Pare un castigo “divino”, ma quelle morti pesano solo sui potenti del mondo

Un profugo siriano porta suo figlio in braccio mentre nuota al largo dell’isola di Lesbo, in Grecia, dopo che il gommone su cui viaggiavano è naufragato

Un profugo siriano nuota con suo figlio piccolissimo in braccio al largo dell’isola di Lesbo, in Grecia, dopo che il gommone su cui viaggiavano è naufragato

 

di Luca SOLDI

Ancora morti, mentre ognuno di loro cullava la speranza di arrivare in Europa.
Questa volta quarantacinque esistenze distrutte in tre naufragi avvenuti nelle ultime ore.
E fra di loro ben venti bambini, sono morti.

Il primo naufragio è avvenuto nella notte, intorno all’1.30.
Un’imbarcazione si era arenata sugli scogli al largo dell’isola di Farmakonissi: 48 le persone tratte in salvo dalla Guardia costiera che però ha recuperato i corpi di sei bambini e di una donna.

Qualche ora più tardi, è avvenuto il secondo naufragio, al largo dell’isola Kalolimnos.
La polizia portuale ha recuperato 14 corpi (due bambini, 9 donne e 3 uomini); sono state salvate 26 persone. Continua a leggere

Un paese ipocrita che dimentica i bambini

solitude

di Luca SOLDI

Mentre arrivano dati che raccontano di un Paese a crescita demografica zero (salvato solo dagli immigrati), vanno anche ricordate, sopratutto in risposta agli ipocriti che dicono di pensare agli italiani, le cifre fornite dal sito di Unicef, già a Novembre dello scorso anno,  che ci condannano severamente per la scarsa attenzione nei confronti dei bambini che vivono nel nostro territorio.

Numeri che confermano una triste realtà che non fa altro che evidenziare quanto lontano sia il raggiungimento di quei diritti minimi almeno nei confronti della prima infanzia. Leggendo questi dati ci arriva la conferma che questo nostro Paese offre ben poco per i suoi bambini e di conseguenza per le sue famiglie.

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