La morte: fermo immagine assoluto e totale

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di Franz ALTOMARE

 

Abbiamo due tipi di morale fianco a fianco:

una che predichiamo, ma non pratichiamo,

e un’altra che pratichiamo, ma di rado predichiamo.
(Bertrand Russell)

La morte assume sempre la forma e il colore di un corpo.
Certo che conta il contesto dove un’immagine viene pubblicata ma conta soprattutto il profilo e le finalità di chi la pubblica.
E vedo che su  Essere Sinistra si sta discutendo,  tra le altre cose, di guerre e di immigrazione.

Vorrei che si arrivasse a documentare sempre di più il legame causa-effetto tra la predazione delle risorse in Africa perpetrata dalle multinazionali con l’avallo esplicito dei governi cui fanno riferimento (compreso quello italiano),
la complicità delle oligarchie governative africane corrotte e indebitamente arricchite, la destabilizzazione politica del continente nero costruita a tavolino nelle stanze del Pentagono e della Casa Bianca che fomentano guerre per nutrire I’Impero dove interessi geostrategici e business,  compreso quello delle armi, coincidono sempre.

Se poi non si colgono queste relazioni consequenziali e infernali, e non si vuole vedere che persino l’ipocrita Unione Europea, “della pace e dei popoli”, forte anche,e soprattutto, per la propaganda di una sinistra di sistema asservita al neoliberismo e ai dominatori del mondo,  è anche l’altra faccia della NATO che sostiene e combatte guerre d’affari per il suo alleato americano;

se gli USA vengono visti da certi che ancora hanno l’impudenza di dichiarsi di sinistra come il migliore dei mondi possibili, e versano lacrime di coccodrillo ma dimenticano che anche soldati italiani sono stati attori in diversi ruoli in questo film dell’orrore, in Iraq, Afganistan, Libia, nei bombardamenti su Belgrado nel 1999 durante un governo di sinistra a guida Massimo D’Alema, in Ucraina sempre a diverso titolo in un’altra guerra creata a tavolino,
guerra strategica e di trivellazione voluta sempre dal premio nobel per la pace Obama;

se la democrazia americana per certa gente (di sinistra?) diventa addirittura un modello cui ispirarsi;

se in tutti questi anni si è preferito voltare lo sguardo dall’altra parte per non vedere, per non capire, perché non conviene e non è remunerativo, capire, se ancora oggi di fronte ad una foto cruda, terribile ma maledettamente reale perché la morte diventa reale nel preciso istante in cui un corpo cessa di vivere, si preferisce polemizzare sull’opportunità o meno di rappresentare la morte per quello che è,
un FERMO IMMAGINE ASSOLUTO E TOTALE,

se chi obietta perché non si parla del fenomeno e critica chi sceglie di far vedere, li mette sullo stesso piano di chi con tutte le immagini, di vita o di morte fa sciacallaggio;

se queste persone poi, per misteriose ma intuibili ragioni non riescono a trarre la conclusione politica più logica e coerente che implica una messa in discussione più generale del sistema con tutto quello che consegue;

se queste persone criticano le scelte di chi rappresenta queste immagini proprio perché inguardabili ma utili per mettere di fronte a una scelta che deve essere etica e politica insieme;

se tutto questo accade forse è perché per certe persone queste immagini di dolore e di morte sono davvero insostenibili…. oppure riflettono la falsa coscienza non di chi è cieco ma di chi non vuol vedere.

Incubo 1918

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di Giovanni PUNZO

Tutti presi a celebrare o a maledire il ritorno della Guerra Fredda, ponendo però attenzione solo sugli ultimi decenni di storia dell’Europa orientale, non riusciamo a capire la vera natura dell’incubo che agita i sonni di Mosca. Ancora una volta l’elemento chiave per capire alcuni aspetti della vicenda ucraina è la Prima Guerra mondiale, o meglio una delle sue conseguenze quale fu la dissoluzione dell’impero zarista a occidente.

Mi riferisco in particolare alla situazione immediatamente successiva al trattato di Brest Litovsk (1918), che comportò la perdita della Polonia, dell’area baltica, della Finlandia e a sud la profonda penetrazione austro-tedesca nello spazio dell’attuale Ucraina, compresa la Crimea ed oltre. In altre parole si tratta dell’incubo di una catastrofe geopolitica, dopo che dai tempi di Pietro il Grande il limes occidentale dell’impero russo dal Baltico al mar Nero era durato trecento anni, e cioè dalla battaglia di Poltava (1709), sconfitta definitiva degli svedesi.

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Benché non sempre siano correttamente trattati e nemmeno conosciuti, i pericoli dell’attuale crisi ucraina sono molteplici intrecciandosi e interagendo con i paesi baltici, la Polonia e la Germania, ma anche l’Unione Europea nel suo complesso e le relazioni con gli Stati Uniti. In altre parole, e benché in Asia i pericoli di un conflitto che coinvolga Cina, Giappone e Usa sono probabilmente maggiori, l’Ucraina è oggi fonte di grande preoccupazione e tensione.

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Il battito d’ali di una farfalla in Grecia…

Yanis+Varoufakis+Alexis+Tsipras+Attends+New+haBtpJDAhtol

 

di Massimo RIBAUDO

La boxe mi piace solo sul ring, quindi non vorrei parlare della situazione del Parlamento italiano, istigato dai modi da bullo di Renzi a prove muscolari – nel vero senso del termine – tra maggioranze ed opposizioni continuamente variabili.

C’è sicuramente un forte nervosismo in tutti i partiti, e provo a darne una motivazione.
Il modello di organizzazione costituzionale creato dalle riforme promosse dalla Troika e dal Patto del Nazareno – noti organismi democratici – elimina la rappresentanza politica in parlamento e crea una sola camera al servizio del Presidente del Consiglio.

Si, succede anche in Inghilterra, ma lì tutti i partiti – tranne adesso l’UKIP, rispettano le convenzioni liberali e costituzionali della democrazia parlamentare da secoli. Lo scenario italiano sembra molto più dirompente e sregolato. Continua a leggere

Fermiamoli!

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di Giuseppe CARELLA

Sì, fermiamoli davvero.
I nuovi criminali di guerra, gli Obama, i Putin, le Merkel e anche i Renzi. Per quel poco che conta lui nello scenario internazionale.
E fermiamo tutti gli altri, che in zone diverse del pianeta, inscenano guerre ad uso e consumo di pochi, non certo delle migliaia di vittime, uomini, donne, bambini, bianchi, negri, gialli, cristiani, musulmani, sciiti, atei che ci rimettono la loro unica esistenza.

Fermiamo gli imbecilli. Fermiamo gli imbecilli che sostengono anche solo con un commento le azioni criminali. Non importa se a favore degli uni o degli altri, qualunque posizione assuma a favore della guerra rimane un imbecille. Perché non ha ancora compreso l’unica verità: ogni guerra, da sempre, nasconde solo l’avidità di pochi. Continua a leggere

Se i morti potessero parlare…

Nell'ordine:  - La guerra in Ucraina - I migranti morti - La fa me in Grecia

Nell’ordine:
– La guerra in Ucraina
– I migranti morti
– La fa me in Grecia

 

di Ivana FABRIS

…direbbero a noi tutti che siamo egualmente colpevoli.
Lo siamo perchè ormai siamo così infarciti dalla propaganda che non ci accorgiamo che sullo scenario internazionale, su questa grande scacchiera della partita che si gioca tra il neoliberismo e l’umanità, non esistono distinzioni di sesso, razza o religione. Non ci accorgiamo che siamo tutti indifferentemente sacrificabili, che con la causa occasionale di turno, siamo tutti carne da macello per ingrassare la pancia di chi sfrutta e affama.

Nel Mediterraneo altri morti, altre vittime innocenti di un sistema di potere gestito da potenti fazioni religiose e dai signori della guerra di turno che li spinge a cercare altrove un brandello di pace e di speranza, vittime di un’Europa la cui governance al servizio della banche e della grande finanza, cassa un progetto come Mare Nostrum in cambio di Triton e il nostro Ministro Alfano, ci racconta che questo nuovo metodo di sterminio, non lo finanziano mettendo le mani nelle nostre tasche, come invece avveniva per Mare Nostrum e non c’è bugia più grande perchè quel progetto è andato avanti sottraendo fondi alla Marina Militare. E noi ci beviamo anche questa e ci laviamo pure la coscienza nascondendoci dietro la nostra crisi economica. Continua a leggere

Nessuna speranza di pace in Ucraina

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di Giuseppe MASALA

Per come la vedo io non vi è alcuna speranza di pace in Ucraina.

Se si va a vedere un po’ di dati economici e finanziari si vede che le riserve in valuta estera della banca centrale ucraina sono ridotte al lumicino, meno di 7 miliardi di dollari. La moneta locale, la Ghryvna sta letteralmente sprofondando, in un paio di giorni ha perso oltre la metà del suo già infimo valore. In questa situazione è evidente che il collasso finanziario è questione non di mesi ma di settimane. Collasso finanziario che porterebbe ad un collasso istituzionale, politico e sociale del paese.
Al vertice di Monaco per la sicurezza gli ucraini infatti si sono spinti a dire che occorrono urgentemente altri 20 miliardi di dollari per andare avanti. Ovvio che per l’Unione Europea e per gli USA l’avventura ucraina, già politicamente folle, si sta dimostrando finanziariamente insostenibile.

In questo contesto le attuali trattative non possono essere un tentativo di ricerca equa di una pace possibile, ma solo il tentativo – da un lato – di guadagnar tempo per riuscire a circoscrivere l’attuale ennesima catastrofe militare in corso e dunque il tentativo di tirar fuori dalla “sacca di Debaltsevo” i circa 8000 militari ucraini destinati a morte certa. Dall’altro lato vi è il tentativo europeo di crearsi un alibi di fronte alle proprie opinioni pubbliche sostenendo di aver cercato la pace con tutti i mezzi. Continua a leggere