I privilegiati e gli umiliati

povero

di Immacolata LEONE

L’ingiustizia dello Stato e nello Stato la si trova ovunque ormai, negli obbrobri nuovi e in quelli vecchi.

Pongo all’attenzione uno scritto rilasciato dalla ASL per l’esenzione del tiket sanitario:
Rientrano nella categoria dei disoccupati esclusivamente coloro che hanno perduto una precedente occupazione alle dipendenze , quindi non un’occupazione autonoma e libero professionale”.

Lo sanno pure i piccioni, i cani, i gatti e i topi che ci sono titolari di partita IVA sul lastrico, che non hanno più niente. NIENTE: sono ferme perché è fermo il mercato.

In pratica se hai avuto un reddito fino a 8000 euro circa come dipendente hai diritto all’esenzione e pure alla disoccupazione (ed è giusto), se non hai avuto nessun reddito ma sei detentore di P.IVA lo Stato decide che non hai diritto a nulla: NULLA!

E’ lo Stato che crea, fomenta, aizza, condanna alle differenze sociali: ci sono i privilegiati (quelli veri sono coloro che dividono sempre più coloro che dipendono da un reddito) e gli umiliati.
Devi fare delle analisi importanti per tuo figlio, mica un capriccio.

Sul momento ti assale una sensazione di rabbia non verso l’impiegata del CUP che ti guarda con un aria di sufficienza tipica di chi non sa cosa fare, né cosa sia succedendo.

No, nella tua rabbia c’è frustrazione e costrizione sia fisica che psicologica, potresti perdere il controllo, ti si irrigidisce la muscolatura, diventi irrequieto e senti un caldo bruciante.

La voce si fa più intensa, il tono sibilante, a tratti stridulo. Senti accelerare il battito cardiaco, senti aumentare la pressione arteriosa e la tensione muscolare e la sudorazione.
In tutto questo frangente, con il tuo tipico aplomb ti dirigi alla macchina, entri e mentre pensi di spaccare la faccia a qualcuno, scoppi in un pianto liberatorio, ma impotente.

E senti che l’unica cosa da fare è una rivoluzione VERA.

Il talento del dolore

amici
di Monica NOBILE

Giorgio, lo chiamerò così, ha tredici anni. E’ stato adottato all’età di quattro anni. E’ in perenne tumulto, fisico ed emotivo. Con la scuola fa fatica. O meglio, gli insegnanti fanno fatica con lui. Disturba, ha improvvisi attacchi di aggressività verso i compagni, interviene a sproposito.
Gli insegnanti, in questi anni, hanno sovente telefonato ai genitori, chiedendo di venire a riprenderselo perché non sapevano come tenerlo.
In quinta elementare tanta era la difficoltà che la famiglia è stata caldamente invitata a ritirarlo da scuola, così Giorgio ha seguito un percorso di educazione parentale e ha fatto gli esami da privatista. Quando è arrabbiato vede rosso, spacca, alza la voce, cerca lo scontro fisico.
Sta meglio con gli adulti, forse perché i coetanei sono spaventati dalle sue modalità irruente e bizzarre.
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