Ma stavolta, chi è il nemico?

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di Vincenzo PALIOTTI

E’ accaduto anche in passato che l’Italia abbia scelto un partner sbagliato pagandone poi dure conseguenze perché sconfitta. Non sono bastati due tragici precedenti per farci riflettere. Ci mettiamo sempre in mani sbagliate, salvo poi cambiare schieramento – cosa che gli altri chiamano “tradire” – e passare alla parte opposta. Lo abbiamo fatto nelle due guerre mondiali: un “cambiaverso ante litteram”.

Oggi nella questione della Siria e dell’ISIS, ed il ritorno sullo scenario ormai distrutto dell’Iraq, ci troviamo a “scegliere” tra la politica dei russi di Vladimir Putin e quella americana di Barack Obama e ancora una volta ci mettiamo, a parere mio, con l’alleato sbagliato. Gli USA a differenza dei russi, sono piuttosto restii ad intervenire contro l’ISIS (e vorrebbero solo colpire il governo di Assad) forse perché hanno già degli uomini tra i “ribelli” impegnati su quel territorio e temono per la loro incolumità, come hanno “candidamente” confessato/accusato: “I caccia con la stella rossa «hanno colpito i ribelli dell’Esercito libero siriano, armati e addestrati dalla Cia», ha denunciato il presidente della commissione Difesa al Senato americano, il repubblicano John McCain” (di Si.Spe. – Il Sole 24 Ore).

E questo significa anche che hanno un disegno diverso dai russi. E’ probabile che abbiano deciso di esportare la democrazia come in Iraq anche in Siria, facendo cadere Assad alla faccia dell’autodeterminazione dei popoli che è scritto anche nella loro Costituzione. E noi? Noi scodinzoliamo dietro di loro che ci chiedono anche più impegno militare, e non vediamo l’ora, come governo, di “menare le mani” per dimostrare all’alleato, ed agli altri, la nostra “potenza militare”, naturalmente in spregio alla nostra Costituzione, articolo 11 che dice: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

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Carne da barcone, carne da cannone

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di Luca SOLDI

Torna prepotente alla ribalta la strategia delle cannoniere, con il trio Pinotti, Gentiloni ed Alfano. Con la nostra Lady Europa, Federica Mogherini, a riprendere le farneticazioni della Le Pen de noartri, Daniela Santanché.

Dopo una passerella televisiva che non lascia spazio all’improvvisazione: guerra dev’essere, e guerra – stavolta con il direttore di La Repubblica in prima linea e non il Corriere del ventennio – sia.
Dopo che ormai si danno per certe la possibilità e la pervicace volontà di voler distruggere tutte le imbarcazioni presenti sulla costa libica.
Per togliere l’aria ai trafficanti di persone, si dice.

Se, però, da una parte ciò risponde all’esigenza di dare una qualche risposta, dall’altra evidenzia l’ennesima distrazione della nostra politica.
L’incapacità di voler leggere e capire quello che appare oltre il quotidiano, oltre la mera gestione del sondaggio giornaliero.

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Un progetto: scuola oggi. I percorsi della poesia.

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di Vincenzo SODDU

Sono tempi complessi, che privilegiano il calcolo, la valutazione, la programmazione e si dice che gli studenti non amino la poesia a scuola: tranne poche eccezioni, è un fatto.

C’è una poetessa e scrittrice straordinaria, oggi, e si chiama Elena Mearini, ma è difficile da proporre, nonostante i suoi versi siano splendidi, arrivino direttamente all’animo; sulle antologie non c’è e le LIM – le lavagne attive multimediali – non sono state ancora collaudate.

Elena ha scritto un bellissimo racconto in forma di versi su: “Siria. Scatti e parole“, che quest’anno ho scelto come sfrontato libro di testo, un racconto che parla di tre bambini prigionieri di uno scantinato durante uno dei tanti bombardamenti in Siria. Amir, il fratello più grande, esce allo scoperto a cercare l’acqua, ma rimane incantato di fronte al crollo del negozio di falafel di Omar. Ricorda i loro momenti felici in quel luogo, dinanzi ai vassoi colmi di falafel, e allora decide di cercarne almeno uno, superstite, che possa fare la felicità della sorellina, incurante degli spari che gli piovono accanto…

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Condominio Italia

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di Sil Bi

Immaginate un condominio che, nella sua assemblea annuale, stabilisse quanto segue:
– L’Assemblea può deliberare anche se non vi sono rappresentati i proprietari del 50%+1 dei millesimi;
– Le decisioni si intendono assunte se approvate dal 37.5% dei presenti;
– Il 37.5% dei presenti può scegliere il giudice eventualmente chiamato a dirimere le controversie che dovessero nascere a causa delle decisioni assunte.

Immaginate che queste novità venissero proposte dal nuovo inquilino del palazzo, giovane ed intraprendente, che ha ricevuto le deleghe da un buon numero di condòmini – alcuni anziani, altri in procinto di trasferirsi in un’altra città – e che il proprietario dell’appartamento del piano terra, sempre critico e brontolone, se ne fosse rimasto a casa.
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