2016: il disastro economico

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[traduzione dell’articolo pubblicato da Rory HALL su ZeroHedge e su The Daily Coin]

Se guardiamo ad alcuni dei punti che si stanno cominciando ad allineare, il 2016 non potrà essere un anno molto buono per la produzione, la vendita al dettaglio o per l’economia nel suo complesso.

L’economia statunitense è per il 70% vendita al dettaglio, il che rappresenta un’insostenibile base economica comunque la si guardi. Se le persone che fanno saltare hamburger accanto al grande centro commerciale sono clienti uno dell’altro e questa è la maggior parte della vostra base economica, ritenete che essa sia sana?

Caterpillar, il cui fatturato ha rappresentato  uno dei parametri di misurazione per la crescita della Cina, nell’industria estrattiva e di costruzione a livello mondiale, è nei guai.

Guardando al più grande produttore mondiale di macchine pesanti si può ottenere un senso di ciò che accadrà nei prossimi mesi, basandosi sulle vendite di macchine Caterpillar. Nessuna vendita, nessuna costruzione e da lì si dispone di un intero sguardo sull’economia.

Il numero di altri settori che sono legati alla costruzione ed estrazione mineraria è immenso. La situazione è così grave che Caterpillar ha annunciato di dover tagliare 10.000 posti di lavoro fino al 2018, di cui 5.000 già nel 2016. Questo non fa ben sperare per la crescita economica globale.

Come abbiamo segnalato per la maggior parte del 2015 il Baltic Dry Index (BDI) [il quale riferendosi ai costi di trasporto navale delle materie prime o derrate agricole costituisce anche un indicatore del livello della domanda e dell’offerta di tali merci ndt] è stato in emorragia per tutto l’anno. In primavera il BDI era già caduto da una scogliera e molte persone piangevano a causa dello sciopero degli scaricatori di porto in California, che è cominciato nel febbraio 2015. Semplicemente, questo non era casuale e così il BDI è continuato a scivolare in basso e in due diverse occasioni ha raggiunto nuovi minimi record. Come noto, il Baltic Dry Index rappresenta il prezzo intersettoriale per navi container che trasportano materie prime in Cina, India e gli altri centri di produzione del mondo, compresi gli Stati Uniti. Con questi numeri in picchiata, ciò significa che nessuno ha bisogno di questo servizio. Dalla mia personale prospettiva, se la produzione manifatturiera non riceve materie prime ci deve essere un lento ma inesorabile calo nella produzione. Questo è uno dei primi passi nella creazione di un’economia.

Devono esserci ordinativi di prodotti per i magazzini per avere prodotti sugli scaffali.

Nessun prodotto, nessun lavoro, nessuna economia. Si possono leggere valanghe di articoli da una varietà di fonti, su questo argomento qui. È stupefacente come questo indice sia crollato e non sembra proprio che ci sarà una ripresa presto.

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La fine dell’egemonia tedesca

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[Traduzione dell’articolo di Daniel Gros The End of German Hegemony. Daniel Gros è direttore del Center for European Policy Studies a Bruxelles. Ha lavorato per il Fondo monetario internazionale, e come consulente economico per la Commissione europea, il Parlamento europeo, e il primo ministro e ministro delle finanze francese. Gros è editor di Economie Internationale e International Finance]

Senza che nessuno se ne stia accorgendo, l’asse del potere interno dell’Europa si sta spostando. La posizione dominante della Germania, che è sembrata totale a partire dalla crisi finanziaria del 2008, si sta gradualmente indebolendo – con conseguenze di vasta portata per l’Unione Europea.

Naturalmente il solo fatto che le persone credono che la Germania sia forte rafforza la posizione strategica e lo status del paese. Ma non ci vorrà molto prima che le persone comincino a rendersi conto che il principale fattore di quella percezione – che l’economia tedesca sta continuando a crescere, mentre la maggior parte delle economie dell’Eurozona hanno vissuto una lunga recessione – rappresenta una circostanza eccezionale, che presto scomparirà.

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Grillo cancella chi parla di economia reale

Un lettore del blog di Beppe Grillo, ci manda un commento che a suo tempo pubblicò sul blog di Grillo in risposta ad un articolo che scrisse Casaleggio come sintesi del suo intervento al forum di Cernobbio.
La risposta che scrisse, verteva sul fare impresa in Italia, cosa che Casaleggio auspicava con tutta la sua forza.
Il lettore si firma con il suo nickname Max Weber.
Questa risposta, gli costò una bannatura.

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Conviene fare Impresa in Italia?

(di Max Weber)

Bel post sign. Casaleggio, talmente lungo che ho dovuto dare 20 euro a mia figlia per farmelo leggere, io non sarei stato capace di farlo, tanta è grande la mia “bottatura”.
Belle intenzioni, belle parole, bei paragoni, bellissime prospettive, attento uso di termini tecnici e tecnologici, insomma una iniezione di fiducia per tutti. Occorre quindi creare nuove start-up nel terziario, ovvero nel settore dei servizi o del commercio.

Dunque, per avere un servizio occorre pagare, se tutte le nuove imprese sono di servizi, con cosa paghiamo? Con altri servizi? Perché dovrà pur esserci qualcuno che produce un qualsiasi bene da destinare alla vendita, in modo da avere il denaro per pagare questi servizi. Un po’ come, tutti fossero infermieri, dipendenti delle poste, forze dell’ordine, medici, dipendenti comunali e via dicendo, questa gente con cosa verrebbe pagata, se tutti fossero assunti nelle imprese di servizio a dare servizi e non a produrre?

L’indirizzo giusto da dare allora, è quello di promuovere la produzione di beni tecnologici o assimilati, produrre un bene e non dare un servizio. Ma anche in questo caso, l’intenzione di creare una start-up, verrebbe subito scartata, vuoi per l’alto costo del lavoro in Italia (sarebbe più conveniente produrre in Corea o in Cina) ma anche per quello delle materie prime, con il risultato di avere il prezzo del prodotto non concorrenziale, quindi invendibile.

Se volessi poi dare dei consigli a Gianroberto, egli dovrebbe essere in grado di capire alcune formule economiche, come il Teorema di Modigliani-Miller oppure il criterio di efficienza di Kaldor-Hicks, ma anche l’efficienza paretiana dell’economista Vilfredo Pareto, esse rappresentano i cardini per un corretto sviluppo economico, in cui tutti siano pagati (e non sottopagati) adeguatamente per il loro lavoro.

Fare impresa in Italia con le attuali forme di tassazione, è praticamente impossibile, dovete crederci, anche se a dirlo sono io e non il sign. Casaleggio.

 

 

(immagine dal web)