Zerocalcare e quella stella troppo grande

partigianoprono

di Luca SOLDI

Quella stella rossa era troppo grande. Quel murale aveva spaccato il paesino di Montanaro, nel torinese.

L’idea iniziale era di rendere onore alla memoria di un giovane partigiano ucciso, fucilato, nella guerra di liberazione. E così, grazie alla disponibilità di Zerocalcare, il noto autore di graphic novel, si è voluta realizzare un’opera che racchiudesse la memoria nel richiamo al nostro tempo. La stella rossa era stata dipinta da Zerocalcare per simboleggiare l’appartenenza di Giuseppe Prono alla Brigata Garibaldi. Fin dal mese di giugno, dopo averlo visto realizzato, l’amministrazione aveva puntualizzato delle critiche circa la presenza della stella rossa che sul bozzetto originale non era presente. Il Sindaco, Giovanni Ponchia, eletto con una lista di centro-sinistra, facendosi interprete della protesta, aveva richiesto la rimozione della stella.

Adesso qualcuno ha pensato bene di anticipare le decisioni del comune e tentare di cancellarla. Ha gettato il contenuto di un bidone di vernice bianca sul murales disegnato da Zerocalcare per onorare la figura del giovane partigiano.

Il primo cittadino aveva detto in precedenza, alcuni giorni addietro: “Ho chiesto che venga rimosso perché mi sono arrivate tante lamentele. L’opera è stata autorizzata per onorare la memoria di un nostro giovane concittadino che è morto per la libertà di tutti. Invece qui qualcuno vuole spaccare il paese che io devo amministrare. Non si può restare fermi ai conflitti di 70 anni fa. Dobbiamo guardare al futuro”.

Ha scritto, in risposta, Saverio Tomasi: “…memoria significa raccontare tutto, non solo quello che a qualcuno fa comodo dire, specialmente se questo qualcuno è un fascistello stronzetto o il sindaco pavido di una cittadina di provincia.

Io non ho mai sopportato né i pavidi né gli impauriti, gente pronta a coprire i colpevoli purché i colpevoli non si arrabbino. Gente che la Storia gli passa sotto il naso ma loro non la vedono. Gente che se avesse avuto di fronte l’inventore del calcio gli avrebbe detto che no, quel gioco non poteva funzionare perché due porte erano troppe.

Gente che se avesse incontrato Cristo l’avrebbe ripreso: troppi miracoli non richiesti, signor Gesù, lei in questo modo spaventa la popolazione della Galilea.
Il pallone troppo attaccato ai piedi, signor Diego.
Troppo veloce, così impolvera la pista, signor Carl Lewis.
Quel bastone sempre in mano, signor Chaplin, non è il caso, lo posi.
Troppe smorfie nelle foto, signor Einstein.
Troppa pace, signor Gandhi.
Troppo testardo, signor Nelson Mandela, troppe richieste fuori dal tempo.
Troppo lungo il tuo diario, signorina Anna.
Troppi diritti in questa Costituzione, signora Teresa Mattei.

Ecco, ragazzi. Quando qualcuno vi dirà che la verità è troppa, o un po’ troppo scomoda, o un po’ antica, magari demodé, non credetegli. La verità è rivoluzionaria, come diceva l’Antonio internazionale”.

L’idea di onorare il partigiano con un murales del famoso artista Zerocalcare era partita il 23 maggio scorso. Il comitato “Restiamo sani” aveva fissato l’allestimento del dipinto a cura del collettivo grafico Volkswriterz.

Adesso qualcuno che ha voluto “guardare al futuro” imbrattando il murale, ha riaperto davvero delle ferite ancora presenti.

 

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