazia parlamentare da secoli. Lo scenario italiano sembra molto più dirompente e sregolato. Continua a leggere

Nazareno, mon amour

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di Ivana FABRIS

Passo dopo passo, in Parlamento e al governo, si consumano atti di un’oscenità assoluta. L’Italicum di oggi (curioso che proprio in questo giorno si voti un’altra legge truffa, oggi che ricorre l’anniversario della nascita del PCI), è solo uno dei tanti che già sono avvenuti e di tanti ancora che verranno. Però, dai, si sapeva, no?

Non credo ci volesse una laurea in scienze politiche per capire che tipo di operazione si fosse deciso di fare e i segnali c’erano tutti che se solo mi mettessi ad elencarli qui ne uscirebbe un rosario. Continua a leggere

Berlusconi. Una sentenza che non cambia nulla.

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di Vincenzo G. PALIOTTI
[Un compagno, seguace di Civati, che vuole lottare per ridare dignità alla sinistra e possibilmente a quello che considero ancora il mio partito]

Quando una sentenza può diventare una “trappola” dentro alla quale bisogna evitare di cadere. Passato il momento “caldo” è importante fermarsi e ragionarci sopra, per trarne le considerazioni corrette.

Una sentenza va sempre rispettata, anche se non risponde alle aspettative.

Negativa o positiva che sia è il frutto di lavoro di anni, di indagini, anni di dibattimenti con tutto quanto ne consegue e non può essere giudicata superficialmente. Anche quella di ieri che assolve Berlusconi è da rispettare, specialmente se si ha sempre avuto fiducia nel lavoro dei magistrati. Il punto però non è questo.

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