Berlusconi. Una sentenza che non cambia nulla.

ruby

di Vincenzo G. PALIOTTI
[Un compagno, seguace di Civati, che vuole lottare per ridare dignità alla sinistra e possibilmente a quello che considero ancora il mio partito]

Quando una sentenza può diventare una “trappola” dentro alla quale bisogna evitare di cadere. Passato il momento “caldo” è importante fermarsi e ragionarci sopra, per trarne le considerazioni corrette.

Una sentenza va sempre rispettata, anche se non risponde alle aspettative.

Negativa o positiva che sia è il frutto di lavoro di anni, di indagini, anni di dibattimenti con tutto quanto ne consegue e non può essere giudicata superficialmente. Anche quella di ieri che assolve Berlusconi è da rispettare, specialmente se si ha sempre avuto fiducia nel lavoro dei magistrati. Il punto però non è questo.

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Cattivi maestri

Manifestazione Tribunale di Milano

 

di Andrea NOBILE

Succede una volta ancora, succede per un fatto scabroso, indecente, imperdonabile.
Succede di veder ridicolizzata una sentenza definitiva, che dovrebbe rendere giustizia a chi ha subito un grave torto.

Vedere, per l’ennesima volta, il volto della madre di un ragazzo ammazzato dalle legnate degli uomini in divisa, mi provoca un dolore vero.
Vedere il viso di quella madre, in ragione dell’applauso ai carnefici di suo figlio, mi provoca sofferenza.

Se alcuni poliziotti abusano del loro potere e picchiano fino ad ammazzare un giovane ragazzo è raccapricciante.
Se i loro colleghi, riuniti in corporazione, li applaudono a scena aperta, è disgustoso. Chi ci dovrebbe difendere ci ammazza di botte e applaude anche a questo orribile abuso.
Se la mano violenta della polizia è, purtroppo, qualcosa già avvenuto in passato, la standing ovation è una pericolosa novità.
Una pericolosa e fascista novità.

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