Sinistra italiana al teatro Quirino? Ennesima operazione di paracadutismo

paracadute

di Antonio DITARANTO

Strano, ma rivedere nuovamente uniti Nichi Vendola e Paolo Ferrero, mi riporta indietro nel tempo alla notte dei lunghi coltelli di Chianciano, quando al congresso di Rifondazione che doveva sancire l’ascesa di Vendola al posto di segretario nazionale, fu proprio Ferrero a togliergli la gioia con una rocambolesca operazione di altissima strategia, alleandosi con l’inimmaginabile al solo scopo di impedirne l’ascesa.

Vendola e Ferrero nuovamente insieme, e con loro i Fassina e i fuorusciti dal PD, quelli stessi cioè che dopo aver assistito inermi – o partecipandovi anche da protagonisti con il loro voto complice in Parlamento – alla demolizione della nostra carta costituzionale, oggi paventano ripensamenti al solo scopo, a  mio avviso, di ricrearsi delle posizioni di rendita su altri lidi diversi da quelli del PD nel quale negli ultimi anni si sono inesorabilmente chiusi i rubinetti dai quali si abbeveravano.

Sinistra italiana, sinistrati o trombati, quella del teatro Quirino, altro non è che l’ennesimo tentativo di calare (paracadutare) dall’alto un soggetto politico che serve solo a scopi ed interessi personali  che nulla hanno a che spartire con la necessità e la domanda del popolo di sinistra di potersi finalmente riconoscere, nuovamente, in una comune casa del popolo.

Da tempo sostengo che non si può rifondare un soggetto della sinistra se prima non si riscoprono e si fanno propri i due valori fondamentali del nostro popolo che sono solidarietà e fratellanza.

Lo stesso inno dei lavoratori, nelle parole iniziali del suo testo, recita “su fratelli e su compagni”; fratelli e compagni, ossia sentirsi parte di una grande famiglia ed essere disposti a dividere con gli altri il proprio pane, cosi come per decenni è stato e ci è stato insegnato nel mondo della sinistra dell’800 e del ‘900.

Vedete qualcosa che possa essere riportato a fratellanza e solidarietà nella decisione dell’ex governatore pugliese di abolire i vitalizi per i consiglieri regionali a partire dal 2016, garantendo in questo modo per lui stesso l’accessibilità a quei vitalizi e ad un congruo gruzzolo di euro di buona uscita? Parliamo di qualche centinaio di migliaia di euro per intenderci. Un esempio stupido (populista?) potrà pensare e dire qualcuno, ma un esempio che la dice lunga sull’attaccamento al denaro di questi presunti nuovi o vecchi paladini delle cose di sinistra.

Un altro esempio? Che dire di quel Nicola Fratoianni, l’uomo dalla faccia d’angelo di SEL, che al congresso fondativo di Sinistra Ecologia e Libertà di Firenze fece valere tutto il suo potere che gli veniva dato dal maggior numero di iscritti in Puglia per monopolizzare il congresso e la successiva nomina degli organi decisionali alla faccia della rappresentatività di tutto il territorio italiano tanto decantato dallo stesso Vendola nei due interventi di apertura e di chiusura del Congresso?

Nicola Fratoianni, non dimenticare che c’ero e proprio su questa questione avemmo una bruttissima discussione dietro le quinte del congresso. E che dire di quel Paolo Cento, mandato dallo stesso Vendola in Emilia per imporre alleanze con il PD ad Imola, e diversi altri comuni emiliani nonostante interi circoli si fossero espressi all’unanimità contrari a quelle alleanze dimostratesi poi disastrose?

Io lo dico: con questi uomini non può esserci futuro per una nuova sinistra. Questi sono personaggi cresciuti all’insegna dell’arrivismo e della sete di potere. La loro attenzione ai problemi degli ultimi è solo una finzione. La loro unica paura è perdere posizioni di privilegi acquisiti e poter continuare a mantenere quei privilegi facendosi scudo di problemi che attanagliano il paese.

Le formazioni politiche che si richiamano all’area di centro destra ho sempre saputo quali fossero e quindi nei loro confronti ho potuto avviare la mia azione politica con estrema lealtà; da qualche tempo, forse perché finalmente sono riuscito a togliermi la fetta di prosciutto che mi oscurava la vista, ho imparato a riconoscere anche coloro che si travestono da eroi ma che nulla hanno di eroico se non l’impavida ostinazione e l’abilità dimostrata nel defraudare il popolo dei propri sentimenti per usarli sciacallescamente per i propri interessi.

Questo lo fanno quotidianamente Grillo e Casaleggio, ma anche tanti che si autodefiniscono comunisti o di sinistra ma che con il comunismo e la sinistra non hanno nulla a che spartire e dai quali dovremmo imparare a stare lontani.

 

n.d.r. Riportiamo la dichiarazione di Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista):

I GRUPPI tra Sel e i fuoriusciti dal Pd sono una buona notizia ma non sono l’avvio di un nuovo soggetto. Al tavolo ampio della sinistra, con il Prc, Civati, l’Altra Europa che ha convocato un’assemblea a gennaio, pensiamo a un processo partecipato e dal basso. Il nuovo soggetto nascerà con una grande discussione partecipata. Il Prc parteciperà lealmente ma non intende esaurire la sua ragion d’essere comunista. A Milano lavoriamo per una lista alternativa al Pd che non è un possibile alleato ma un temibile avversario.

 

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2 Pensieri su &Idquo;Sinistra italiana al teatro Quirino? Ennesima operazione di paracadutismo

  1. Questi che pretendono di indossare le vesti della sinistra sono stati artefici (non solo loro) del disfacimento della sinistra stessa, molti erano nel governo di Prodi e magari c’è anche il maggior (io ritengo)responsabile delle fine di RC

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