“Chi vince governa”, ha detto De Luca. Quando gli sceriffi sono come i banditi

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di Vincenzo PALIOTTI

Continua la polemica a distanza tra il neo eletto presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e Rosy Bindi sulla lista degli “impresentabili”. “L’iniziativa dell’onorevole Rosaria Bindi è grave sul piano umano, diffamatoria e gravissima sul piano politico – ha dichiarato De Luca ai microfoni del Tg1 – è chiaramente un tentativo di colpire il presidente del Consiglio”. De Luca, che ieri si è intrattenuto a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Matteo Renzi per più di un’ora, è tornato a parlare del suo inserimento nella lista degli “impresentabili” a due giorni dalle elezioni da parte della Commissione Antimafia presieduta dalla stessa affermando che quello della Bindi è “chiaramente un tentativo di colpire il presidente del Consiglio”.

Questa la dichiarazione di Vincenzo De Luca all’uscita dall’incontro avuto con Matteo Renzi, parole pesanti e gravissime, rappresntano una vera e propria dichiarazione di guerra a chi combatte contro l’illegalità, contro le organizzazioni criminali. Una dichiarazione di guerra allo Stato di diritto.

Naturalmente di questa dichiarazione è certamente al corrente il premier e se è stata data è anche perché questi approva e condivide.

Un Presidente del Consiglio, quindi, che si mette dalla parte di chi viola la legge e critica chi la legge la deve e la vuole far rispettare. Al di là della questione morale che ormai non interessa più a nessuno, se mai è stato così, questa presa di posizione è molto grave proprio nella giornata in cui è scoppiata in tutta la sua virulenza la questione di Roma: il cancro di Mafia Capitale.

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Condominio Italia

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di Sil Bi

Immaginate un condominio che, nella sua assemblea annuale, stabilisse quanto segue:
– L’Assemblea può deliberare anche se non vi sono rappresentati i proprietari del 50%+1 dei millesimi;
– Le decisioni si intendono assunte se approvate dal 37.5% dei presenti;
– Il 37.5% dei presenti può scegliere il giudice eventualmente chiamato a dirimere le controversie che dovessero nascere a causa delle decisioni assunte.

Immaginate che queste novità venissero proposte dal nuovo inquilino del palazzo, giovane ed intraprendente, che ha ricevuto le deleghe da un buon numero di condòmini – alcuni anziani, altri in procinto di trasferirsi in un’altra città – e che il proprietario dell’appartamento del piano terra, sempre critico e brontolone, se ne fosse rimasto a casa.
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Un consumatore consapevole di politica

Carosello

di Giuseppe CARELLA

L’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani vede crescere la popolarità del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il consenso al PD. Continua la luna di miele, dicono i sondaggisti. Non posso fare a meno di domandarmi se sono uno dei pochi a non aver capito nulla o se invece accade altro.

Mi ritengo un consumatore consapevole, nel senso che faccio i mie acquisti di ogni prodotto compiendo ogni sforzo per essere influenzato il meno possibile dalla pubblicità. Mi informo, sulle caratteristiche, sul prezzo, metto in concorrenza i prodotti della medesima categoria e solo dopo decido quale acquistare.

Soprattutto non faccio mai acquisti definiti dagli esperti d’impulso. Per intenderci, quelli che anche se non ti servono, quando vai al supermercato il loro posizionamento sugli scaffali, studiato con una perfida strategia, ti spingono ad allungare le mani e metterli nel carrello, sospinti in precedenza da un battage pubblicitario infinito.

Questi principi, derivanti anche da una modesta quanto autodidatta conoscenza delle tecniche di vendita, li applico da tempo anche per “consumare” gli accadimenti politici. Finita l’epoca della adesione a prescindere al Partito, usando quel poco di Q.I. che posseggo, mi informo, leggo, approfondisco, metto a confronto le opinioni e poi decido il mio pensiero, soppesando i pro e i contro.

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Nulla è più anarchico del potere

Pasolini

 

Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economica, che sfugge alle logiche razionali. Io detesto soprattutto il potere di oggi.
Ognuno oggi ha il potere che subisce, è un potere che manipola i corpi in una maniera orribile e che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o Hitler. Manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore istituendo dei nuovi valori che sono valori alienanti e falsi.
I valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama: “un genocidio delle culture viventi”.

Sono caduti dei valori e sono stati sostituiti con altri valori sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti con altri modelli di comportamento. Questa sostituzione, non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dagli illustri del sistema nazionale. Volevano che gli italiani consumassero in un certo modo e un certo tipo di merce e per consumarlo dovevano realizzare un altro modello umano.

Il regime, è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente a ottenere, il potere di oggi, il potere della società di consumi è riuscito a ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari.

E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. È stata una specie di incubo in cui abbiam visto l’italia intorno a noi distruggersi, sparire e adesso risvegliandoci forse da quest’incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare.
L’uomo è sempre stato conformista. La caratteristica principale dell’uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse più principalmente l’uomo è narciso, ribelle e ama molto la propria identità ma è la società che lo rende conformista e lui ha chinato la testa una volta per tutte agli obblighi della società.

Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così l’uomo si meccanizzerà talmente tanto, diventerà così antipatico e odioso, che, queste libertà qui, se ne andranno completamente perdute.

Pier Paolo Pasolini

 

(proposto da Andrea Nobile)