Puntare strategicamente ad un centrosinistra senza il PD

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Di Antonello BADESSI

Ormai è assunto, al di là di ogni ragionevole dubbio, che spazi di alleanza tra la sinistra (principalmente SEL) e il PD non esistono più. C’è una eredità di giunte comunali e regionali. Quelle regionali sono sempre di meno e se va bene ne verranno fuori tre, tra quelle dove si vota, più le sei dove attualmente ancora governa il centrosinistra. Nelle giunte comunali la collaborazione diviene sempre più difficile.

Detto questo, resta irrisolto il problema che in Italia, per struttura sociale, ad oggi, la sinistra da sola, anche nella migliore delle ipotesi, non può avere la maggioranza politica. Quindi questo problema va affrontato.

Come? Allora affrontiamolo in termini di contenuti.

È chiaro che ciò significa che il programma non può essere solo radicale ma deve tenere conto di interessi – se non contrastanti perché una scelta di campo va comunque fatta -, quanto meno da amalgamare.

Penso a lavoratori, disoccupati, precari, donne escluse o discriminate nel mondo del lavoro, piccola e media impresa, professionisti.

La scelta di campo deve essere opposta a quella della grande finanza turbo-capitalista, ma non dell’impresa in sé.

Ci vuole un programma di sostegno all’economia reale, pubblica e privata, e di contrasto alla rendita finanziaria in tutte le sue deformazioni, derivati e BOT compresi.

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