Piazza Fontana, 45 anni dopo

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di Ivana FABRIS

Avevo 8 anni, quel pomeriggio del 12 dicembre 1969. Un pomeriggio invernale come tanti altri, freddo e altrettanto sicuro nel tepore della mia casa, a Milano.

Poi la notizia: è scoppiata una caldaia in una banca, è morta tanta gente. Solo più tardi non era più una caldaia, era stata una bomba, una bomba in una banca in Piazza Fontana, a pochi passi dal Duomo.

Ero piccola in una famiglia di adulti e questo, oltre alla mia innata curiosità di sapere e capire, mi spingeva sempre ad ascoltare attentamente, a scrutare i volti per comprendere gli accadimenti e per capire quali fossero i sentimenti che esprimevano al di là delle parole.

E poi c’erano le domande, quelle che mi era consentito porre senza alcun problema e a cui una risposta arrivava sempre, da mio padre, soprattutto e alla mia domanda su chi fosse stato, lui rispose: “Ivana, sono stati i fascisti”. Continua a leggere

Perchè a Brescia?

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di Essere Sinistra

E’ bello sapere la verità, si dice.
Per fare cosa? Per cambiare scelte? Per conoscere i meccanismi che hanno coinvolto le nostre vite in un patto tra economia industriale e potere che oggi ci lascia tutti senza alternative e futuro?
Per sapere come si è svolta la guerra fredda tra fascisti e operai nel dopoguerra?
E dopo averlo saputo, cosa faremo?

Diventeremo migliori, più consapevoli e attenti?
Domande.

Ecco il ricordo della strage di Piazza della Loggia a Brescia, il prof. Giuseppe Casadio, insegnante e sindacalista al tempo della strage, e membro del CNEL. Dal suo discorso di commemorazione all’Università di Bologna nel 2012, gentilmente inviatoci da sua moglie, Milena Garoia, che ringraziamo.

Io, per ragioni fortuite, stavo entrando nella piazza, di fianco al Comune, proprio nel momento in cui la bomba esplodeva.
Ma non intendo raccontare quello che si vide in quella piazza, perché questo ciascuno lo può immaginare. Chi è meno giovane, anche fra i presenti, di certo avrà visto tante documentazioni – televisive, cinematografiche-, avrà letto tante cose utili a capire la violenza che lì si manifestò.
Non è di questo che voglio parlare: invito ciascuno di voi a immaginare.
Lo scenario che fa da fondale anche ad un arco di anni: avanzamento di conquiste sociali, di conquiste civili, sostenute da una parte dal movimento studentesco (il ’68) e dall’altra dal movimento operaio in grande crescita.

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