E che, c’ho scritto Jo Condor?

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di Nello BALZANO

Molti di noi che siamo stati bambini negli anni ’70 ricordiamo con piacevole malinconia la sequenza dei cinque lunghi spot pubblicitari del “Carosello”, che andava in onda dopo quello che era il Telegiornale per antonomasia, trasmesso sul primo canale della RAI. Ce n’era uno in particolare, che non so per quale motivo, mi è immediatamente comparso davanti mentre guardavo l’intervista del presidente/segretario Renzi, concessa al direttore del TG3 Bianca Berlinguer.

Ho subito ricostruito la scena di quello spot che riguardava una marca che non posso nominare, in quanto ancora presente sul mercato alimentare, era un cartone animato, i protagonisti erano un gigante buono, che proteggeva con la sua imponenza i cittadini di un paesino di montagna, dai fastidiosi scherzi di un avvoltoio, Jo Condor.

Ecco, gli attori ci sono tutti, la scenografia del paesino di montagna è la redazione del TG3, gli abitanti impersonati dai giornalisti, Jo Condor è l’on. Anzaldi ed il Gigante buono, il presidente del consiglio Renzi. L’on. Jo Condor che terrorizza con le sue minacce i giornalisti i quali chiamano il Gigante Matteo in loro soccorso, puntualmente interviene e con il suo abituale atteggiamento da buon padre di famiglia, prende per il colletto il cattivo avvoltoio, lo butta giù dalla montagna e via con i festeggiamenti.

A parte l’ironia, ma davvero qualcuno poteva pensare che, nella sua posizione, Matteo Renzi supportasse le teorie punitive del suo fido Anzaldi, membro della commissione di vigilanza RAI (non uno qualsiasi quindi)?

Per posizione non intendo solo quella di capo di governo, ma anche di colui che non può fare a meno di un’informazione tranquilla, che ripeta tutte le sue poetiche immagini di un Paese che sta viaggiando a gonfie vele, senza ricamare sopra commenti cattivi.

Comprendo che il direttore Berlinguer non potesse fare a meno di intervistarlo, forse lei si aspettava un rimbrotto nei confronti di Jo Anzaldi, che puntualmente non è arrivato, perché le inchieste, quando ci sono, gornalistiche, sono poca cosa rispetto al ritrovato amico ISTAT: il presidente buono non scende a quei livelli, deve trasmettere serenità ed ottimismo.

Mi dispiace per quei “cattivi giornalisti” che aspettavano l’editto di Rignano e adesso si devono solo accontentare di un’amichevole pacca sulla spalla. Però stiano ben attenti perché l’avvoltoio è sempre sulla cima della montagna, pronto a lanciare le sue minacce puntando la sua zampa sulla fronte: “E CHE’ C’HO SCRITTO JO CONDOR?”. Solo che è agli ordini del gigante (si fa per dire).

Sì. siamo proprio a Carosello. Ed è tutta pubblicità.

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Un pensiero su &Idquo;E che, c’ho scritto Jo Condor?

  1. E’ il gioco delle parti. Renzi aspetta che ci sia un poliziotto cattivo per impersonare la figura del poliziotto buono (vedi questione Grecia, Germania , Italia)

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