Gli onanisti della Leopolda

leopoldaboschi

di Vincenzo G. PALIOTTI

Non c’è tanto da girarci intorno alla Leopolda per darle una definizione. Sic et simpliciter si può definirla “una enorme masturbazione mentale”, alla quale ammettono solo chi vive di queste pratiche.

Egli, il premier/segretario, la definisce sogno e invece è proprio l’espressione più chiara di chi si autocompiace con la pratica onanista. Woody Allen definisce l’autoerotismo “un modo di fare l’amore con la persona alla quale si vuole più bene”. Ed è esattamente così.

Si riuniscono tutti insieme come ad un congresso di “cultori della pratica” ed alla fine tirando le somme hanno goduto da soli senza coinvolgere che il loro ego, le loro enormi figure retoriche di un conservatorismo dei più scellerati ed antiquati possibili perché non conoscono ostacoli ai loro “sogni”.

Camminerebbero su un tappeto di cadaveri di amici e parenti pur di arrivare all’orgasmo dell’autocompiacimento narcisistico.

Ed è così perché sanno che al di fuori di quel contesto non si gode, si soffre della più grave crisi del mondo occidentale negli ultimi cento anni, si lotta per volerli sradicare dai loro posti, questi ignoranti di democrazia, di politica: affamati solo di potere, di benefici, di soldi.

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Il candidato ideale per la Campania: l’impresentabile

demitadeluca

di Vincenzo G. PALIOTTI

Ho letto l’articolo di Roberto Saviano sulla “squadra” che De Luca sta presentando in Campania per le regionali e questo mi ha fatto fare un salto all’indietro di circa 40 anni. Sono tornato a quando cioè vivevo ancora nella mia amata città partenopea e dovevo sbarcare il lunario, trovarmi un’occupazione per costruirmi un avvenire. Checché ne dica il nostro premier/segretario che plaude sia a De Luca che ai suoi accoliti, e parla di modernizzazione, io vedo in tutto questo un ritorno al vecchio. Un ritorno a quando con un diploma in tasca, tante speranze e tanta buona volontà se non univi a tutto questo una “buona conoscenza” politica dovevi dimenticarti di trovare lavoro e se lo trovavi lo trovavi alle solite condizioni, lettera di dimissioni in bianco. Vedo che a parte la lettera che non serve più, c’è il Jobs Act a “tutelare” i datori di lavoro, non è poi cambiato più di tanto rispetto al 1978, anno in cui fui “costretto” a lasciare Napoli.

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A chi giova bruciare un SUV?

scontri-manifestazione

di Andrea PROVVISIONATO

E’ curioso come ieri a Bologna siano state spaccate teste senza tanti problemi agli studenti e insegnanti che contestavano Renzi pacificamente, da quegli agenti che sono stati lodati a Milano per la loro “professionalità” e “moderazione”.
E’ curioso come un corteo di 20/30mila persone che ha sfilato per le strade di Milano pacificamente e con concrete proposte, al grido Noexpo, sia stato mediaticamente oscurato da 300 persone che hanno messo a ferro e fuoco, non una città, come è stato scritto da tutti, ma solo una o due vie del capoluogo lombardo.

E’ inutile bollare i Black Bloc come “vandali figli di papà”, come ha fatto i nostro solerte e sempre attento presidente del Consiglio. Non lo sono e non aiuta ad inquadrare il problema.
I ragazzi vestiti di nero, che spaccano vetrine e bruciano suv, non vengono dai quartieri bene della Milano da bere. E neanche dalle officine metalmeccaniche delle fabbriche torinesi. Sono quello che una volta era considerato il sottoproletariato, che è il vero proletariato di oggi. Sono giovani europei che vivono di lavori sottopagati in nero. Sono ragazzi che vivono in appartamenti occupati o dividendo in 6 l’affitto di un appartamento di 3 stanze, nelle periferie più grigie delle nostre città, per la modica cifra di 1000 euro mese. Sono persone che vivono di lavori stagionali o giornalieri. Sfruttati, senza norme di sicurezza. Uno di loro una volta mi ha detto: “Sai come ci pagano gli straordinari a noi che montiamo palchi per i grandi concerti delle superstar americane? In cocaina. Capisci? Ti drogano così poi sputi ancora più sangue”.

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