Il “pizzo” sul corpo delle donne

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di Emanuela RISARI

Parlo per me, perché mi sono abituata ad usare qualche volta un “noi” solo dopo molto e molto confronto, scontro, amore.

Sono una di quelle che per la 194 ha combattuto davvero: nelle assemblee, in piazza, con i compagni di allora. Come molte altre.
Chiedevamo di non abortire con le pompe da bicicletta o col prezzemolo o in Inghilterra.
Chiedevamo consultori per non abortire e aborto legale e sicuro per tutte.

Alzavamo le mani nel segno della fica perché il corpo era (è) nostro e lo volevamo tutelato, se non amato.
Le alzammo anche davanti alla responsabile “delle donne” del PCI (mi pare fosse Adriana Seroni) quando nella legge passò che per le minorenni ci voleva il consenso dei genitori.
Perché io e molte altre e le più esposte eravamo minorenni. Continua a leggere

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Oltre i sermoni dei falsi profeti per la legalità

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di Luca SOLDI

L’attitudine al “pizzo”, questa volta, ha colpito, in modo duro, tutti coloro che continuano caparbiamente a credere e lottare contro le illegalità.
Il Presidente di Confcommercio di Palermo, Roberto Helg, uno di coloro che poteva considerarsi la figura paladina della lotta alle mafie, si è dimostrato invece portatore di quel male che ipocritamente condannava solo a parole.

Una tangente, un’estorsione di centomila euro, scoperta in modo plateale, lo ha incastrato inesorabilmente. Senza alcuna attenuante.
La denuncia, coraggiosa da parte di un imprenditore che si era visto fare la “richiesta” lo ha inchiodato davanti alle proprie responsabilità.
E’ stato arrestato e sembra abbia fatto alcune ammissioni, fra le quali la necessità di far fronte a debiti personali.
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